The Midnight Man

Film 2016 | Horror +16 95 min.

Titolo originaleThe Midnight Man
Anno2016
GenereHorror
ProduzioneUSA
Durata95 minuti
Al cinema127 sale cinematografiche
Regia diTravis Nicholas Zariwny
AttoriLin Shaye, Robert Englund, Emily Haine, Logan Creran, Summer H Howell, Gabrielle Haugh Abigail Pniowsky, Michael Sirow, Grayson Gabriel, Luca Villacis, Callie Lane, Keenan Lehmann, Kyle Strauts.
Uscitagiovedì 11 gennaio 2018
DistribuzioneAdler Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 1,83 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Travis Nicholas Zariwny. Un film con Lin Shaye, Robert Englund, Emily Haine, Logan Creran, Summer H Howell, Gabrielle Haugh. Cast completo Titolo originale: The Midnight Man. Genere Horror - USA, 2016, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 11 gennaio 2018 distribuito da Adler Entertainment. Oggi tra i film al cinema in 127 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 1,83 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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The Midnight Man
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Alex trova in soffitta le istruzioni per dare vita a un gioco che può rivelarsi molto ma molto pericoloso. The Midnight Man è 7° in classifica al Box Office. martedì 16 gennaio ha incassato € 46.742,00 e registrato 7.990 presenze.

Consigliato no!
1,83/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 1,00
CONSIGLIATO NO
Remake dalla storia prototipica, con la riproposizione di un babau evocato da sprovveduti.
Recensione di Rudy Salvagnini
Recensione di Rudy Salvagnini

1953: nella soffitta di una vecchia casa tre bambini evocano per gioco un essere spettrale, l'Uomo di Mezzanotte, restando al riparo di un cerchio protettivo tracciato con il sale. Anna è l'unica a sopravvivere all'ordalia con il mostro, che ama barare al gioco. Oggi: nella stessa casa la giovane Alex accudisce la nonna, Anna (la bambina di allora, che è invecchiata), bisognosa di cure perché affetta da un inizio di demenza senile e rimasta sola dopo la morte del nonno. La nonna è un po' svanita, straparla, cambia umore, a volte è gentile e grata, altre brusca e impositiva. A un certo punto manda Alex a cercare un vecchio specchietto che si trova in un baule in soffitta. Mentre è lì, Alex è raggiunta dall'amico Miles, venuto a trovarla. Alex trova lo specchietto, ma trova anche una scatola chiusa. Ovviamente, la scatola viene aperta e dentro ci sono gli oggetti utilizzati dai ragazzini del prologo per il loro macabro gioco, foglio con le regole compreso. La nonna, spaventata, li vede e, prima di crollare svenuta, li accusa di aver aperto il gioco. Viene convocato il vecchio dottor Harding che visita la nonna e tranquillizza Alex: se la caverà.

Nonostante tutto, quando il dottore se n'è andato, Alex e Miles non trovano di meglio che attivare il rituale del gioco, cui partecipa poi anche la loro amica Kelly, nel frattempo intervenuta. L'Uomo di Mezzanotte non vedeva l'ora.

Travis Zariwny si è fatto notare per il remake di Cabin Fever - non memorabile, ma neanche disprezzabile - e qui ci riprova con un altro remake, stavolta di un quasi omonimo (qui c'è in più l'articolo nel titolo) film irlandese scritto e diretto da Rob Kennedy nel 2013. La storia è quanto di più prototipico si possa immaginare, con la riproposizione di un babau evocato da sprovveduti come ne abbiamo visti parecchi nel corso degli anni. Così tanti che c'è da chiedersi come mai continuino a esserci sprovveduti che evocano babau. Proprio questo aspetto è forse quello più deficitario a livello di credibilità perché, se può essere accettabile che dei bambini giochino a evocare mostri, lo è meno quando a farlo sono dei giovani che si sono perfettamente resi conto che le cose sono piuttosto spettrali già come sono.

In più, il comportamento dei personaggi, anche dopo l'inizio del gioco, manca spesso di logica: per tutti vale l'intervento della terza amica che, pur avendo avuto prova dell'esistenza dello spettro, decide di partecipare lo stesso al gioco con l'aria di chi la sa lunga, per poi crollare emotivamente quasi subito. Inoltre, non va taciuto che i due protagonisti non usano accendini (ma fiammiferi) e non portano orologi. Siamo abituati all'implausibilità nelle storie horror, ma come diceva il grande Richard Matheson è lecito partire da una premessa incredibile (nel senso di soprannaturale o fantascientifica) purché lo sviluppo poi sia rigoroso e coerente.

Detto questo, il film ha anche i suoi punti forti. In primo luogo l'atmosfera e la messa in scena che sono curate ed efficaci. Come tutti gli horror ambientati in un luogo chiuso, anche questo è claustrofobico e oppressivo, ma lo è in modo riuscito e valido, rielaborando i vecchi stilemi del gotico con un uso sapiente della costante e minacciosa penombra in cui è immersa l'azione. L'essere spettrale non è dotato di un carisma caratterizzante ed è iconograficamente piuttosto generico: la sua specialità è quella di ritorcere sulle sue vittime le loro fobie. La cosa non è narrativamente molto significativa, ma fornisce lo spunto per qualche immagine riuscita. Un aspetto interessante, ma appena accennato, è la sottolineatura della compulsività del gioco, come se ci fosse una sorta di ludopatia dell'orrore.
Gabrielle Haugh (Jeepers Creepers 3), la protagonista, è molto carina e ha una recitazione spontanea ed efficace che ispira simpatia. Ma il film è soprattutto di due vecchie volpi dell'horror che lo fanno proprio senza sforzo. Lin Shaye, resa famosa dalla serie di Insidious, ricopre con la consueta abilità un ruolo ambiguo e sinistro. Robert Englund, l'indimenticato Freddy Krueger dello schermo, evidenzia ancora una volta la sua versatilità dimostrandosi, come avvenuto spesso soprattutto negli ultimi anni, molto migliore dei film che interpreta.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 15 gennaio 2018
Marcos977

Di pauroso c'è solo il biglietto d'ingresso...per il resto... film lento..sceneggiatura..regia e musiche da dimenticare. Se fossi l'uomo di mezzanotte mi incazzerei per il pessimo personaggio... PESSIMO!

lunedì 15 gennaio 2018
Marcos977

Un film che di spaventoso ha solo il biglietto d'ingresso. Per il resto.. lento, a tratti irritante per la pessima sceneggiatura e attori di 4° ordine..Se fossi l'uomo di mezzanotte mi incazzerei per la becera figura che gli hanno affibbiato. SCONSOGLIATO A CHI AMA L'HORROR.

domenica 14 gennaio 2018
Ilmitra90

Un film che spesso cade sul banale. Non c'è tanto da argomentare visto che non è riuscito nemmeno agli autori del film. Un altro mattoncino che va ad infilarsi nel muro della desolazione. Una desolazione ed una mancanza di stile che mancano dai tempi di Sinister e Conjuring

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 11 gennaio 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Mentre il divertente sequel dell'originale Jumanji (1995) con il compianto Robin Williams sta spopolando nelle nostre sale, ecco un altro film a base "gioco maledetto" stavolta declinato in chiave horror. Quello che sembrava un vecchio passatempo ritrovato in soffitta, si rivelerà essere un portale per richiamare nella nostra dimensione un demone schifoso capace di manipolare le paure dei giovani protagonis [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Toh, chi si rivede. Robert Englund (Nightmare) e Lin Shaye (la medium di Insidious), protagonisti di molte pellicole horror contemporanee, fanno qui da spalla ai giovani protagonisti, in questo remake, banalotto nella trama, ma accettabile nella sostanza. Alex, mentre rovista nella soffitta della nonna, trova uno scrigno contenente le istruzioni per un gioco misterioso che potrebbe evocare «l'uomo [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Le "creepypasta", evoluzione delle vecchie leggende metropolitane nell'era di internet, sono racconti di paura diffusi per siti e blog e destinati ad alimentare con un repertorio di nuovi babau l'immaginario adolescenziale. Da uno di essi, "il gioco di mezzanotte", ha origine il film di Travis Zariwny, che rifa in versione indie americana un horror irlandese a basso costo del 2013.

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