Ci vediamo a casa

Film 2011 | Commedia 108 min.

Regia di Maurizio Ponzi. Un film con Ambra Angiolini, Edoardo Leo, Antonello Fassari, Myriam Catania, Giulio Forges Davanzati. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2011, durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 29 novembre 2012 distribuito da Microcinema. - MYmonetro 2,85 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tre giovani coppie, tre brevi racconti che si intrecciano sullo sfondo di una stessa città.

Consigliato sì!
2,85/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Una favola che trasfigura la realtà, facendosi inconsistente lezione di civiltà.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 novembre 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 novembre 2012

Franco, ex detenuto, e Vilma, bibliotecaria comunale, sognano una casa dove amarsi e costruire insieme il loro futuro. Li aiuterà Giulio, un tranviere in pensione colpito da infarto, che ha bisogno di essere assistito. Ospiti di una casa piena di ricordi, Franco e Vilma, impareranno a fidarsi l’uno dell’altra, ritagliando un po’ di intimità nelle stanze tappezzate di Giulio. Gaia è la rampolla viziata di un padre corrotto, a cui la finanza ha appena confiscato casa, beni e reputazione. Impegnata tra una partita di tennis e l’arredamento del suo loft, Gaia si invaghisce di Stefano, uno scapolo benestante col vizio dei cuscini maculati. Volubili e indipendenti, scoprono molto presto di non poter condividere tetto e letto, facendo la spola tra i loro appartamenti fashion. Enzo, corista per passione, e Andrea, poliziotto per vocazione, si incontrano in stazione e si innamorano in una chiesa. Disoccupato, Enzo convive con una madre petulante che affitta appartamenti e confeziona collane. Introverso, Andrea dorme in caserma e spera un giorno di avere una casa tutta sua. L’occasione della vita si presenta col trasferimento di un collega: un appartamento ammobiliato dove abitare finalmente il sentimento che nutre per Enzo. Tra alti e bassi, il loro desiderio si realizza, confluendo davanti alla chiesa dove Franco e Vilma stanno per dire sì, e dove, ancora, Gaia e Stefano stanno acquistando terreno e terreni.
Accompagnando un argomento evergreen come l’amore all’idea della casa come valore, rifugio e luogo di riunione, Maurizio Ponzi gira una commedia corale che disegna un tempo cinematografico dalle misure ordinarie e riconoscibili. A partire dal titolo, derivato da una canzone di Dolcenera (che a sua volta ha ‘spogliato’ De André), e procedendo in caduta libera fino all’epilogo e alla modalità di chiusura, con il destino dei personaggi riassunto attraverso le didascalie. Diviso in tre capitoli, Ci vediamo a casa cavalca il conformismo congenito alla commedia italiana odierna, sempre fuori tempo, sempre priva di motivazione, sempre affannata a risolvere i conflitti lasciati aperti e ad assorbire qualsiasi segnale di cattiveria o di disillusione. Esile nella scrittura, nelle idee, nella messa in scena e nell’interpretazione, il film di Ponzi si limita a fare da palcoscenico a personaggi rappresentanti tutte le età anagrafiche, le professioni, i ceti e gli ambienti sociali, con l’intento evidente di innescare processi di identificazione e di riconoscimento presso il pubblico più vasto. Confusi e idealmente sfollati, i protagonisti ‘in amore’ cercano una casa da affittare (Enzo-Andrea), da ereditare (Franco-Vilma), da (ri)comprare (Gaia-Stefano), magari all’asta, un luogo degli affetti e per gli affetti in cui insediarsi in maniera stabile e continuativa. Una ricerca che avrebbe potuto rispecchiare il percorso interiore dei personaggi e che invece finisce per produrre stereotipi sociali superati neanche a dirlo tramite stereotipi narrativi.
Ci vediamo a casa si fa addirittura in tre per dire dell’inezia della borghesia, della disgrazia di piccola fattura, di immigrati compiacenti, di ardori adolescenziali, svolgendo a suon di maschere e cliché il tema della precarietà, della corruzione, della diversità, dell’omosessualità, della detenzione, dell’integrazione, dell’immigrazione, senza senso della misura, senza il senso delle cose (sociali), senza un senso. Ci vediamo a casa si sogna commedia applicata al sociale ma è più modestamente una favola che trasfigura la realtà, facendosi inconsistente lezione di civiltà. Gli attori poi, tutti ravvisabili dietro al personaggio, in un processo di fallita sovrapposizione, soffrono la mancanza di uno sfondo plausibile ai ritratti che disegnano immaginando come potrebbe essere un ex detenuto, un gay, un poliziotto, una ricca borghese, uno gigolo, un corista, una bibliotecaria.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 novembre 2012
Matteo Calvesi

Questo è cinema italiano. Ogni qualvolta che ci chiediamo perché il nostro cinema non ce la fa ad alzarsi da questa lenta decadenza in cui sta scivolando ci dovremmo chiedere invece perché noi non siamo più interessati ad accoglierlo;invece di stare sempre con il naso rivolto verso l’altro continente e aspettare il prossimo big movie per andare al cinema potremmo promuovere ogni tanto i nostri temi [...] Vai alla recensione »

sabato 24 novembre 2012
Gabrieliccodra

La commedia di Maurizio Ponzi tratta problemi reali con leggerezza e simpatia (si sorride) ma con un lato introspettivo particolarmente profondo. La sceneggiatura è ben scritta e racconta tre realtà sociali diverse tra loro, ognuna si trova ad affrontare problemi legati alla ricerca della casa e di un posto dove stare. Ci sono Vilma e Franco, interpretati da Ambra Angiolini ed Edoardo [...] Vai alla recensione »

sabato 24 novembre 2012
paoloneri

Non capisco, davvero non capisco! Come è possibile che questo film abbia ottenuto una sola stellina? Forse nel film c'è qualche gay di troppo? Forse può restare scomodo a qualche borghese che potrebbe sentirsi offeso guardandosi allo specchio? Spero non ci siano di mezzo politica e/o idee omofobe anche in questo caso. Ho visto l'anteprima del film al festival di Maratea, [...] Vai alla recensione »

sabato 24 novembre 2012
Alessiabruni

Era ormai tanto che non mi emozionavo e non sorridevo davanti ad un bel film italiano. Ci vediamo a casa non è la classica commedia all'italiana, ma un film delicato, simpatico e introspettivo. Sceneggiatura, regia, recitazione e musiche di qualità. Consiglio a tutti la visione del film.

venerdì 30 novembre 2012
ciro(1980)

sicuramente non è un capolavoro, ma la storia di queste tre coppie che si accomunano tra loro solo per la ricerca disperata di una casa,fa riflettere molto. 108 minuti passati tra riflessione,risate commozione ed anche un pò di tensione. Buona la sceneggiatura, prova d'attore ottima per tutti tranne per la coppia Catania Davanzati.

giovedì 7 febbraio 2013
mimmo19

scusate la mia non è una recensione ma una constatazione... ma come mai non mi sono accorto dell'uscita di questo film? leggo qui uscito a novembre!!! ma in quante sale? e che incassi ha avuto? perché non sono riportati come per tutti gli altri film?

lunedì 3 luglio 2017
Cipolla Profumata

Un film davvero brutto nonostante tanti discreti attori e sono meravigliato da alcune recensioni entusiasmanti comprensive di quattro o cinque stelle. Eppure non mi è sembrato "Nuovo Cinema Paradiso" e non ho visto nel Cast Tom Hanks, giusto per fare un richiamo al vero cinema di qualità. Tuttavia lungi da me polemizzare visto che dove c'è gusto non perdenza,piuttosto [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 gennaio 2016
Barolo

Veramente inconsistente questo film che racconta tre storie parallele che solo alla fine si incrociano.Il punto è che non si capisce l'intento del regista.Film di denuncia? non mi sembra,Commedia?non fa ridere.Attori di richiamo vengono sottoutilizati per sfornare un prodotto scadente e noioso.Perfettamente d'accordo con la Gandolfi.

venerdì 15 gennaio 2016
Cipolla Profumata

Intorno a un problema reale (quello delle casa) il regista ci racconta diverse storie d'amore. Dialoghi e sceneggiatura non toccano mai livelli di qualità alta,anche gli attori non mi sembrano esprimersi al meglio nonostante le indubbie capacità. Sinceramente ,il tutto,mi è venuto a noia abbastanza velocemente. La storia del poliziotto gay poi è veramente scialba,ma [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 aprile 2012
VASSIJLI

MA  DOVE ERO QUANDO è USCITO? MI SONO PERSO VAPORIDIS IN VERSIONE GAY....ADESSO NON TROVERO' PACE FINCHE' NON TROVERO' IL DVD

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Se un ragazzo, avendo detto alla sua ragazza "ci vediamo acasa", si sente rispondere "da me o da te?", può ritenersi un fortunato. I suoi coetanei, infatti, nella maggioranza dei casi e soprattutto quando cominciano ad avere una relazione amorosa, si scontrano subito con il problema della casa, perchè o vivono ancora con i genitori o dormono presso qualche comunità, come, ad esempio, una caserma.

Francesco Alò
Il Messaggero

Tre coppie, tre case. A volte la dimora è di proprietà, a volte in affitto, capita addirittura di essere ospiti. La precarietà dell'abitazione fa coppia con la fragilità delle unioni: Vilma (Ambra Angiolini) e Franco (Edoardo Leo) sono così poveri da dover sopportare la convivenza, e forse anche qualcos'altro, con il ricco e malato Giulio (Antonello Fassari); il corista Enzo (Nicolas Vaporidis) e il [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Desolante commedia all'italiana, o meglio alla romanesca, che con il fragile pretesto del caro affitti, inscena tre storielle di rara inconsistenza e dall'umorismo prossimo allo zero. La meno sciapa è quella con Ambra Angiolini. Tra le altre impossibile individuare la peggiore, nonostante l'impegno dell'imbambolato gay Nicola Vaporidis. Da Il Giornale, 29 novembre 2012

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