Il richiamo

Un film di Stefano Pasetto. Con Sandra Ceccarelli, Francesca Inaudi, César Bordón, Guillermo Pfening, Julieta Cardinali.
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Drammatico, durata 93 min. - Italia, Argentina 2011. - JP Entertainment uscita venerdì 11 maggio 2012. MYMONETRO Il richiamo * * * - - valutazione media: 3,08 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,08/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Lucia e Lea sono due donne dalle attitudini opposte. La passione travolgente le porterà letteralmente "alla fine del mondo", in Patagonia.
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primo piano
Dramma minimalista e dolente, abitato finalmente da donne e scritto da una donna
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Lucia è una hostess con la passione per il pianoforte, un marito medico e un'ombra sul cuore. Afflitta da un dolore impalpabile e tormentata da una malattia ancora da diagnosticare, Lucia scopre il tradimento del marito e l'amicizia di Lea, una giovane donna che sogna di lasciare Buenos Aires per la Patagonia, un lavoro alienante per un incarico più nobile. Legata sentimentalmente a Marco, Lea è ossessionata da un padre assente che da sempre rimanda di incontrarla e di amarla. Le lezioni di piano favoriscono l'amicizia e conducono le due donne lontano dalla città, verso se stesse. Nello sconfinato sud del mondo, dove riparano i fuggiaschi dal mondo, troveranno lo spazio e poseranno l'irrequietezza.
Opera seconda di Stefano Pasetto, Il richiamo racconta del disagio e di fughe possibili. Abitato finalmente da donne e scritto da una donna, il dramma minimalista e dolente di Pasetto gravita attorno a due nodi narrativi: il caso e l'occasione. Il caso offre alle protagoniste, 'acrobate' in bilico sui cornicioni di crisi diffuse e contagiose, l'occasione di dare una svolta alla propria vita e di farne esperienza. Sguardi intrisi di malinconia, quelli di Lucia e Lea, che provano orrore per il proprio presente e la propria stanzialità, che hanno nostalgia dello spazio, quello infinito della Patagonia, quello negato da una dipendenza indotta dai valori (maschili) dominanti. Assediate da una paura che non nasce da quello che vedono ma da quello che percepiscono a occhi chiusi, Lucia fissa sulla carta i fantasmi annidati nella memoria, Lea li rievoca attraverso una collezione di 'oggetti magici', una chiave, uno specchio, una fotografia, una barca.
Scritto a quattro mani con Veronica Cascelli, Il richiamo è geograficamente diviso in due, un nord metropolitano finito e un sud selvaggio e smisurato, che scandisce la svolta narrativa e diventa teatro naturale della costituzione identitaria delle protagoniste. Se le donne cercano la ricomposizione attraverso la fuga, gli uomini sono 'comparse' che scivolano come ombre nel loro mondo affettivo. Mondo da cui ruota, converge e si dipana uno sguardo desiderante e desideroso di sottrarsi a 'convenzioni' e interdetti, standard di efficienza e buon senso richiesti dalle norme della vita sociale. Cortocircuitando femminilità e natura, Pasetto libera i corpi femminili, troppo spesso imbrigliati dal e nel cinema italiano, 'isolandoli' in un paesaggio di accecante bellezza e poi reintegrandoli dentro un epilogo indebolito da sogni didascalici, intenzioni ribadite e scioglimenti rinviati.
Non è un film perfetto Il richiamo, certe metafore sono facili e il finale risulta troppo conciliatorio rispetto alle premesse psicologiche e narrative sviluppate in precedenza, ma sono limiti perdonabili di fronte alla sensibilità di una messinscena che riferisce il male di vivere delle due protagoniste. E poi Il richiamo è soprattutto un film di attrici. Un cinema di corpi e di volti. Il regista lascia che siano Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi a condurre il gioco, pedinandone sguardi, vibrazioni e sorrisi. Se gli sbandamenti sono appannaggio di Francesca Inaudi, il 'portamento' è privilegio di Sandra Ceccarelli. È lei a comprendere in sé il senso del film, è lei la presenza radiante, il paradigma di una possibile modernità del femminile contro l'arcaicità del maschile.

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La libertà di essere

domenica 13 maggio 2012 di Dario85

Piacevole sorpresa questo film che ci racconta di una donna, Lucia, e del suo tormento interiore, della sua impossibilita di portare a termine una gravidanza, del rapporto col marito che si deteriora, della sua capacità di amare e di donarsi, di amare anche un'altra donna, del suo essere incredibilmente fragile e del suo vincere tutte le battaglie, anche la più grande, la malattia. Sulle immagini della lontana Patagonia, cullati dal canto delle balene, veniamo portati lontano dal continua »

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Il legame intenso fra due donne le porta al superm

lunedì 21 maggio 2012 di Flyanto

Film sull'amicizia particolare che si instaura fra due donne fortemente in crisi. La prima parte del film risulta molto promettente ma la seconda, non approfondendo le motivazioni di certe situazioni, lo riduce ad una vicenda semplicistica dal finale poco convincente. Il tema della crisi e della fuga al femminile potrebbe richiamare il film "Le acrobate" di Soldini ma la riuscita della pellicola di Pasetto, ripeto, è ben lungi da quella di Soldini. Stupende le immagini che ritraggono continua »

Lucia
"Signori stiamo iniziando la fase di discesa, siete pregati di allacciarvi le cinture di sicurezza… se volete"
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Marco e Lea
Marco: "Quando torni?"
Lea: "Non lo so. Non chiedermelo, per il momento è così"
Marco: "Questa è un'altra delle tue cretinate?"
Lea: "No, questa volta è diverso"
Marco: "È diverso perché quando tornerai io non ci sarò!"
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Lea
"Guardi che, scalza, suono meglio, veramente! È una cosa che faccio sempre perché… non lo so, mi sembra che le mani si muovano più libere!"
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di Paola Casella Europa

Ecco un film italiano che appartiene soprattutto alle sue interpreti: Ceccarelli e Inaudi sono molto efficaci nelle parti di Lucia e Lea, due italiane trapiantate in Argentina che scoprono di avere in comune ben più che la nazionalità. La storia vede le due donne innamorarsi, trasferirsi in Patagonia, stravolgere le rispettive vite, senza morbosi compiacimenti e senza falsi pudori. Gli eccessi della trama, che segue svolte via via più improbabili, si perdonano alla luce delle intenzioni del regista-sceneggiatore, che illumina una delle esigenze più sentite dalla contemporaneità: il bisogno, per usare le parole di Pasetto, di «lasciarsi soccorrere dal proprio lato femminile». »

di Valerio Caprara Il Mattino

Tema fortissimo, ancorché non nuovissimo quello della love story lesbica. Lo ripropone Stefano Pasetto in «Il richiamo», riuscendo a evitare cadute nella volgarità o intemerate da Gay Pride, ma senza incidere sulle levigate immagini una cifra narrativa coinvolgente. Lucia e Lea, le due protagoniste che provenendo da contesti sociali e personali assai diversi diventano amanti e si costruiscono un’identità finalmente libera dai condizionamenti, risultano un po’ scialbe e prevedibili. In particolare, l’operaia Francesca Inaudi sembra la più decisa ad affrontare anche le implicazioni hard del rapporto, mentre la borghese alienata Sandra Ceccarelli deambula avanti e indietro nelle sequenze. »

Donne in fuga dall'amore maschile

di Maurizio Acerbi Il Giornale

In una Buenos Aires dove tutti parlano italiano, due donne (la Inaudi che abbonda in smorfie e la bravissima Ceccarelli) lottano contro i loro fantasmi. Una è tormentata per un padre assente che sembra non amarla, l’altra da un peso sul cuore e una malattia terminale. Finiranno per incontrarsi, sfiorarsi, amarsi e poi lasciarsi. Un film al femminile, dove gli uomini sono comparse, ben diretto dal bravo Pasetto. daIl Giornale, 11 maggio 2012 »

di Paul Bompard Times Higher Education

Buenos Aires, due donne. Una (Sandra Ceccarelli) avviata verso i cinquant’anni depressa e nevrotica, moglie di un medico. L’altra più giovane (Francesca Inaudi), molto alternativa, un po’ sciocca ma anche solare, che vive con un tatuatore. Le due si conoscono casualmente e s’innamorano. Fuggono dai rispettivi uomini e vanno in un posto bellissimo in Patagonia a restaurare una vecchia barca a vela. Nel frattempo i loro ex sono distrutti. Il tatuatore addirittura si prende in casa un gatto, il medico legge centinaia di bigliettini di riflessioni scritti dalla moglie prima della fuga e vomita. »

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Marzia Gandolfi
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venerdì 11 maggio 2012
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