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Dal Mayflower all'Amistad, quelle navi che hanno fatto la storia del Cinema

La rotta da est a ovest nell'Atlantico è stata solcata da migliaia di navi che portavano gente che cercava una vita migliore. È una parte decisiva della storia dell'uomo.
di Pino Farinotti

martedì 9 aprile 2019 - Focus

L'eterna storia dei migranti si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo le vicende della Mare Jonio, della Diciotti, della Elhiblu 1, in questi giorni si aggiunge quella della Alan Kurdi. Queste navi stanno facendo la storia della nostra epoca. Altre imbarcazioni di migranti l'hanno fatta in altre epoche, oltre il Mediterraneo, diventando simboli di fenomeni e di tragedie. La rotta da est a ovest nell'Atlantico, da Colombo in poi, nei secoli è stata solcata da migliaia di navi che portavano gente che cercava una vita migliore. È una parte decisiva della storia dell'uomo. Per lo spazio starò a una selezione di vascelli che fanno parte, di getto, della memoria di quella storia.

La prima eco è del 1620 e parte dal leggendario galeone Mayflower, che portò 102 pellegrini da Plymouth, Inghilterra a Cape Cod negli attuali Usa.

Ma intendo partire, nel racconto, da una vicenda più recente, che possiede, fatte le (in)debite differenze di etnia, di epoca e di Storia, analogie con quanto accade da noi ai nostri giorni. Siamo in Germania nel 1939, Hitler è pronto a invadere l'Europa e ha già manifestato le sue intenzioni contro la razza ebraica. Il 13 maggio il transatlantico tedesco Saint Louis salpava da Amburgo con a bordo 963 esuli ebrei. Prima tappa, Cuba, dove alla nave non fu concesso il permesso di sbarco perché la legge di quel paese non permetteva l'ingresso di migranti. Il comandante Schroeder ottenne, dopo una trattativa estenuante, di sbarcare 22 passeggeri. Il Saint Louis puntò su Miami ma le autorità americane le respinsero. Fra le molte ragioni, mai chiarite del tutto, una era il rispetto di una oscura quota di immigrazione. Ma era un pretesto. Il comandante puntò sul Canada, che non permise neppure l'attracco del transatlantico. Rimaneva un'unica opzione, tornare ad Amburgo e segnare il destino drammatico degli ebrei. Tutto il mondo seguiva la vicenda. Schroeder pensò persino di affondare la nave al largo dell'Inghilterra perché i passeggeri potessero essere accolti come naufraghi. Ma grazie all'intervento della diplomazia francese si riuscì a raggiungere un compromesso di accoglienza. La Saint Louis sbarcò ad Anversa, in Belgio. Londra accolse 288 persone, la Francia 224, il Belgio 2014, l'Olanda 181. Sopra scrivevo di... "analogie".

320 anni prima: il Mayflower dei "padri pellegrini", che fondarono la colonia di Plymouth, nella Nuova Inghilterra, la prima di popolazione inglese nell'America del nord. I pellegrini erano puritani che sfuggivano alle persecuzioni religiose. La tradizione racconta che gli inglesi misero piede nel nuovo mondo sullo scoglio di Plymouth, ancora oggi meta turistica sul lungomare della cittadina di Cape Cod.

L'Amistad era una goletta a due alberi che, nel luglio del 1839, vide l'ammutinamento di schiavi, migranti coatti chiamiamoli così, che divenne un simbolo dell'abolizione dello schiavismo anni prima della guerra di secessione. La nave, partita dalla Sierra Leone con persone, faceva rotta verso Cuba, quando il nero Cinqué guidò la rivolta. Catturati dalla Marina americana gli africani furono al centro di un processo che ribaltò certi codici della giurisprudenza a favore del concetto che nessun essere umano può appartenere a qualcuno. Come spesso accade un episodio della Storia deve la sua popolarità al cinema. Regola che si impone per l'Amistad, protagonista del film di Spielberg del 1997.


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