Strane straniere

Film 2016 | Documentario +13 78 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata78 minuti
Regia diElisa Amoruso
Uscitamercoledì 8 marzo 2017
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Elisa Amoruso. Un film Genere Documentario - Italia, 2016, durata 78 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 marzo 2017 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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La storia di cinque donne arrivate in Italia per motivi diversi: l'amore, il lavoro, la curiosità o forse il destino.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Le "strane straniere" raccontano le loro vite con grande candore e disponibilità, accompagnate da una narrazione trasparente e formalmente curata.
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 marzo 2017
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 marzo 2017

Radoslava è una pescatrice che ha aperto una cooperativa di donne per utilizzare il pesce invenduto trasformandolo in prodotti alimentari; Ana e Ljuba, l'una croata l'altra serba, sono amiche inseparabili che gestiscono insieme una galleria d'arte; Fenxia detta Sonia è la proprietaria di uno dei migliori ristoranti cinesi di Roma; Sihem, tunisina, si occupa di assistenza alle famiglie indigenti, ha messo in piedi un'associazione culturale per donne immigrate e dirige una casa famiglia per anziani. Sono le strane straniere protagoniste del docufilm di Elisa Amoruso che racconta la vita di cinque imprenditrici provenienti da Paesi lontani, strane solo nel non conformarsi allo stereotipo dell'immigrato desideroso di "farsi mantenere dallo Stato italiano".
Indipendentemente dal livello di istruzione e dalle modalità con cui queste cinque donne sono arrivate in Italia, le accomuna la voglia di rimboccarsi le maniche e costruire realtà che producono non solo reddito ma anche lavoro per gli altri e integrazione per chi, come loro, proviene da un altro luogo del mondo.

E poiché Amoruso sa scavare anche nel privato, emerge un altro filo conduttore: l'emancipazione delle "strane straniere" da compagni di vita inadeguati che limitavano le loro capacità creative e il loro desiderio di emancipazione.

Anche se quasi tutte sono arrivate in Italia per amore, infatti, non hanno poi permesso a quell'amore di soffocarle o confinarle in una gabbia.
Le "strane straniere" raccontano le loro vite con grande candore e disponibilità, non attraverso lo strumento classico dell'intervista frontale ma attraverso la voce fuori campo di ognuna che accompagna le immagini della sua quotidianità, nel lavoro ma anche a casa, addirittura a letto (dove si dorme, quando si lavora tutto il giorno). Al suo secondo lungometraggio dopo Fuoristrada, Amoruso sceglie di raccontare la normalità delle vite di queste donne mostrando che non sono diverse dalle italiane, se non forse nella grande positività a dispetto di circostanze di partenza sfavorevoli. Viste le difficoltà che hanno le donne in Italia a farsi strada come imprenditrici, è un esempio confortante (e illuminante) quello di queste cinque "estranee" che non hanno permesso nemmeno alla burocrazia del nostro Paese, che rallenta le iniziative degli stranieri molto più di quanto non succeda agli italiani, di mettere fine ai loro sogni.

Amoruso dedica grande cura formale al racconto di queste vite parallele, denunciandosi come "spia" dei loro movimenti e pensieri ogni volta che gira dietro un muro, una finestra o una tenda, "rubando" immagini riflesse o confessioni inaspettate. Il risultato è una narrazione trasparente che mostra in filigrana il carattere di ognuna di queste "strane straniere", più libere di tante italiane nella voglia di affermarsi come persone e come membri attivi di questa società. La loro concretezza e buonumore sono contagiosi, e il loro esempio dimostra che le persone non sono il luogo dal quale provengono, ma quello in cui scelgono di mettere radici.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 13 marzo 2017
stefano capasso

Elisa Amoruso racconta nel suo docufilm storie di donne straniere che hanno sovvertito l’immaginario classico dell’ ”immigrato”, riuscendo a costruire, in autonomia, qualcosa di importante per loro e per gli altri. E lo fa con bellezza stilistica e semplicità narrativa che permettono l’accesso immediato ai contenuti delle storie.

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