Michel Petrucciani - Body & Soul

Un film di Michael Radford. Con Michel Petrucciani Documentario, - Francia, Germania, Italia 2011. uscita mercoledì 22 giugno 2011. MYMONETRO Michel Petrucciani - Body & Soul * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Michael Radford firma un documentario sull'indimenticabile pianista jazz Michel Petrucciani.
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primo piano
Uno sguardo moderato su un artista dell'eccesso
Marianna Cappi     * * 1/2 - -

Michael Radford racconta Michel Petrucciani, virtuoso del jazz, pianista dal tocco irrepetibile, che ha trasformato il destino ingrato che lo ha fatto nascere con una malattia genetica invalidante in un'occasione di applicazione appassionata alla tastiera e di espressione totale di sé. Francese, affetto da osteogenesi imperfetta e nanismo (per cui occorreva portarlo in braccio come un bambino), figlio di un padre che lo crebbe nel mito di Wes Montgomery, Art Tatum e dei grandi classici del jazz, Michel a 13 anni era già un prodigio in grado di lasciare ogni pubblico e collega di stucco e a 19 si trasferiva a Big Sur, arruolato nel quartetto del sassofonista Charles Lloyd. Esuberante, desideroso di gustare la vita fino all'ultimo, girò instancabilmente il mondo assaporandone i cibi, le droghe e le donne senza freni. Il figlio Alexandre ereditò la sua malattia. Vendette un milione e mezzo di album, suonò per il Papa, sopravvisse (con un certo orgoglio) a Charlie Parker e morì a 36 anni, a New York, per non essersi risparmiato mai nemmeno per sbaglio.
Il lavoro di Radford è biografico, lineare e non riserva sorprese. Si affida con successo all'istrionica personalità di Petrucciani e al piacere che lui stesso traeva dal ripetere la propria storia, attento agli aneddoti, sottolineando gli incontri, sfruttando le possibilità di raccordo automaticamente suggerite da questo modo di fare. Il materiale di repertorio è piuttosto affascinante, racconta un mondo dorato e dannato dall'interno, senza filtri agiografici, mentre la musica, ovviamente sempre presente, non è però il centro dell'interesse del regista, che sceglie di non staccare gli occhi dall'uomo. Al punto che il documentario - non il primo né probabilmente l'ultimo dei lavori di questo tipo sul piccolo grande del piano - è in fondo scarsamente informativo ma arriva alla sostanza quando chiede agli intervistati di parlare della loro relazione con il protagonista. Le donne di Petrucciani, quelle che hanno accettato il colloquio, sono al contempo le più vicine al bersaglio e le più generose nel rievocarlo, anche e soprattutto quando non si astengono dal ricordarne il lato difficile e arrogante. I nemici non sono presi in considerazione; nulla di realmente scomodo lo è. Il film racconta un personaggio che ha corteggiato e consumato gli eccessi per tutta la vita in modo assolutamente moderato, decisamente più classico che jazz.

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Premi e nomination Michel Petrucciani - Body & Soul

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Una vita significativa

lunedì 29 agosto 2011 di dounia

Il documentario presenta la vita di un grande esecutore di jazz che si rende conto della sua malattia, osteogenesi o "Sindrome delle ossa di cristallo" che non gli permette tanti anni d'esistenza e così deve accelerare i tempi. E' inoltre molto ottimista e ama un modo di vivere socievole, questo per l'infanzia trascorsa, con fratelli che lo trattano pari a loro, una madre che fa di tutto per lui e un padre, chitarrista di jazz, che lo abitua ad acoltare la musica jazzistica. Apprende la musica classica continua »

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Un grande-piccolo artista

martedì 20 gennaio 2015 di Stefanomaria

E' realmente molto difficile cominciare un qualsiasi commento su di una tale opera, a causa della sua unicità; è chiaro che il regista merita certamente un posto privilegiato all'interno di una qualsivoglia recensione cinematografica (se di cinema stiamo parlando...), e Michael Radford (Il postino, Il mercante di Venezia) ha sicuramente meritato il plauso, a mio avviso, di tutti coloro che gusteranno, o l'hanno già fatto, il dvd sulla vita di uno dei più grandi continua »

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INCONTRI | Il figlio Alex e il regista Michael Radford presentano il bio-pic sul celebre jazzista.

Il piccolo grande uomo

martedì 7 giugno 2011 - Ilaria Ravarino

Petrucciani, il piccolo grande uomo Michel Petrucciani era alto meno di un metro e suonava il pianoforte come pochi uomini sulla terra. Simili misure ha suo figlio Alex, diventato anche lui musicista dopo aver perso il padre, a 9 anni: «Lui era il mio eroe», dice sicuro. Anche se, aggiunge poi senza imbarazzo, non ha mai avuto il coraggio di suonare davanti a lui. Ora che la vita di Michel Petrucciani, uno dei più apprezzati jazzisti del mondo, è diventata un film-documentario in sala dal 22 giugno, per il figlio Alex è arrivato il momento di riappacificarsi con il mito paterno.

   

Petrucciani, grande genio del piano

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Era alto un metro e due centimetri il musicista francese Michel Petrucciani, affetto da una rara forma di degenerazione ossea. Il nanismo non gli impedì di avere unavita intensissima, anche sul piano sentimentale, e di diventare uno dei più eccelsi pianisti di jazz del Novecento. Il bel documentario dell’inglese Michael Radford ripercorre, tra interviste e immagini d’archivio, spesso toccanti, mai ruffiane, la breve esistenza, trentasei anni, e la carriera, applauditissima, di un genio, dotato di sorprendente autoironia e sospinto da una voglia insaziabile di vivere. »

Petrucciani, forza e fragilità di un genio del web

di Valerio Caprara Il Mattino

Nel caso di «Michel Petrucciani. Body and Soul» la definizione di documentario è corretta eppure restrittiva. Michael Radford, il regista del «Postino», vi documenta, in effetti, la breve e incredibile esistenza di uno dei pianisti jazz più eccelsi della storia (1962-1999), ma nello stesso tempo riesce a integrarlo con un film parallelo, dalle autonome e sorprendenti caratteristiche poetiche, avventurose, epiche. Il musicista francese, come non solo gli esperti sanno, era affetto sin dalla nascita dalla sindrome dell'osteogenesi imperfetta: negato alla crescita, costretto a convivere con un corpo rattrappito e fragilissimo, è riuscito a vivere a tripla velocità rispetto a un essere normale, perseguendo senza cedimento alcuno i suoi obiettivi, i suoi amori, i suoi sconvolgenti rapporti col suono e col ritmo. »

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