Folder e i viaggi ipertestuali.
di Alessandro Berti
Il tuo percorso artistico è lungo e articolato. Mi racconti a che punto sei?
Ho iniziato dalla pittura, poi sono passato alla fotografia che mi ha condotto naturalmente al mezzo video e quindi cinematografico. Ho un percorso artistico di studi sia teorici sia pratici. In questi ultimi anni ho preferito la fotografia e il video come si vede in Folder dove ho utilizzato tutti gli strumenti a mia disposizione: macchine digitali, Skype e registrazioni mp3.
Con quali mezzi ti trovi più a tuo agio?
In realtà mi esprimo in modo uguale utilizzando performance, fotografia e video. Prima realizzo la performance nello spazio, poi fotografo alcuni momenti e in seguito la riprendo con una videocamera. Un mezzo preferito non c'è, è lo sviluppo dell'opera che mi interessa.
Come sei arrivato a Folder?
In modo casuale. In un anno avevo raccolto molto materiale tra fotografie, video e suoni in una cartella, un folder appunto. Il materiale raccolto mi sembrava interessante per farne un film e mi sono usato come protagonista e veicolo di un'altra storia. Ho utilizzato Folder non tanto per parlare di me ma della mia generazione in questo periodo. Penso in particolare alle relazioni che abbiamo con i mezzi come viaggi low cost, collegamenti Skype e social network che in qualche modo ci stanno mettendo in discussione e aprendo nuovi orizzonti. Questi mezzi ci proiettano quindi nel mondo con le loro potenzialità nonostante siano molto lo-fi, di bassa qualità.
Folder è quindi una riflessione del nostro tempo e strettamente legata alle possibilità attuali.
In effetti in questo periodo viviamo una "iper vita" composta da tutti quei momenti in cui siamo oggetti di una ripresa video, oppure siamo proiettati sul web e abbiamo una nostra identità su un social network. Oggi viviamo in una libertà e in un modo fluido di percepire l'esistenza e anche la finzione. Folder è quindi un archivio che ognuno di noi si può costruire, personalmente visto la mia formazione registica ho voluto dare un senso drammaturgico alla vicenda senza fare finzione perché comunque Folder è un diario composto da diversi tipi di file.