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venerdì 18 giugno 2021

Anders Danielsen Lie

42 anni, 1 Gennaio 1979 (Capricorno), Oslo (Norvegia)
Anders Danielsen Lie
Personal Shopper

Personal Shopper

* * * - -
(mymonetro: 3,19)
Un film di Olivier Assayas. Con Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten, Sigrid Bouaziz.
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Genere Drammatico, - Francia 2016. Uscita 13/04/2017.
22 luglio

22 luglio

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,81)
Un film di Paul Greengrass. Con Jonas Strand Gravli, Anders Danielsen Lie, Jon Øigarden, Lars Arentz-Hansen.
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Genere Biografico, - USA 2018.

La Notte ha Divorato il Mondo

Un film di Dominique Rocher. Con Anders Danielsen Lie, Golshifteh Farahani, Denis Lavant, David Kammenos, Sigrid Bouaziz
Genere Horror, - Francia 2018.
Approaching the Unknown

Approaching the Unknown

Un film di Mark Elijah Rosenberg. Con Mark Strong, Sanaa Lathan, Charles Baker, Anders Danielsen Lie, Bettina Skye.
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Genere Drammatico, - USA 2016.
Oslo, August 31st

Oslo, August 31st

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,50)
Un film di Joachim Trier. Con Anders Danielsen Lie
Genere Drammatico, - Norvegia 2011.
Filmografia di Anders Danielsen Lie »

venerdì 4 giugno 2021 - Il Festival di Cannes si farà. Tutto quello che c’è da sapere su un’edizione tanto attesa tra pass sanitari e test obbligatori.

Cannes 2021: più film, più sale, meno soirées

Marzia Gandolfi cinemanews

Cannes 2021: più film, più sale, meno soirées La 74esima edizione del Festival di Cannes si impone già come l’avvenimento cinematografico più atteso dell’anno e la selezione dei film, annunciata con ritrovato entusiasmo da Thierry Frémaux e Pierre Lescure, non fa che avvalorare quell’attesa. Il festival più celebre del mondo, annullato nel 2020 per la crisi sanitaria, è ottimista e orgoglioso di annunciare la sua presenza e i luoghi delle proiezioni che quest’anno non si limiteranno al Palais des Festivals (sala Debussy e Lumière). 

Le Séances de minuit saranno dislocate e organizzate in quattro delle dodici sale di Cineum, nuovo e splendente multiplex di Cannes, che aprirà le sue porte in tempo per il festival. La dispersione dei momenti forti della kermesse cinematografica in differenti siti non è la sola misura presa contro il Coronavirus. Come tutti gli avvenimenti che riuniscono più di mille persone, le sale come le spiagge saranno accessibili solo agli accreditati muniti di un passaporto sanitario, ovvero a persone vaccinate o testate ogni 48 ore. Il festival di Cannes metterà inoltre in campo una serie di misure pubbliche che verranno annunciate dettagliatamente a luglio. 
 
Un protocollo sanitario drastico per continuare la festa e aprire le danze con Leos Carax che ritorna sulla Croisette nove anni dopo la presentazione di Holy Motors, straordinario requiem per il cinema. In apertura e in competizione ufficiale, Annette è la storia di una giovane coppia, incarnata da Marion Cotillard e Adam Driver, sconvolta dalla nascita della loro figlia, una bambina misteriosa dal destino eccezionale. L’edizione scivola da maggio a luglio (dal 6 al 17) e conferma Spike Lee Presidente della Giuria. Un invito accettato l’anno passato che il regista si era promesso di onorare nel 2021. Nel 2018, Spike Lee riceve il Grand Prix con BlacKkKlansman, un attacco alla supremazia bianca che seduce la giuria presieduta da Cate Blanchett, oggi è il primo regista nero a occupare la prestigiosa posizione. Incarico che onora un autore prezioso e testimonia un progresso nella rappresentazione degli afroamericani nell’industria cinematografica.

Dopo Jane Fonda e Jean-Paul Belmondo, Agnès Varda e Alain Delon, la Palma d’Or d’Honneur spetta quest’anno a Jodie Foster. Rivelata proprio a Cannes, e a soli tredici anni in Taxi Driver di Martin Scorsese, l’attrice, regista e produttrice americana si è distinta negli anni per le sue brillanti scelte artistiche e il suo impegno sempre discreto. Perché per Jodie Foster la posta in gioco non è il tempo che passa ma l’uso intelligente di quel tempo. Da Sotto accusa a Panic Room, da Il silenzio degli innocenti al recente The Mauritanian, che gli vale un Golden Globe come migliore attrice, non smette di rinnovarsi contribuendo a promuovere la parità nell’industria del cinema. 

Per Festival di Cannes, come per le sale finalmente riaperte, il 2021 sarà l’anno dell’abbondanza, dei film e degli autori stellati. Sul versante francese, i registi più affermati sono schierati in concorso e in una sezione speciale, Cannes Premières, che farà posto a tutti quelli che non ne hanno trovato uno in competizione e agli habitué internazionali. Oliver Stone (JFK Revisited – Through The Looking Glass) e Hong Sang-Soo (In Front of Your Face) affiancheranno allora Arnaud Desplechin (Deception) e Charlotte Gainsbourg (Jane par Charlotte), che omaggia la madre, Jane Birkin, in un documentario intimo.
In un anno cinematograficamente esuberante ed eccezionalmente propizio anche sul piano internazionale, Un Certain Regard ritrova le sue origini, ricentrandosi sui giovani registi, sulla ricerca formale e su film innovativi e personali. Ventiquattro invece i film in concorso a cui si aggiunge a sorpresa e in fondo alla conferenza stampa, il film di Sean Penn (Flag Day), che speriamo più degno di Il tuo ultimo sguardo, presentato in anteprima a Cannes nel 2016. L’Italia è in gara con Nanni Moretti (Tre piani), adattamento personale del romanzo omonimo di Eshkol Nevo. L’autore italiano conferma così la sua fedeltà al Festival di Cannes e alla Palma d’oro vinta nel 2001 con La stanza del figlio.

Fedelissimo è pure Paul Verhoeven che ritorna in competizione con Benedetta, storia vera di una suora mistica e lesbica nella Francia del XVII secolo, incarnata da Virginia Efira. Tra gli attesissimi del concorso ci sono naturalmente anche Wes Anderson col suo The French Dispatch, che invita l’élite del cinema americano (Bill Murray, Tilda Swinton, Frances McDormand, Léa Seydoux…) e francese nel suo universo cinematografico esteticamente inimitabile e ossessionato dalla simmetria. Altrettanto attesi i ritorni autoriali di Bruno Dumont (Par un demi-clair matin), che racconta l’ascesa e la decadenza di una giornalista vedette della televisione con Léa Seydoux, Benjamin Biolay e Blanche Gardin, di Jacques Audiard con Les Olympiades, girato a Parigi con Noémie Merlant e scritto da due registe, Céline Sciamma e Léa Mysius e di Apichatpong Weerasethakul (Memoria), in concorso undici anni dopo la Palma d’oro per Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti. Questa volta trasforma Tilda Swinton in botanica scozzese e la trasloca in Colombia.

E poi ancora Kirill Serebrennikov (Petrov’s Flu), François Ozon (Tout s’est bien passé), che adatta il bel romanzo di Emmanuèle Bernheim sugli ultimi giorni di suo padre, Mia Hansen-Løve (Bergman Island), che sbarca sull’isola svedese dove ha vissuto Ingmar Bergman con Tim Roth, Mia Wasikowska, Vicky Krieps, Anders Danielsen Lie e Catherine Corsini (La Fracture) con Valeria Bruni Tedeschi e Marina Foïs nella Francia in emergenza dei Gilets jaunes.

Tra le giovani leve in concorso ci piace segnalare Julia Ducournau (Titane), al suo secondo film dopo Raw – Una cruda verità presentato nel 2016 alla Semaine de la Critique. Titane mette in scena un padre, interpretato da Vincent Lindon, che ritrova suo figlio dopo dieci anni precipitando in un incubo. Orso d’oro a Berlino nel 2019, l’altra bella sorpresa in competizione è l’israeliano Nadav Lapid, alla sua prima selezione a Cannes con Ahed's Knee che si annuncia un attacco a tutto campo contro la politica estremista di Benjamin Netanyahu.

Ma i film non finiscono qui, la selezione officiale ne conta 61, e nemmeno lo zelo del Festival di Cannes che quest’anno si impegna contro il riscaldamento climatico e chiede un contributo ai giornalisti accreditati. Tutto è pronto, si torna in sala restando prudenti perché l’epidemia, come ricorda Frémaux, non è ancora vinta. Buone visioni e non dimenticate la maschera.

   

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