Da Un affare di famiglia a Father and Son, è l'occasione per approfondire il lavoro di un grande regista. #iorestoacasa.
di Massimiliano Carbonaro
In tempi di convivenze forzate, di riscoperta obbligata del microcosmo famigliare, di relazioni diluite nell'amuchina e rese giocoforza digitali, insomma nell'anno domini 2020, quello della pandemia del Covid-19, in cui siamo tornati a vivere in casa come una volta ci rifugiavamo nelle caverne, è il momento giusto per riguardare i film di Kore'eda Hirokazu. Il regista giapponese, infatti, nelle sue opere più significative ha affrontato un tema così scottante e in costante evoluzione come proprio quello rappresentato dalla famiglia, per scoprire che in realtà niente è come sembra: a cominciare forse dal suo film più famoso Un affare di famiglia (guarda la video recensione).
Nel 2018 Un affare di famiglia (scopri QUI dove vederlo) scritto e diretto da Kore'eda Hirokazu, ottiene la Palma d'oro al Festival di Cannes oltre a essere candidato agli Oscar e ai Golden Globe come miglior film straniero. Ma nel 2013 aveva già ricevuto un riconoscimento al Festival del cinema francese ottenendo il Premio della giuria per il suo Father and Son (scopri QUI dove vederlo).
La famiglia insomma è al centro delle considerazioni di Kore'eda. Anche quella che non è propriamente frutto della biologia. Come appunto nel pluripremiato Un affare di famiglia dove i legami all'interno di un gruppo formato da quella che sembra l'anziana nonna, la madre e il padre, più un figlio non sono quello che appaiono a prima vista. E la verità e le tante contraddizioni che hanno creato questa unione emergeranno poco alla volta in seguito ad un gesto che a prima vista sembra orrendo come il rapimento di una bambina. Ma in realtà la bimba era trascurata e trattata male dai genitori, mentre nella nuova casa trova affetto e considerazione.
Nel film, Kore'eda ritrova al suo fianco il bravissimo Lily Franky con cui aveva già lavorato per il ruolo del padre, insieme a lui Sakura Ando moglie e madre di questo strano nucleo. Mentre interpreta l'anziana nonna Kirin Kiki anche lei volto noto nelle opere del regista, ora purtroppo scomparsa.
Ma i titoli dove affronta questo tema sono veramente numerosi. È come se il suo passato di documentarista ritornasse ogni volta per un corpus di opere dedicate a questa "curiosa" fenomenologia. Basti pensare a film come Still Walking del 2008 (una famiglia alle prese con lutto del figlio maggiore), Father and Son del 2013 (lo scambio in ospedale alla nascita di due bambini viene scoperto anni dopo con incredibili conseguenze), Little Sister (scopri QUI dove vederlo) del 2015 (tre sorelle più una sorellastra commemorano il padre morto), Ritratto di famiglia con tempesta (guarda la video recensione) (scopri QUI dove vederlo) del 2016 (ci vuole un ciclone che devasta Tokio per far capire a un padre l'importanza dei legami con la moglie e il figlio).
Ma anche l'ultimo suo lavoro, Le verità (guarda la video recensione) (scopri QUI dove vederlo), film del 2019 con Catherine Deneuve e Juliette Binoche, qui nei panni rispettivamente di madre e figlia, più Ethan Hawke e anche l'attrice italiana Maya Sansa - primo film non in giapponese del regista - mette in scena il rapporto irrisolto tra le due donne fatto di amore ma anche risentimento. Continuano insomma con pazienza e curiosità le variazioni mai banali di Kore'eda Hirokazu.