Il documentario sulla comunità di Slab City appassiona gli spettatori del festival. Ecco i commenti più belli.
Quella raccontata dal documentario di Emanuele Mengotti, West of Babylonia, è una vicenda molto particolare: nel deserto californiano un gruppo di persone incapaci di integrarsi nella società vivono in una sorta di comunità. Tra loro c'è chi ha tatuata la svastica sul petto e c'è chi ascolta Elton John: tutti vivono in un’armonia che sulla carta sembrava impossibile.
Questo aspetto è quello che ha più incuriosito il pubblico del Biografilm Festival, in cui il film è stato presentato in anteprima ieri sera alle 21.00. Gli spettatori hanno elogiato la particolarità del racconto, molto differente da ciò che era stato visto finora, come affermato da Filippo: “Visionario, non scontato….finalmente qualcosa di diverso! Fotografia egregia”. Ad aiutare questo successo sono state anche le splendide ambientazioni di un’America ancora troppo inedita.
West of Babylonia sarà disponibile in streaming sulla piattaforma del Biografilm Festival fino alle ore 21.00 di venerdì 12 giugno. Ecco intanto i migliori commenti che stanno accompagnando la visione del film:
Come se Minervini avesse fatto un figlio con i Rossbros! eccezionale!
Bellissimo districarsi in questa curiosa comunità scena dopo scena. Ottime le osservazioni sulle varie tematiche americane: le armi, la droga, la sanità, l'educazione. Non vedo l'ora di vedere il vostro prossimo progetto!
Sicuramente uno dei miglior progetti visti al biogra fino ad ora, finalmente qualcosa di diverso. Molto coinvolgente la fotografia!
Il non aver una solida struttura narrativa, in realtà, aiuta a rendere fluido il viaggio alla scoperta di questa incredibile
subcultura americana. Scappano dall'America? O forse Slab City è la vera America? Grazie mille agli autori, ed al biografilm, per aver condiviso una realtà che altrimenti non avrei mai conosciuto.
Visionario, non scontato....Finalmente qualcosa di diverso! Fotografia egregia.
Un'incursione in un luogo di confine. Una realtà surreale, amplificata dalla narrazione frastagliata che non scende mai nell'intimo dei molti personaggi che ci accompagnano. sono le immagini a parlare, i volti e le case descrivono la vita quotidiana, lasciando qualche curiosità ancora irrisolta. La fotografia molto è curata e sostiene fortemente l'aspetto narrativo.
Interessante documentario su una comunità che ha scelto l'isolamento come stile di vita. Non vedo l'ora che la trilogia venga completata.
Un ottimo lavoro di regia fotografica ( grandissimo lavoro nel color grading ), eccellente scelta musicale soprattutto le sequenza finali, c'era un problema credo nel downmix stereo nella sequenza del passaggio a livello con delle fasi che cancellavano il rumore del treno in arrivo.... avendo visto tantissimi documentari, posso dire che ho già visto e gia sentito molto, il mio plauso va comunque ad una scelta molto interessante nel raccontare il tutto da tantissimi punti di vista per dare omogeinità all integrazione di paesaggio,
adulti, ragazzi. Voto 8, ho adorato il match cut della sequenza trenino e treno e tutta la seguenza dei titoli di coda dove diamo dei nomi a dei volti.
Incredibile documentario sociale, fotografia egregia!
Interessante e magnificamente girato.