I primi della lista

Film 2011 | Commedia 85 min.

Regia di Roan Johnson. Un film Da vedere 2011 con Claudio Santamaria, Francesco Turbanti, Paolo Cioni, Sergio Pierattini, Daniela Morozzi. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2011, durata 85 minuti. Uscita cinema venerdì 11 novembre 2011 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,36 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Credendo alle voci su un colpo di stato imminente, tre studenti pisani, sentendosi in pericolo, decidono di scappare dalla città. Tratto da una storia vera. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office I primi della lista ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 137 mila euro e 72,8 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO 3,91
CONSIGLIATO SÌ
Divertente fotografia di un periodo caldo della nostra storia recente.
Recensione di Marco Chiani
lunedì 31 ottobre 2011
Recensione di Marco Chiani
lunedì 31 ottobre 2011

Pisa, giugno del 1970. Invece di prepararsi per l'esame di maturità, Renzo Lulli e Fabio Gismondi si recano per un provino con la chitarra a casa di Pino Masi, cantautore ben inserito all'interno dell'ambiente della contestazione. Mentre i due studenti stanno eseguendo la "Ballata del Pinelli" davanti a quello che per loro è un leader indiscusso, arriva - segretissima - la notizia di un golpe. Masi ha le idee chiare: senza perdere un attimo di tempo, bisogna andarsene fuori città, forse raggiungere il confine, espatriare, perché quando il colpo di stato avrà luogo, i musicisti, gli scrittori e gli intellettuali saranno i primi della lista.
Tratto da vicende realmente accadute, il primo lungometraggio di Roan Johnson è un vivo racconto di viaggio pieno di spirito e affetto, la divertente fotografia di un periodo caldo della nostra storia recente ormai lontano e idealizzato. In seguito ad alcuni filmati di repertorio che fanno il punto sulla strategia della tensione, si attivano i risaputi meccanismi di una commedia tipicamente italiana in punta tra tenerezza, azzeccati momenti di buffoneria e tocco nostalgico: a reggere tutta l'intelaiatura del copione, del resto, è ancora il vecchio e collaudato tema dell'equivoco. Più volte, durante la visione, ci si chiede fino a che punto sia possibile ridere; la paranoia di Masi - che vede complotti ovunque e scambia per i preparativi di una nuova presa del potere una colonna di blindati dell'esercito in marcia per la parata del 2 giugno - è poi così ingiustificata? A instillare il dubbio di una lettura più profonda e capace di raggelare in un attimo il sorriso è la didascalia che informa sul tentativo di golpe ad opera di Junio Valerio Borghese avvenuto nel dicembre dello stesso anno in cui ebbero luogo gli eventi raccontati. Benché alla fine della pellicola, al pari di molti altri esempi del nostro cinema, il personaggio di Claudio Santamaria venga sbugiardato come millantatore, basta una cicatrice sul petto per riabilitarne, almeno in parte, la statura mitica. Nello spirito picaresco e scanzonato che ben illustra la foga e l'impeto della gioventù, non solo di allora, funzionano bene i tre affiatati attori principali con Francesco Turbanti e Paolo Cioni al loro esordio su grande schermo. Prima dei titoli di coda, mentre eseguono "Quello che non ho" di Fabrizio De André, come omaggio al grande cantautore e alla passione del periodo storico rappresentato, i tre interpreti incontrano i veri Lulli, inoltre autore del soggetto, Gismondi e Masi, che li aiuta alla chitarra.

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I PRIMI DELLA LISTA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 2 novembre 2011
polaroid

E' un curioso bastardo il film d'esordio dell'anglo-italiano Roan Johnson, fa ridere quanto Benvenuti al Sud ma ha la stessa umanità e capacità di cogliere un epoca di Mio fratello è figlio unico. Certo, la storia vera da cui è tratto si presta: negli anni Settanta, tre ragazzi pisani, appartenenti a Lotta Continua, temendo un colpo di Stato, fuggirono al [...] Vai alla recensione »

martedì 3 aprile 2012
Linus2k

Finalmente! Finalmente un'ottima commedia italiana, lontana dai cliché soliti di coppie scoppiate, mocciosi in crisi ormonale, cinepanettoni sguaiati, idoletti della tv in cerca di risalto da grande schermo! Finalmente una sana, originale, interessante, commedia italiana!Il primo lungometraggio di Roan Johnson, ambientato a Pisa, narra di una storia vera.

sabato 7 aprile 2012
Liuk

Finalmente una pellicola che vale le 5 stellette del forum. Una storia vera al limite dell'incredibile ambientata in una Toscana rossa nei moti dei primi anni '70. Una toscanità simpatica e divertente ma lontana dalle caciare di Ceccherini o Piraccioni, più elaborata e cupa. Attori giovani e bravi, assolutamente espressivi ed irriverenti.

martedì 15 novembre 2011
brian77

Film simpatico e a suo modo riuscito.  Sceglie un registro limitato, ma all'interno riesce a fingere bene un piglio quasi diaristico, da film improvvisato, un po' sporco, senza pretese - cosa che poi in effetti non è. In questo modo ci porta dentro l'ottica dei suoi protagionisti, un po' paranoica e un po' comica, evitando i modi tradizionali della solita commedia [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 novembre 2011
marco.teti

Andate a vederlo, prima che esca dalle sale! Forza!!!!

domenica 13 novembre 2011
marco.teti

Andatelo a vedere. Un grande esordio.

martedì 8 gennaio 2013
giupapa

non è un film.

martedì 29 novembre 2011
Giuseppe Simeone

La cosa che sconvolge è che il film è tratto da una storia vera. Tre ragazzi in fuga dall'Italia per paura di un colpo di stato e della conseguente repressione fascista entrano illegalmente nel territorio austriaco e causano un incidente internazionale. All'inizio si fatica a capire il senso dell'assurdo caratterizzante l'intero film, ma quando lo si afferra non si smette [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 febbraio 2014
no_data

Molto divertente e con buona trama, oltretutto storia vera

lunedì 11 marzo 2013
EZONTA

che filmetto inutile!!!

giovedì 9 febbraio 2012
cambiof

Una commedia che racconta una storia realmente accaduta...fa ridere, non è banale...che volete di più?

domenica 13 novembre 2011
renato volpone

Quanto è attuale e disincantato questo film. La storia è ambientata nei primi anni settanta, appena prima del golpe Borghese. Un gruppo di ragazzi pisani fugge al nord per oltrepassare il confine con l'intento di sfuggire ad uno pseudo regime che sta per rovesciare il governo. Il film è buffissimo perchè rappresenta l'incapacità di vedere la realtà [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 settembre 2012
Ellyeventi

La strage di piazza Fontana e  gli eventi post sessantotto sono sconosciuti alla maggior parte dei ragazzi che oggi hanno vent'anni, il 'i primi della lista' mostra bene senza la reale pesantezza qual'era la situazione dei giovani di quegli anni, che si districavano tra collettivi e la volontà di far parte di un cambiamento.

domenica 27 novembre 2011
NicolRi

grazie per l'illuminante recensione di Marco Chiani...talmente illuminante da rovinarmi il finale. A quanto pare bisogna evitare di leggervi prima di andare a vedere un film.

mercoledì 23 novembre 2011
Flyanto

Film su un fatto di cronaca realmente accaduto in Italia nel 1970 quando tre studenti scapparono dal nostro paese per timore di un imminente coplo di stato e chiesero, fra una lunga serie di equivoci, asilo politico in Austria. Discreto sengra grossi exploits ma nulla di più.

mercoledì 23 novembre 2011
Marta.Kraj

Un film di una banalità esasperante. Nessuna cura estetica, scrittura approssimativa, battute che non fanno ridere e un imbarazzante Santamaria in salsa toscana.

Frasi
"Andiamo in Austria. L'Austria è un paese democratico!"
"Democratico? Ma se c'è nato Hilter in Austria, oh!"
Una frase di Renzo Lulli (Francesco Turbanti)
dal film I primi della lista
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberta Ronconi
Liberazione

Finalmente! Finalmente qualcuno ce l'ha fatta, nel nostro cinema, a camminare sul sottile crinale dell'ironia senza cadere nella farsa o scivolare nella commedia triviale. Finalmente qualcuno è addirittura riuscito a prendere materiale bollente della nostra storia italiana e a farcene vedere il lato grottesco, nel senso più tenero del termine, senza offendere.

Alberto Crespi
L'Unità

Ci fu un momento, a cavallo fra gli anni ’60 e ’70, in cui alcuni giovani italiani pensarono di emigrare. No, non sognavano l’Erasmus, né il trip psichedelico a Londra o l’immersione cinefila a Parigi. Non inseguivano un sogno, fuggivano da un incubo. L’incubo della Grecia, dove i colonnelli avevano da poco preso il potere; del ritorno del fascismo, attraverso un golpe che sembrava davvero possibile. [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

I primi della lista trasformano in oro il «piombo» dei favolosi anni 70, e fa luccicare la stagione delle lotte operaie e studentesche con tenerezza, humour e nostalgia. Esordio alla regia dello scrittore-sceneggiatore Roan Johnson, classe '74, nato a Londra da padre inglese e madre italiana, il film ripercorre la storia vera del liceale Renzo Lulli (Francesco Turbanti) che si trovò nel mezzo dell'Italia [...] Vai alla recensione »

Paolo Mereghetti
Il Corriere della Sera

Il Sessantotto (con tutte le mitologie che si porta dietro) non è un tema molto frequentato dal cinema italiano. Men che meno sotto forma di commedia, quasi che di quel periodo fosse proibito ridere e scherzare. Si è dovuto aspettare Mio fratello è figlio unico - che pure quegli anni racconta in modo tangenziale - per tentare un primo approccio. Forse coinvolge ancora troppo.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Spiritosa, anzi esilarante commedia, ispirata a un fatto vero, diventato leggendario in Toscana. Siamo a Pisa, 1° giugno 1970. Il cantautore Pino Masi (Claudio Santamaria) è certo di essere nel mirino della polizia, esasperata dalla sua attività sovversiva. Mi vogliono arrestare in coincidenza con l’imminente colpo di Stato. Così convince gli amici Fabio e Renzo a rifugiarsi con lui in Jugoslavia. Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Vediamo (è una bella scommessa) se un minuscolo film che rivisita una minuscola porzione di passato riguardante una minuscola minoranza di persone (checché gli interessati - autonominatisi la meglio gioventù - all'epoca ne pensassero), riesce a diventare qualcosa di più. I primi della lista i numeri li avrebbe, crediamo. Anche perché usa la chiave universale della commedia e dell'umorismo.

NEWS
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giovedì 10 novembre 2011
 

Chi non ha mai pensato di scappare di casa? - si chiede il regista Roan Johnson - Chi non ha vissuto un giorno folle da cui è uscito cambiato e maturato per sempre?". Claudio Santamaria, Francesco Turbanti e Paolo Cioni sono i protagonisti di una tragicomica [...]

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