Good Bye, Lenin!

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Un film di Wolfgang Becker. Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Burghart Klaußner, Maria Simon.
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Commedia, Ratings: Kids+16, durata 118 min. - Germania 2003. - Satine Film uscita lunedì 4 novembre 2019. MYMONETRO Good Bye, Lenin! * * * - - valutazione media: 3,36 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
fabrizio cirnigliaro lunedì 9 novembre 2009
un paese di profughi e poeti Valutazione 4 stelle su cinque
87%
No
13%

Decidere di affrontare un fatto storico cosi importante con una “Commedia” potrebbe sembrare un azzardo, ma etichettare Good Bye Lenin con un solo genere è fin troppo riduttivo. Un pellicola con continue trovate geniali in cui non mancano dei colpi di scena che modificano totalmente la chiave di lettura del film. Non c’è solo la nostalgia del passato, il “si stava meglio quando si stava peggio”. Alex mostra alla madre la Germania socialista che non c’è mai stata, ma che lui credeva possibile. Il gioco diventa troppo grande, ma lui non demorde. Si inventa delle storie assurde, come la presunta origine “tedesca” della coca cola, sostenendo che la formula segreta sia stata messa a punto nei laboratori tedeschi. [+]

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antonio venerdì 11 febbraio 2005
film davvero bello! Valutazione 4 stelle su cinque
83%
No
17%

Good bye lenin non e' solo un film di denuncia sociale sulla fine di un regime e le promesse non mantenute dal "nuovo" che avanza. E' innanzitutto un film di amore tra un figlio e una madre. E quale e' la piu' grande prova di amore? Creare un mondo che non esiste piu' e che forse non e' mai esistito. Nelle battute finali del film il protagonista recita la frase piu' significativa, e annuncia che il mondo che aveva ricreato per la madre si avvicinava al socialismo che aveva sempre sognato. I suoi non erano semplici tentativi di mantenere in vita una realta' improvvisamente apparsa vecchissima, ma di renderla addirittura migliore e piu' giusta. Alla base di tutte le riflessioni sociali politiche ed economiche che possono scaturire, resta il fatto che il motivo portante di questo film bellissimo e' l'amore di un figlio nei confronti della madre, raccontato con sensibilita' profonda e venata da una ironia sottile. [+]

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fiorents venerdì 14 dicembre 2007
altrove Valutazione 3 stelle su cinque
81%
No
19%

Senza ombra di dubbio Good bye Lenin parla di ideologie, di ideologie mai realizzate; e parla di amore, quel amore che solo un figlio può provare per la propria madre; ma più che di questo Good bye Lenin è una ricerca, la ricerca di un posto, di un luogo, che non sembra mai essere quello in cui vivono i personaggi. Il film si svolge a Berlino prima e fino a un anno dopo la caduta del muro, una madre, comunista convinta entra in coma a causa di un infarto poco prima che il muro cada, quando ne esce il medico dice ai figli che la madre rischia un altro infarto che potrebbe esserle fatale, quindi niente shock… Alexandre, il figlio, scarsamente incoraggiato dalla sorella e dalla fidanzata, decide di ricreare il comunismo nella stanza della madre, mentirle per salvarle la vita; ed è così che travasa i nuovi prodotti del capitalismo nei vecchi barattoli comunisti, che la ricerca di un barattolo vuoto di cetrioli si trasforma in una gioia incredibile, quando, finalmente viene trovato, che la “coca cola” diventa una azienda che ha rubato la ricetta del prodotto da le bibite dello Stato Comunista, e che una coppia di ragazzi dell’ovest con una lampada rosa e pelosa si trasformano in profughi che ricercano una vita di lavoro invece che di consumi. [+]

[+] manca un pezzo (di fiorents)
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tom lunedì 19 febbraio 2007
davvero bello!!! Valutazione 4 stelle su cinque
84%
No
16%

...ti prende, ti fa pensare, ti emoziona fin quasi alle lacrime, ti fa ridere...intelligente, struggente, non banale, imparziale. Il difficile passaggio da un "mondo" all'altro per un intero popolo, mondo che un ragazzo berlinese cerca di ricreare in una sola stanza per la madre ( socialista convinta) che entra in coma prima della caduta del muro e si risveglierà solo otto mesi dopo, il tutto visto e raccontatoci da un regista (Becker) in maniera intelligente e imparziale. Ricco di scene che sono piccole gemme geniali: es. le guardie annunciano il cambio della guardia e in primo piano sfrecciano i camion della coca cola, non ci si pensa ma è una metafora geniale. Colonna sonora stupenda.

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rosa giovedì 5 aprile 2007
chapeau, monsieur lenin Valutazione 4 stelle su cinque
68%
No
32%

Niente di amaro, niente di patetico, e nemmeno - attenzione - nemmeno alcunché di retrospettivo. Questo è un messaggio filmico che, attraverso le immagini nostalgiche della gioventù, parla di fiducia nelle sorti umane: quella che la madre ripone, seppure inconsciamente, nell'operato del figlio, la fiducia dello stesso Alex, che agisce in virtù dell'amore più che dell'ideale comunista, ma anche e soprattutto la fiducia proprio in quell'ideale, che pare aver dato il peggio di sè. Ma se la storia non si cambia, però non si cambiano neanche le speranze, l'ottimismo e la pro-spettiva di una generazione (di poco antecedente alla mia, che nell'89 avevo 10 anni) che porta sulle spalle un bel carico. [+]

[+] chapeau a te (di tom)
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monia raffi martedì 25 agosto 2009
l' ideale e il reale Valutazione 4 stelle su cinque
86%
No
14%

Non peccare di retorica in un film che narra un fatto storico ancora “fresco” come la caduta del muro di Berlino e soprattutto dicendone dal punto di vista di chi ha vissuto dalla parte dell’Est non è semplice. Un trapasso storico di tale portata è ancor prima che un crollo di mattoni, la caduta di un “mondo” intero che scompare per sempre, la fine di una società che non ha vissuto soltanto nei libri, ma dove donne e uomini prima forti di una consapevolezza politica -poco importa nel nostro contesto quale fosse in realtà la loro intima convinzione- si ritrovano smarriti nelle azioni quotidiane. La scomparsa di un mondo e le conseguenze emotive che ne derivano è proprio ciò che vuole sottolineare Baker in Goodbye Lenin!, la pellicola, applauditissima in Germania e meritatamente vincitrice al Festival di Berlino, ha commosso grazie alla sua leggiadria e al saper essere allo stesso tempo lieta ed amara ed ha saputo mostrare in modo diretto al pubblico ciò che è un importante momento storico nella vita quotidiana: il film fonde intimità e collettività nel racconto di quei mesi dove due civiltà tornavano a ricongiungersi. [+]

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folsom giovedì 29 marzo 2012
il comunismo e la coca cola Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Good bye lenin,film eccezionale e divertente racconta la storia di una famiglia di berlino est padre madre e due figli,la quale la vita viene stravolta dopo che il  padre nonchè marito ,decide di scappare per emigrare ad ovest,da allora la madre Christiane (Katrine Sass) diventa un accanita socialista ,finchè un giorno non viene colpita da un infarto ed entra in coma quasi irreversibile.Nel frattempo mentre la donna si trova in questo stato il muro crolla e la germania est cessa definitivamente di esistere.Un giorno come per miracolo la donna si risvegli ma il medico fa presente al figlio Alex che non deve subire nessun tipo di emozione eccessiva perchê questa le causerebbe un altro e stavolta fatale infarto. [+]

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jaky86 martedì 1 marzo 2011
goodbye socialism, welcome capitalism Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

1989. Christiane vive nella Germania dell'est e cade in coma pochi giorni prima della caduta del muro di Berlino, a causa delle violenze subite durante una manifestazione. Al suo risveglio, otto mesi dopo, Berlino è tappazzata di cartelloni della Coca-Cola e il temuto capitalismo si è ormai sparso in tutta la Germania. Il figlio Alex, per evitarle uno shock che potrebbe essere letale alla madre, socialista convinta, trova mille stratagemmi per nasconderle la verità, instaurando un passaggio graduale dal socialismo al capitalismo. Inscena un tg fatto in casa, recupera vecchi compagni intorno al letto della madre, e rispolvera prodotti targati Repubblica Democratica, ormai spariti dalla circolazione. [+]

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josef lunedì 15 settembre 2008
goodbye mr socialism... Valutazione 4 stelle su cinque
64%
No
36%

Berlino Est, 1978. Dopo che il padre di Alex lascia fugge a Berlino Ovest, sua moglie Christiane, insegnante, dopo una crisi depressiva diventa una convinta socialista. Riceve un'onoreficenza dal segretario del SED (il partito unico dell'ex DDR e, 11 anni dopo, viene invitata alla cerimonia ufficiale per i 40 anni della DDR. Alex, nello stesso giorno, prende parte a una manifestazione antigovernativa, animato da un profondo disagio verso quel regime che ha costretto suo padre a fuggire, e viene arrestato dalla polizia. Quando sua madre vede il suo arresto, sviene e cade in coma. Mancano pochi mesi alla caduta del Muro. Subito dopo il suo rilascio, Alex vede le dimissioni di Erich Honecker (capo dell'ex DDR). [+]

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marlon martedì 26 gennaio 2016
la vera storia della ddr Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
0%

Commedia lucida ed equilibrata, non si pone come obiettivo quello di dare voce alla storia comune di un popolo riunificato, ma di saper leggere le storie di vita attraverso gli occhi di un passato recente, quanto mai così lontano. Alexander compie una vera e propria parabola lungo l'arco del film, da giovane contestatore a nostalgico di quella repubblica che ormai vive solo nelle mura ricostruite intorno alla madre. il regista reinterpreta la storia mettendo in risalto pregi e difetti di quella Germania che non c'è più più, che velocemente è stata etichettata con un bollino rosso e messa in strada, cancellando con un solo tratto tutto ciò che è stato. Questo film vuole ricordare che la storia non è mai a senso unico e come è bravo il regista a fare non va giudicata schierandosi, ciò capisce Alex che riscrivendo la storia a modo suo riscriverà la propria vita.

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