Good Bye, Lenin!

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Un film di Wolfgang Becker. Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Jürgen Vogel, Burghart Klaußner Titolo originale . Commedia, Ratings: Kids+16, durata 118 min. - Germania 2003. MYMONETRO Good Bye, Lenin! * * * - - valutazione media: 3,31 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,31/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Trailer Good Bye, Lenin!
Il film: Good Bye, Lenin!
Anno produzione: 2003
   
   
   
Kristine, socialista convinta, cade in coma poco prima della caduta del muro di Berlino, nel 1989. Al suo risveglio, il figlio Alex fa di tutto per nasconderle quanto è accaduto.
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primo piano
Satira ben calibrata e originale, campione d'incassi in Germania
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Berlino 1989. La famiglia Kerner vive a Berlino Est. Il padre è fuggito all'Ovest ma la madre Christiane è una comunista ortodossa convinta assertrice della linea del Partito Comunista. Un giorno viene colpita da un attacco cardiaco e mentre si trova in coma il Muro viene abbattuto. Otto mesi dopo Christiane si risveglia in una società che è del tutto mutata ma suo figlio Alex è stato messo sull'avviso: lo choc in seguito al crollo del sistema sociale in cui ha creduto potrebbe esserle fatale. È quindi necessario fingere che nulla sia accaduto.
Wolfgang Becker deve avere studiato con grande attenzione il Billy Wilder berlinese prima di realizzare questo film che sa fondere con grande sagacia la commedia con l'osservazione socio-politica priva di apriorismi. Lo schema narrativo che prevede il risveglio del/della protagonista in una dimensione spazio-temporale differente da quella in cui si trovava inizialmente non è certamente originale. Ciò che invece si propone come tale è la dinamica che viene innescata dal 'risveglio' di Christiane in una Germania riunificata. Se Alex deve convincerla che nulla è accaduto diviene necessaria un'improvvisata ma sempre più complessa messa in scena.
I prodotti alimentari del passato recente sono ormai difficilissimi da reperire così come è difficile ricostruire un collettivismo che è stato ormai eroso da un consumismo sempre più trionfante. Fino a quando si potrà impedire a Christiane di affacciarsi alla finestra? Come le si spiegherà la circolazione di modelli di auto impensabili nella DDR? Soprattutto cosa accadrà quando chiederà di accendere il televisore? È su queste e innumerevoli altre domande che lo spettatore è invitato a porsi, che si basa una commedia che non si trasforma mai in farsa e che invece conserva una lucidità di sguardo. Katrin Sass, che è stata una star del cinema della Germania Est, ha il phisyque du role per interpretare una donna che ha creduto onestamente nel marxismo-leninismo giustificando così il nuovo 'muro' di protezione che il figlio cerca di erigere intorno a lei.
Già con questa scelta Becker afferma la propria consapevolezza: la libertà acquisita è una grande conquista ma non tutto quanto appartiene al passato va eliminato. Saper discernere sorridendo:questo è lo scopo del film.

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Premi e nomination Good Bye, Lenin!

premi
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Un paese di profughi e poeti

lunedì 9 novembre 2009 di Fabrizio Cirnigliaro

Decidere di affrontare un fatto storico cosi importante con una “Commedia” potrebbe sembrare un azzardo, ma etichettare Good Bye Lenin con un solo genere è fin troppo riduttivo. Un pellicola con continue trovate geniali in cui non mancano dei colpi di scena che modificano totalmente la chiave di lettura del film. Non c’è solo la nostalgia del passato, il “si stava meglio quando si stava peggio”. Alex mostra alla madre la Germania socialista che non c’è mai stata, ma che lui credeva possibile. continua »

* * * * -

Film davvero bello!

venerdì 11 febbraio 2005 di antonio

Good bye lenin non e' solo un film di denuncia sociale sulla fine di un regime e le promesse non mantenute dal "nuovo" che avanza. E' innanzitutto un film di amore tra un figlio e una madre. E quale e' la piu' grande prova di amore? Creare un mondo che non esiste piu' e che forse non e' mai esistito. Nelle battute finali del film il protagonista recita la frase piu' significativa, e annuncia che il mondo che aveva ricreato per la madre si avvicinava al socialismo che aveva sempre sognato. I suoi continua »

* * * - -

Altrove

venerdì 14 dicembre 2007 di FIORENTS

Senza ombra di dubbio Good bye Lenin parla di ideologie, di ideologie mai realizzate; e parla di amore, quel amore che solo un figlio può provare per la propria madre; ma più che di questo Good bye Lenin è una ricerca, la ricerca di un posto, di un luogo, che non sembra mai essere quello in cui vivono i personaggi. Il film si svolge a Berlino prima e fino a un anno dopo la caduta del muro, una madre, comunista convinta entra in coma a causa di un infarto poco prima che il muro cada, quando ne esce continua »

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Davvero bello!!!

lunedì 19 febbraio 2007 di tom

...ti prende, ti fa pensare, ti emoziona fin quasi alle lacrime, ti fa ridere...intelligente, struggente, non banale, imparziale. Il difficile passaggio da un "mondo" all'altro per un intero popolo, mondo che un ragazzo berlinese cerca di ricreare in una sola stanza per la madre ( socialista convinta) che entra in coma prima della caduta del muro e si risveglierà solo otto mesi dopo, il tutto visto e raccontatoci da un regista (Becker) in maniera intelligente e imparziale. Ricco di scene che sono continua »

Rainer, Alex e Ariane
Rainer: Si può sapere cosa sta succedendo?
Alex: Non lo indovini?
Rainer: Cosa c'è da indovinare?
Ariane: Giusto, cosa c'è da indovinare?
Alex: Questa stanza va sgombrata. O metti anche la mamma in cantina?
Rainer: Io pago regolarmente l'affitto. E lo pago da cinque mesi!
Alex: Troppo buono, grazie!
Rainer: E per l'intero appartamento!
Alex: Quarantessette marchi e ottanta? All'Ovest non ci pagavi neanche la bolletta del telefono!
Rainer: Peccato che qui prima che te l'allaccino ci vogliano dieci anni...
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Alex
Ma la mamma non si svegliava.
E quel profondo placido sonno che l'avvolgeva le permetteva di gravitare come un satellite attorno al nostro piccolo pianeta e alla nostra tormentata Repubblica.
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Christiane
"E così la Coca Cola è una bibita socialista! "
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SOUNDTRACK | Good Bye, Lenin!

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 15 maggio 2009

Cover CD Good Bye, Lenin! A partire da venerdì 15 maggio 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Good Bye, Lenin! del regista. Wolfgang Becker Distribuita da Labels UK, il cd è composto da musiche di genere Pop e Rock Internazionale.

di Roberto Nepoti La Repubblica

Una intelligente commedia paradossale, Good-bye Lenin, che il pubblico tedesco ha amato incondizionatamente. Nell'autunno 1989, una donna è colpita da infarto e finisce il coma. Si sveglia qualche mese dopo il crollo del Muro: temendo una ricaduta, suo figlio Alex le nasconde gli eventi; ma non è facile procurarsi prodotti targati Repubblica Democratica o mascherare le affiches pubblicitarie della Coca-Cola. Lo è ancor meno permettere a mamma di seguire il telegiornale comunista; tuttavia l'amore figliale può molto: incluso realizzare falsi notiziari con la telecamera o indire finte riunioni di partito. »

di Maurizio Cabona Il Giornale

Malinconico, brioso e divertente, Good bye Lenin!di Wolfgang Becker al Festival di Berlino ha lasciato fredda la critica italiana, refrattaria alla Germania dello spettacolo che non sia Brecht. Ma ai tedeschi il film piace molto, anche perché ripropone un garbato patriottismo. Un'insegnante (Katrin Sass) di Berlino Est, fedele al regime, ha uno choc nel 1978, quanto il marito (Burghart Klaussner) passa all'Ovest, lasciandola solo con due figlioletti; nell'autunno 1989, il figlio (Daniel Bruhl), ormai adolescente, viene arrestato per dissidenza e lei entra in coma; ne esce nell'estate 1990, quando ormai la Brd - la Germania di Bonn - assorbe la Ddr, la Germania di Pankow. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Il socialismo realizzato in un solo appartamento: questo potrebbe essere lo slogan di Good bye, Lenin! (Germania, 2003, 121’). O almeno lo sarebbe se mai Wolfgang Becker e il cosceneggiatore Bernd Lichtenberg fossero interessati agli slogan. Per loro e nostra fortuna, invece, il film non ha di queste “perversioni “. Quello che lo interessa, al contrario, è un luogo politico e umano ideale in cui nessuna parola d’ordine e nessuna massima di regime abbiano più corso legale. Non tuffo funziona, nella storia di Alexander Kerner (Daniel Bruhl) e della sua cocciuta decisione di nascondere la realtà a sua madre Christiane (Katrin Sab). »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Film-fenomeno. Da tempo Good bye, Lenin!di Wolfgang Becker è il primo nella lista degli incassi cinematografici in Germania, con un successo davvero raro per una commedia tedesca: affronta in chiave comica il tema (o il problema) del comunismo morto che non vuol morire, della Germania orientale che non si rassegna a scomparire nonostante siano passati anni dall'unificazione del Paese, della Repubblica Democratica Tedesca che rimane nel cuore, nelle abitudini, nelle nostalgie dei suoi ex cittadini. »

Good Bye, Lenin! | Indice

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