Senza capire che la storia del cinema corrisponde in larga parte alle trasformazioni tecnologiche che lo hanno investito, si rischia di valutarne erroneamente la natura. Il 3D - ovvero il sogno di sfondare la bidimensionalità dell'immagine in sala (e ora anche a casa propria) - è forse la più persistente delle eccentricità che il cinematografo ha affrontato.
In mezzo, gli storici notano due tendenze contrapposte: da una parte, la continua rielaborazione tecnologica (dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dai formati stretti a quelli panoramici, dalla pellicola al digitale, solo per citare i più visibili); dall'altra, la sorprendente stabilità della magia della sala, dove - dal 28 dicembre 1895 in poi, e a dispetto di tutti i profeti di sventura - continuiamo a fare sempre la stessa cosa: pagare un biglietto, accomodarci al buio e perderci dentro un film su grande schermo.