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cineamando
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martedì 10 aprile 2012
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"questione di cuore" colpisce... (al cuore)
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un bel film italiano che colpisce dritto al Cuore. Kim Rossi Stuart e Antonio Albanese da applausi.
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darkovic
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domenica 25 settembre 2011
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ottimo spaccato di realta'italiana
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La Archibugi ci presenta un ottimo spaccato di realta italiana.
Un ottimo Kim Rossi Stuart,che,se ce ne fosse bisogno,conferma di essere il grande attore che abbiamo la fortuna di avere.Una buona sceneggiatura che ti trasporta in una storia credibile e che ti immerge nel dramma della malattia senza ritorno.Buona anche la fotografia che mostra una Roma solare ma con le sue contraddizioni.Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti tutti e due da urlo per bravura e bellezza.Ottima chicca di Villaggio nelle parti a lui congeniali e un Albanese in una parte difficile ma che riesce abbastanza a rendere credibile,anche se a mio modesto parere l'ottimo Antonio da'il meglio di se nelle parti comiche.
Bravi!!
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pazzia
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giovedì 30 giugno 2011
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fantastica la coppia albanese-stuart
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Non delude proprio per niente Francesca Archibugi, tutt'altro! Dirige fantasticamente i due bravissimi attori protagonisti. Il tema è forte, si sorride e si piange allo stesso tempo. Un tema, come quello dell'amicizia, trattato in maniera realistica e profonda senza sbavature. Due realtà totalmente diverse e opposte che si incontrano, si affrontano, si piacciono per quello che sono e si sostengono reciprocamente. L'amicizia, un bene prezioso che non ha prezzo.
Notevole l'interpretazione della Ramazzotti che non delude mai e dei due giovani attori.
Visto-piaciuto!
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antrace
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sabato 5 marzo 2011
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storie di amore e di amicizia
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Questo film merita un elogio , per la sua insolita delicatezza . Nasce un'amicizia sincera tra due uomini con il cuore fragile , che si ritrovano in sala di rianimazione dopo un infarto , e l'incrocio delle loro vite prosegue al ritorno a casa . Angelo e Alberto diventano confidenti assidui,complici leali , quasi spudorati. Il primo è un giovane carozziere, un poco coatto , che esercita un lavoro redditizio , e ha alle spalle una famiglia vivace, una moglie seducente , in attesa del terzo figlio . L'altro è uno scrittore di cinema e di teatro , intellettuale inquieto, apolide negli affetti, in cerca di un approdo . Vengono da mondi diversi, li unisce la precarietà della condizione fisica ,ed un istintivo, profondo bisogno di scambiarsi esperienze e gesti generosi .
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Questo film merita un elogio , per la sua insolita delicatezza . Nasce un'amicizia sincera tra due uomini con il cuore fragile , che si ritrovano in sala di rianimazione dopo un infarto , e l'incrocio delle loro vite prosegue al ritorno a casa . Angelo e Alberto diventano confidenti assidui,complici leali , quasi spudorati. Il primo è un giovane carozziere, un poco coatto , che esercita un lavoro redditizio , e ha alle spalle una famiglia vivace, una moglie seducente , in attesa del terzo figlio . L'altro è uno scrittore di cinema e di teatro , intellettuale inquieto, apolide negli affetti, in cerca di un approdo . Vengono da mondi diversi, li unisce la precarietà della condizione fisica ,ed un istintivo, profondo bisogno di scambiarsi esperienze e gesti generosi . Alberto chiede ed ottiene asilo nell'intimità domestica di Angelo , si avvicina alla moglie ed ai ragazzi in modo sempre più esteso , senza che l'amico opponga obiezioni, anzi con il suo tacito consenso. Angelo nasconde un intento, affidare i suoi cari alla mano preziosa della persona che sente maggiormente vicina, prima di salutare tutti a causa del suo male . Nasconde l'aggravarsi della patologia cardiaca , cerca una protezione per la sua famiglia , vuole guidare il distacco senza traumi . L'interpretazione di Albanese e Rossi Stuart non ha sbavature , il film è semplice e suggestivo , la narazione chiara ed efficace . Un ' opera di valore , senza alcun dubbio .
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stavroghin
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domenica 24 ottobre 2010
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sconsigliato agli ipocondriaci...anzi no
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Un film che sa toccare corde molto profonde senza scadere mai né nella banalità né nella retorica tipica di certa tradizione melodrammatica italiana. Solo la Archibugi forse in Italia poteva con tanta delicatezza e misura di stile costruire un film che scava a fondo nel sentimento di un'amicizia che nasce e finisce in un ospedale. Un film che potrebbe impressionare gli ipocondriaci ( una breve apparizione di Verdone ne fa una gustosissima caricatura) ma che in fondo mi sento di consigliare anche a loro, perché sa mostrare il valore autentico dei legami umani proprio nel momento della massima fragilità dell'uomo, quello della malattia: l'amicizia come argine luminoso alla disperazione.
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susymillerighe
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giovedì 5 agosto 2010
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interpretazioni commoventi, evviva i buoni attori
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E' fin troppo scontato gioire nel vedere un bel film italiano o dei bravi attori italiani: significa partire dal preconcetto che il cinema italiano è in larga misura commerciale/invedibile, o, peggio, che annega nell'autocompiacimento. Purtroppo il preconcetto è realtà. Tuttavia a vedere certi film si ritrova fiducia nella capacità di narrare delle storie anche senza troppe pretese rispettando verosimiglianza, coinvolgimento, e usando una sceneggiatura credibile quanto misurata; insomma le cose che ci aspettiamo senza sorprese dal cinema francese o inglese... Succede anche con questo "Questioni di cuore" che ho rivisto su Sky pochi giorni fa e che mi ha commosso ancora più della prima volta.
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E' fin troppo scontato gioire nel vedere un bel film italiano o dei bravi attori italiani: significa partire dal preconcetto che il cinema italiano è in larga misura commerciale/invedibile, o, peggio, che annega nell'autocompiacimento. Purtroppo il preconcetto è realtà. Tuttavia a vedere certi film si ritrova fiducia nella capacità di narrare delle storie anche senza troppe pretese rispettando verosimiglianza, coinvolgimento, e usando una sceneggiatura credibile quanto misurata; insomma le cose che ci aspettiamo senza sorprese dal cinema francese o inglese... Succede anche con questo "Questioni di cuore" che ho rivisto su Sky pochi giorni fa e che mi ha commosso ancora più della prima volta. La storia è bella, ben scritta, ben diretta. Ma vorrei spezzare una lancia soprattutto per gli straordinari attori della pellicola. Antonio Albanese, a dire il vero, interpreta se stesso o meglio il suo personaggio scanzonato e fintamente cinico; la sceneggiatura gli è tagliata addosso. Ma le star del film (dico le star perchè non c'è nessuno che non sia bravo, dalla mamma all'infermiera ai ragazzini) sono Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti. Lei, invecchiata di dieci anni rispetto a quelli che ha, bella signora di periferia alla terza gravidanza, sexy ma un po' sciupata. Lui, che nella sua parte di carrozziere romanaccio fa dimenticare di essere troppo bello per un meccanico del Pigneto. Tutti e due riescono a far capire quello che provano con uno sguardo, un'espressione, un movimento degli occhi; una prova di bravura che ricorda l'intensità di alcuni attori americani. Ramazzotti e Rossi Stuart hanno dato ampia prova di sé in altri film; la bravura della Archibugi è di aver tirato fuori tutto quello che hanno da dare -soprattutto in scene in cui non parlano. Restano indimenticabili il dialogo a cenni fra i due malati sulla riva del lago, e la furia della moglie contro la statua indifferente della Madonna in ospedale.
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kronos
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domenica 13 giugno 2010
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necessari sottotitoli
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Storie incrociate di cardiopatici romani in salsa agrodolce: Antonio Albanese vale da solo il prezzo del biglietto, e questa è la bella sorpresa di "Questione di cuore". A sfavore gioca la scelta di far recitare in romanesco popolare Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti: al di fuori del Lazio, e lo scrivo senza intenti polemici, sarebbero stati necessari i sottotitoli...
Comunque, al di là della recitazione, è una piccola commedia senza infamia e senza lode: corretta, simpatica, minimalista, rispettabilmente professionale. Certo, la Francesca Archibugi di "Il grande cocomero" rimane ormai un pallido ricordo.
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tommynini
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mercoledì 7 aprile 2010
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vita vera
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non do la quarta stelletta perche' e' un film piu'televisivo che cinematografico.tristezza,ironia,amore pervadono la trama semplice che poi e' come la vita di tutti noi.non ci si aspetti delle risate,albanese mostra le qualita' di grande attore drammatico,kim rossy stuart ribadisce le sue qualita'interpretative,una magnifica ramazzotti nello splendore della sua maternita'imminente illumina con il
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minamovies
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martedì 9 febbraio 2010
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la roma onnipresente del cinema italiano
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Voglio precisare che sono molto esigente, quanto a film. sicché, non e l'abbiamo a male coloro che hanno apprezzato questo film. Tutto sommato, l'ho apprezzato anche io, come piacevole passatempo serale.
però, se devo giudicarlo come film, mi ha un poco irritato.
prima di tutto, lo spunto: due uomini provenienti da contesti opposti, complice la stessa malattia, diventano amici. e' uno spunto troppo debole e favolistico, naif. E vabbè, al cinema uno può farmi credere di tutto (tarantino è riuscito a farmi credere che hitler è morto in un cinema parigino in un incendio appiccato per vendetta!), ma deve raccontarmelo in modo, appunto, che io ci creda.
E l'amicizia tra il carrozziere e lo sceneggiatore viene servita sul piatto, già cotta, più che che osservata nella sua evoluzione.
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Voglio precisare che sono molto esigente, quanto a film. sicché, non e l'abbiamo a male coloro che hanno apprezzato questo film. Tutto sommato, l'ho apprezzato anche io, come piacevole passatempo serale.
però, se devo giudicarlo come film, mi ha un poco irritato.
prima di tutto, lo spunto: due uomini provenienti da contesti opposti, complice la stessa malattia, diventano amici. e' uno spunto troppo debole e favolistico, naif. E vabbè, al cinema uno può farmi credere di tutto (tarantino è riuscito a farmi credere che hitler è morto in un cinema parigino in un incendio appiccato per vendetta!), ma deve raccontarmelo in modo, appunto, che io ci creda.
E l'amicizia tra il carrozziere e lo sceneggiatore viene servita sul piatto, già cotta, più che che osservata nella sua evoluzione.
poi, i personaggi: uno è sceneggiatore, del nord, intellettuale, colto, solo, triste, non fa più sesso con la compagna. l'altro è carrozziere, del sud, presumibilmente non legge molto, ha una bella moglie (con cui fa sesso) e una famiglia solida. Insomma, una contrapposizione un pò schematica.
la sceneggiatura: ci sono degli snodi frettolosi e dei personaggi di troppo. La donna dello sceneggiatore, compare all'inizio del film, poi scompare per tutto il film, per poi ricomparire provvidenzialmente alla fine, in sostegno alla moglie di angelo, addiritura dorme con lei (??!.. le due non si erano mai conosciute, almeno per quanto ne sappiamo noi spettatori...)
L'avvocato famoso, amico dello sceneggiatore, arriva e un due secondi risolve le beghe del carrozziere con la finanza..
L'autoreferenzialità: è nel personaggio di antonio e in roma. passi che una regista parli del suo mondo, ma insomma lo sceneggiatore che viene visitato all'ospedale da tutta la cricca di registi attori e colleghi è una cosa molto autoindulgente.. come se si volesse rappresentare l'ambiente del cinema - moralisticamente - come cinico, ipocrita e anaffettivo, e la borgata come unica culla dei veri sentimenti, ma poi ci si compiaccia dell'appartenere alla cricca importante. E poi, capisco che roma sia la città più meravigliosa di questa terra, fonte di ispirazione immensa.. però il cinema italiano sembra incapace di andare oltre il lungotevere...
C'è tutto un paese e un mondo da raccontare,perché limitarsi alla propria città, addirittura il proprio quartiere??
Il cast: questa è la nota positiva, perché la nota positiva c'è.. Albanese, Rossi Stuart entrambi molto affiatati. Ramazzotti brava anche lei. Inaudi sena infamia e senza lode.
Il problema, anche per gli interpreti, è che sono oppresi da una sceneggiatura banale, in cui rifanno cliché già fatti: Kim rossi stuart, che è davvero attore con un potenziale enorme, stenta a trovare un ruolo, un regista e un film che ne possa davvero valorizzare l'ampia gamma espressiva (comico, drammatico, maledetto, tormentato, ironico, paterno, leggero, sensuale ecc) e riprende qui il cliché del ragazzo di borgata (romanzo criminale, cuore cattivo), albanese riprende i tic e le nevrosi e il fare stralunato(la seconda notte di nozze, l'uomo d'acqua dolce), ramazzotti fa sempre la bella sventola romana de roma. Insomma, bravi attori fanno bene qualcosa che di base parte debole.
Tutto ciò sia inteso come personalissimo gusto, da parte di una amante totale del cinema, molto pignola! Senza acrimonia né pretesa di esausitività! :)
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ultimoboyscout
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martedì 2 febbraio 2010
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fantastico kim!!
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Apprezzo molto Kim Rossi Stuart, attore e regista, e devo dire che più passa e più migliora. Notevole la sua interpretazione qui per un film gradevole e ben girato, che fa riflettere su come la malattia ci cambia, ci limita e ci suggestiona quando si insinua nelle persone e in chi gli sta vicino. La Ramazzotti è la solita coatta all'ennesima potenza, mentre la scena con Verdone che si raccomanda è troppo divertente!! Finalmente un film della Archibugi che mi è paciuto.
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