Situato nella provincia di Palermo e culla della Mafia siciliana, il comune di Corleone è reso celebre da Il Padrino, il film di Coppola in cui Marlon Brando interpreta in maniera enfatica e non priva di fascino il ruolo di Don Corleone, alimentando una certa mitologia della Mafia. È in questo borgo circondato dalle colline che nel XIX secolo sorge un potere occulto, composto da scagnozzi al servizio di grandi proprietari terrieri, prima di trasformarsi in una potente organizzazione mafiosa battezzata Cosa Nostra. È ancora sulle terre di Corleone che crescono i padrini forti della Mafia, emersi dalla banda di Luciano Liggio, criminale ambizioso che subentrò a colpi di pistola al clan dei Navarra. Al suo fianco comincia la scalata progressiva della gerarchia di Salvatore Riina, che negli anni Ottanta diventa il "padrino dei padrini" massacrando tutti i suoi nemici e abbattendo tutti quelli che si oppongono ai suoi scellerati disegni.
Soprannominato "la Bestia" per la sua ferocia, Toto Riina è dotato di un'intelligenza pratica e di una determinazione che gli permettono in quarant'anni di eliminare i suoi rivali e piegare militarmente un'isola senza mai essere indagato.