Reduce da La casa di carta, Jaime Lorente veste i panni che furono sul grande schermo di Charlton Heston, quelli di un personaggio sfaccettato, dalle passioni proibite, che arricchisce il mondo patriarcale della serie. Ora disponibile su Prime Video.
di Andrea Fornasiero
La Spagna dell'undicesimo secolo è in parte sotto il controllo dei mori e oltretutto divisa tra due Re tra loro fratelli. La regina Sancha, moglie di Ferdinando I, aveva ceduto al marito la città di León, ma i nobili capitanati da un potente e astuto conte non hanno mai accettato Ferdinando e ora complottano con suo fratello per riprendersi la città. Il loro intrigo viene fortunosamente scoperto da Rodrigo, uno scudiero di nobile lignaggio caduto in disgrazia. Questi vuole salvare il re dal complotto, ma al tempo stesso non vuole denunciare suo nonno che ne fa parte. Inizia così un complesso gioco di cappa e spada di corte, durante il quale lo scudiero Rodrigo ottiene sempre maggiori successi in battaglia e guadagna la stima anche dei mori, che credono egli sia predestinato a grandi gesta e a grandi sofferenze.
«Non sono un eroe, ma El Cid è il personaggio che mi somiglia di più tra quelli che ho interpretato, credo sia il più normale tra loro. Non sa per cosa combatte e attraversa un percorso di ricerca e scoperta. La serie inizia quando è ancora un ragazzo e sono gli eventi a metterlo in crisi e a fargli scoprire chi è veramente, il suo è un percorso molto emotivo e in fondo credo che combatta per amore».
Produzione spagnola di Amazon Prime Video, la serie in cinque episodi ha per protagonista uno dei volti più amati di La casa di carta, Jaime Lorente, e lo cala nei panni che sul grande schermo già furono di Charlton Heston. La versione hollywoodiana è però ben diversa da quella storica, a cui questo El Cid si avvicina sicuramente di più per il suo rapporto di complessa alleanza con i mori. Gettato fin dal principio nel centro di un intrigo, il racconto non impiega molto a ingranare e già alla fine della prima puntata arriva a una articolata scena d'azione: un combattimento nel mezzo di un'impalcatura di sostegno contro un acrobatico antagonista. Seguiranno una celebre ordalia, ossia un duello che decide le sorti di una battaglia, e poi uno vero e proprio scontro sul campo dove Rodrigo viene finalmente acclamato “Campeador”. La serie quindi vanta diversi momenti spettacolari e una grande battaglia che vale più o meno quanto quelle di Vikings, con vari combattimenti individuali nel mezzo dello scontro tra fanterie e cavallerie.
D'altra parte la ricostruzione del medioevo spagnolo è realistica e non manca di dettagli ordinari sulla vita di tutta giorni, funzioni corporali incluse. Un mondo dunque splendente nelle cerimonie di corte, ma al tempo stesso sporco, dove la miseria dei popolani è sempre solo a pochi passi di distanza dallo sfarzo dei signori. Quella di El Cid, così chiamato dai mori che vedono per lui nelle stelle un destino da grande condottiero, è una scalata sociale che lo vede assurgere a un rango sempre più importante e passare da umili incarichi a riunioni ai vertici con i monarchi. Al tempo stesso però Rodrigo non fa comunque parte di stirpi reali: può giurare fedeltà a un signore ma rimarrà sempre un sottoposto, costretto a sottostare a logiche di corte che può solo stentare a capire. Sia che si tratti delle usanze dei mori, ai suoi occhi quasi impenetrabili, sia che siano le macchinazioni dei castigliani, divisi tra aspiranti usurpatori e tra i vari figli del re, ognuno in cerca di gloria.
Quando Ferdinando I ordinerà la divisione del regno tra i propri figli darà inevitabilmente via a un complesso intreccio di alleanze e rivalità, che terrà banco nelle prossime stagioni della serie. El Cid infatti non è che il primo capitolo delle lunghe e articolate gesta del proprio protagonista, ma riesce in soli cinque episodi a descrivere sia un mondo ricco di fazioni e personalità, sia a definire efficacemente il proprio eroe, da subito costretto a decidere come essere fedele ai propri ideali.
Non manca naturalmente nemmeno una storia d'amore, dove l'amata di Rodrigo è però promessa a un altro scudiero di più nobile lignaggio e geloso dei successi di El Cid. La donzella non è però solo un oggetto del desiderio, bensì un personaggio a tutto tondo che prende parte agli intrighi di corte cercando di difendere la madre. Donne ancora più forti sono poi la regina Sancha e sua figlia Urraca. Questa è una spregiudicata manipolatrice, ma il suo modo di agire è in fondo l'unico possibile perché possa difendere la propri indipendenza, in un tempo in cui le donne erano premi da dare in matrimonio. Un personaggio sfaccettato, dalle passioni proibite, che arricchisce il mondo patriarcale della serie.