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Venezia 72, il trionfo di Desde Allà

Scopri tutti i vincitori e leggi il bilancio complessivo della Mostra.
di Giancarlo Zappoli

In foto Valeria Golino con la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Femminile.
Valeria Golino (60 anni) 22 ottobre 1965, Napoli (Italia) - Bilancia. Interpreta Anna Ruotolo nel film di Giuseppe M. Gaudino Per amor vostro.

sabato 12 settembre 2015 - Gallery

Il venezuelano Desde allà vince il Leone d'Oro della 72. Mostra del Cinema di Venezia. Il Premio per la Migliore Regia va a Pablo Trapero (El Clan) mentre - per gli italiani - Valeria Golino vince la Coppa Volpi per Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino. Free in Deed (ancora disponibile in streaming nella Sala Web della Mostra) è invece il Miglior Film della sezione Orizzonti.
Chiudendo il bilancio della 68a edizione del Festival di Cannes in relazione al Concorso ufficiale si poteva constatare che l'annata, a giudicare da quanto visto, non offriva opere di particolare rilievo. La speranza recondita era quella di venire smentiti dalla selezione della 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Non è purtroppo andata così e quindi viene da pensare che ci si trovi di fronte a una fase di stasi creativo/produttiva che offre film che, solo in rari casi, si elevano al di sopra di una professionalità ormai consolidata ma priva di quelle punte di eccellenza che si vorrebbe poter trovare.
Proviamo allora a ripercorrere con la memoria questo dieci giorni di competizione scegliendo il criterio dell'accorpamento delle aree culturali e/o nazionali. È quasi inevitabile partire dai ben 4 italiani in gara chiedendosi se fossero tutti 'necessari'. La risposta è un deciso 'no'. Il no si applica al film di Guadagnino che con A Bigger Splash ha deluso le attese della stragrande maggioranza della critica presente al Lido grazie a un'opera i cui pregi stilistici vengono letteralmente buttati a mare da un finale farsesco con tanto di esportazione di stereotipi sugli italiani. Il rispetto per la carriera e l'opera di Marco Bellocchio impone una sorta di sospensione del giudizio su un film che sembra avere due anime raccordate con qualche escamotage di troppo. Restano l'interessante esordio de L'attesa di un Piero Messina che si rivela capace di leggere il Sud senza farsi contaminare da folklorismi ma mostrando un'accurata lettura etnografica e il Per amor vostro di Gaudino in cui giganteggia l'interpretazione di Valeria Golino.

La Francia, quasi a ricambiare la presenza dei tre moschettieri italiani sulla Croisette, è stata in programma con tre opere e con altre coproduzioni in cui però il suo apporto era più sul piano produttivo che su quello culturale. La coproduzione con Germania e Paesi Bassi di Francofonia - Il Louvre sotto occupazione ha confermato l'inarrestabile bisogno di sperimentazione di un Maestro com'è Aleksandr Sokurov il quale è tornato ad affrontare il rapporto tra l'Arte e la Storia con un'estetica che si potrebbe definire (se non si temesse di offenderlo) quasi godardiana. Gli altri due film Marguerite di Xavier Giannoli e L'hermine di Christian Vincent si muovevano sul piano della prestazione in quasi assolo di due nomi consolidati come sono quelli di Catherine Frot e Fabrice Luchini.

Rimanendo in Europa ci troviamo di fronte all'apologo di Skolimowski 11 minutes che fa sì che una struttura deja vu di storie ad intreccio si risolva in un finale carico di significato. A fare da ponte tra due continenti abbiamo trovato poi The Danish Girl di Tom Hooper, coproduzione britannico-americana destinata ad avere numerose nomination grazie all'interpretazione di Eddie Redmayne ma decisamente troppo didascalica e ricca di glucosio anche se finalizzata a una giusta causa.

La pattuglia di film made in Usa era presente in forza con ben quattro film: Equals, Beasts of No Nation, Anomalisa e Heart of a Dog. Su tutti è emerso Anomalisa in cui Kaufman non solo ha sperimentato sull'animazione stop motion ma ha offerto una rilettura originale di un plot di base già frequentato da cinema e letteratura.

Se l'australiano Looking for Grace ha vanificato le buone intenzioni di base della sceneggiatura lo stesso ha fatto, con una parte finale che contraddiceva le premesse, il sudafricano The Endless River. Migliore sorte è toccata all'America latina che con il venezuelano Desde allà e l'argentino El clan ha proposto vicende che si collocano in contesti socio-culturali complessi affidate a due notevoli interpretazioni di attori protagonisti.

Il cinema israeliano ha trovato ancora una volta in Amos Gitai un regista capace di leggere nel profondo le contraddizioni della società proponendo con Rabin, the Last Day un documento capace di lasciare il segno. Così come il turco Emin Alper che con Frenzy ha provato a tracciare un quadro desolante della società turca prossima ormai alla follia, se non addirittura già sua preda. Il cinese Zhao Liang con Behemoth ci ha offerto un mix di suggestioni estetiche per descrivere l'inferno di una classe operaia ridotta in schiavitù. Resta il canadese Egoyan che con Remember costruisce una vicenda in cui le ferite dell'Olocausto non rimarginate vengono proposte con una grande interpretazione di Christopher Plummer in parte indebolita da un finale con troppa spiegazione incorporata.

In definitiva quindi abbiamo avuto un Concorso con un discreto numero di buoni film ma senza che nessuna opera si presentasse con quelle caratteristiche per cui un tempo si utilizzava il termine 'capolavoro'. Che non sia più tempo di capolavori? Potrebbe essere ma si può ancora sperare.


I VINCITORI

Leone d'Oro: Desde Allà di Lorenzo Vigas
Gran Premio della Giuria: Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson
Leone d'Argento per la miglior regia: Pablo Trapero per El Clan
Premio Speciale della Giuria: Abluka di Emin Alper
Coppa Volpi miglior interpretazione femminile: Valeria Golino per Per amor vostro
Coppa Volpi miglior interpretazione maschile: Fabrice Luchini per L'hermine
Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Abraham Attah per Beasts of No Nation
Miglior sceneggiatura: Christian Vincent per L'hermine
Premio Orizzonti per il miglior film: Free In Deed di Jake Mahaffy
Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Boi Neon di Gabriel Mascaro
Premio Orizzonti per la migliore regia: Brady Corbet per The Childhood of a Leader
Premio Speciale Orizzonti per la migliore interpretazione: Dominique Leborne per Tempête
Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: Belladonna di Dubravka Turic
Leone del futuro - Premio Luigi De Laurentis miglior opera prima: The Childhood of a Leader di Brady Corbet
Premio Venezia Classici - Miglior restauro: Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini
Premio Venezia Classici - Miglior documentario: 1000 Eyes of Dr. Maddin di Yves Montmayeur

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