Pocahontas

Film 1995 | Animazione Film per tutti 85 min.

Anno1995
GenereAnimazione
ProduzioneUSA
Durata85 minuti
Regia diMike Gabriel, Eric Goldberg
DistribuzioneWalt Disney
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 18 recensioni.

Regia di Mike Gabriel, Eric Goldberg. Un film Genere Animazione - USA, 1995, durata 85 minuti. distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 18 recensioni.

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Pocahontas
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Nel 1607 John Smith, uno dei tanti colonizzatori inglesi, giunge nei territori che oggi hanno il nome di Virginia. Gli indiani Powhatan vi vivono da s... Ha vinto 3 Premi Oscar, Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Golden Globes. Al Box Office Usa Pocahontas ha incassato 139 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,03
CONSIGLIATO SÌ

Nel 1607 John Smith, uno dei tanti colonizzatori inglesi, giunge nei territori che oggi hanno il nome di Virginia. Gli indiani Powhatan vi vivono da sempre e debbono difendersi dall'avidità di una parte dei coloni. John è lì per spirito d'avventura e nei suoi diari, pubblicati nel 1624, racconterà di essere stato fatto prigioniero dagli indiani e di aver ottenuto la libertà grazie all'intervento della figlia del capo, la principessa Pocahontas. La vera storia della ragazza è riportata dalle cronache: dopo l'incontro con Smith (e la successiva separazione) si convertì al cristianesimo, sposò un altro colono e venne condotta in Europa. Morì alla giovane età di 22 anni. La Walt Disney ha preso spunto da questa vicenda storica e ha realizzato un interessante film d'animazione che, una volta sottoposto alla visione, libera lo spettatore dai pregiudizi che una debordante e martellante campagna pubblicitaria poteva avergli ispirato. La storia viene letta come l'incontro tra due culture che hanno bisogno di comprendersi e tra due persone che non rinunciano alla propria identità, anche se l'amore le ha unite. Tutto ciò viene realizzato grazie a una grafica in cui il computer entra in gioco in modo massiccio senza però eliminare il livello poetico e restituendo anzi, nel personaggio di Nonna Salice, il senso panico che dominava la vita dei nativi. Il coraggio di evitare, almeno per una volta, il lieto fine è stato premiato dal box office. Il pubblico (giovane e adulto) deve aver poi gradito la scelta di utilizzare tre animaletti (un procione, un colibrì e un mastino) che servono ad alleggerire le scene di tensione ma, per una volta, non hanno il temibile dono della parola.

Francesco Rufo

Londra, 1607. La nave Susan Constant parte per la Virginia Britannica alla ricerca dell’oro. La spedizione è guidata dal governatore Ratcliffe, avido uomo di corte. Fra i membri dell’equipaggio c’è John Smith, giovane lupo di mare. Intanto in Virginia gli indigeni della tribù dei Powhatan vivono in armonia con la natura. Il capo Powhatan, padre della principessa Pocahontas, vuole darla in sposa al guerriero Kocoum, che però è troppo austero per i gusti della ragazza. Pocahontas chiede consiglio a Nonna Salice, un albero in cui si è reincarnato lo spirito della nonna, e sente che strane nuvole sono in arrivo: sono le vele del Susan Constant, che attracca. John si avventura nell’entroterra e Pocahontas lo segue di nascosto. Nella foresta, i due si incontrano, si presentano e iniziano a conoscersi. Frattanto gli inglesi scavano in cerca dell’oro, ma non trovano nulla. Ratcliffe si convince che l’oro sia stato nascosto dagli indigeni e decide di attaccarli. Inglesi e indigeni vogliono la guerra, Pocahontas e John tentano di evitarla. Nottetempo, Pocahontas esce dal villaggio per incontrare John ed è seguita da Kocoum, mentre John esce dal forte, seguito dal marinaio Thomas. Nella foresta, Pocahontas e John si baciano: Kocoum attacca John, e Thomas spara all’indigeno, uccidendolo. John è fatto prigioniero e condannato a morte. Inglesi e indigeni si preparano allo scontro. Pocahontas corre verso il campo di battaglia: nel momento in cui John sta per essere giustiziato, la ragazza si frappone tra l’arma di Powhatan e John, e chiede al padre di graziarlo. Powhatan, toccato dal coraggio della figlia, decide di deporre le armi. Inglesi e indigeni sono pronti a seguire l’esempio, ma Ratcliffe non cede e spara a Powhatan: John fa scudo al capo tribù e gli salva la vita, ma resta ferito. Gli inglesi si ribellano a Ratcliffe, lo incatenano e si preparano a tornare a Londra. Anche John deve partire: la sua ferita è grave e solo a Londra potrà essere curata. John chiede a Pocahontas di partire con lui, ma la ragazza sceglie di restare nella sua terra, e affida al vento l’ultimo saluto per John. Pocahontas è il 33° classico Disney, il primo a ispirarsi a un personaggio realmente esistito. La vera storia di Pocahontas è riletta in chiave fiabesca e arricchita di elementi classicamente disneyani, come il musical, la figura della principessa portatrice della triade bellezza-gioventù-amore, l’uso del mondo animale come specchio e complemento comico del mondo umano. Come ogni fiaba, anche Pocahontas richiama il rito di iniziazione in uso presso i popoli primitivi, visto come rito di passaggio che introduce il giovane nell’età e nel gruppo degli adulti: il richiamo si associa soprattutto alla metafora dell’attraversamento della foresta. Si parla così di percorso di crescita, di formazione, di individuazione. Il percorso di Pocahontas si fonda su una concezione particolare del rapporto con le altre culture, diverse dalla propria: la costruzione dell’identità è un processo relazionale che si costruisce nel rapporto e nella comunione con l’alterità, nel riconoscimento e nel rispetto delle differenze, nel legame con l’altro. La relazione con l’alterità sollecita la crescita dell’individuo. Pocahontas è un’adolescente che vuole decidere da sé la via da percorrere. Il padre vuole che la figlia sposi il guerriero Kocoum, valorizzando il legame con il suo popolo, con la sua terra, con le sue radici. Dopo la ribellione al padre, Pocahontas sceglie alla fine di non seguire Smith e arriva a valorizzare il legame con le sue origini: giunge a questo punto non per scelta imposta dal genitore, ma per scelta autonoma. La disobbedienza, come tradizione fiabesca vuole, è causa prima delle disavventure, ma qui diventa anche punto di partenza per l’affermazione dell’identità della protagonista. Diversi classici Disney dell’era post-disneyana, compresi tra gli anni ’80 e la fine dei ’90, sono centrati su percorsi di formazione al femminile, su figure di adolescenti ribelli, sul rapporto tra figlie e padri (La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Mulan). In questi film, la ribellione al genitore è un passaggio obbligato in un percorso che si completa con la ricomposizione finale del legame tra i due: lo stesso padre avalla alla fine la conquista di un ruolo adulto da parte della figlia. Questi classici Disney apportano notevoli modifiche alla struttura della fiaba tradizionale: nella tradizione, la principessa di solito è prigioniera o vittima di un maleficio, e non agisce direttamente, ma aspetta passivamente l’agire dell’eroe che lotti per salvarla; in Pocahontas invece la principessa è sempre attiva, fisicamente e narrativamente: è l’eroe a essere prigioniero ed è la principessa a lottare per salvarlo. Grazie al sapere di Pocahontas, Smith abbandona l’arroganza del colonizzatore che ritiene di dover civilizzare il colonizzato visto come selvaggio: si apre così il dialogo tra diversità. Il sapere di Pocahontas si fonda sull’animismo, legato allo stadio del pensiero sensibile, primitivo, magico. L’animismo è la credenza secondo cui tutte le cose sono dotate di vita e anima, e tutti gli elementi e i regni naturali sono in rapporto tra loro. Attribuisce un principio incorporeo e vitale a realtà e fenomeni materiali, proietta sulla natura una percezione delle cose che vede il movimento come manifestazione vitale volontaria. Ove si rileva del movimento, l’animismo intuisce la presenza di energia, volontà, vita. Il movimento è inteso come animazione, animizzazione. Il pensiero primitivo si basa su ciò che Lévy-Bruhl chiama legge di partecipazione. Questa legge porta a un’intensità emozionale che induce a una partecipazione mistica con il mondo: il primitivo sente la realtà come fosse attraversata da una forza fluida, psichica. Il disegno animato è una delle incarnazioni più immediate dell’animismo. Il disegno, in sé immobile, viene animato, dotato di movimento; il soggetto del disegno viene animizzato, dotato di anima. Nel disegno animato, come nell’animismo, le cose sono dotate di movimento e percepite come provviste di anima. L’animismo si presenta anche nello sviluppo cognitivo del bambino, lo spettatore di riferimento dei film Disney, attraverso una modalità di pensiero definita da J. Piaget “animismo infantile”. La psicologia del bambino attraversa fasi corrispondenti agli stadi più antichi dell’evoluzione del genere umano, trova analogie con la psicologia dei popoli che si trovano a uno stadio “infantile” della loro evoluzione. Se, fino all’età di 6-7 anni, per il bambino tutti i corpi, anche quelli immobili, sono coscienti e vivi, per il fanciullo tra i 6-7 e gli 8-9 anni, tutto ciò che si muove è vivo, dotato di volontà e anima, sia che l’oggetto si muova autonomamente, sia che il movimento sia provocato dall’esterno. Così non esiste una linea netta di demarcazione tra soggetto e oggetto, tra esseri umani e animali, tra esseri viventi e vegetali, tra la natura e gli oggetti inanimati. In seguito, tra gli 8-9 e gli 11-12 anni, il giovane attribuisce volontà e vita solo ai corpi dotati di moto proprio, come le nuvole e il vento, elementi fondamentali in Pocahontas.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 10 giugno 2009
alessandra verdino

"Pocahonts", di Walt Disney, é un film affascinante. I creatori della Disney hanno raccontato una storia, da cui sono fiorite molte leggende, rivolgendosi non tanto ai bambini, ma ad un pubblico più maturo. Penso sia per questo motivo che questo lungometraggio é uno dei meno conosciuti, nel campo dell'animazione. La storia d'amore tra la bellissima Pocahontas e il capitano John Smith é condita di [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 settembre 2010
Renato C.

Trama e soggetto: *** - Animazione: ***** (5 + 3 = 8) Media: **** La storia è bella e per la prima volta in un film animazione Disney ispirata a personaggi realmente esistiti, per questo, sempre per la prima volta in un film d'animazione Disney, senza happy-end! Partiamo dall'animazione: è qualche cosa di stupendo, specialmente durante la canzone: "I colori del vento" Pocahontas nomina il lupo, e [...] Vai alla recensione »

sabato 4 aprile 2015
zero99

Secondo me questo classico della Disney non va bene per un pubblico di bambini troppo piccoli perchè non capirebbero il significato che il film vuole trasmettere. Se invece lo si guarda quando si ha superato i 10 anni allora il bambino può capire il messaggio del film. Sì perchè in questo film si parla di cose serie, cose realmente successe (l'invasione degli europei [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 dicembre 2011
Francesco2

Nonostante i cattivi siano "troppo cattivi" (Da cartone, appunto), e la storia d'amore venga inizialmente raccontata in maniera forse frettolosa, è un film bello, forse molto bello, sull'amore, sulla fratellanza -Senza melensaggini-in cui protagonista è anche la natura. Nel bellissimo pezzo che canta la Villa, infatti, Pocahontas invita ad apprezzare la natura nelle sue piccole e grandi manifestazioni:l'ogg [...] Vai alla recensione »

sabato 15 dicembre 2012
terry1510

uno dei fim più belli della disney di sempre la storia d'amore è convolgente e i disegni stupendi le canzoni fantastiche avrò visto questo film almeno 10 volte ed ogni colta provo senzazioni nuove il finale è pieno di passione e decisamente inaspettato ed anche commovente voto 10 su 10

giovedì 16 settembre 2010
il cinefilo

Il cartone racconta la storia di una bella ragazza indiana e del suo amore per un capitano inglese approdato insieme ai colonizzatori...il film,premettendo che non lo ritengo uno dei vertici della marca Disney,rimane comunque,in tutti i sensi,un inno alla natura e alla memoria dei popoli nativi che vennero realmente sterminati dai colonizzatori o scacciati dalle loro terre ma,in questo caso,è [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 marzo 2009
tekken

Pocahontas è uno dei migliori film d'animazione della Disney. La storia è commovente ed emozionante, la colonna sonora è indimenticabile! Film adatto a grandi e piccini, da vedere e rivedere! Veramente un capolavoro!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

L’atteso film d’animazione presentato a Chianciano prima del lancio al Central Park: la principessa squaw difende la sua razza. Una coppia di giovani disegnatori svela "Pocahontas": cartoon senza lieto fine, perde l’amore. Prima di baciarsi domani sera sugli immensi schermi allestiti nell’arena del Central Park di New York, la squaw Pocahontas e il colonizzatore inglese John Smith si sono innamorati [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

L’indiana Pocahontas (nata intorno al 1595, morta nel 1617) è realmente vissuta, anche se il momento fatale della sua esistenza è solo una leggenda ricalcata sul mito classico di Medea che salva Giasone. Si pretende, cioè, che quando nel 1608 il capo della tribù Powhatan stava per uccidere il capitano John Smith, la tredicenne principessa sua figlia si mise in mezzo perché l’inglese fosse risparmiato. Roma [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

C'era una volta, 400 anni fa, nel 1607, una nobile principessa indiana, la "native american" Pocahontas, che in Virginia s’innamorò del biondo avventuriero inglese John Smith ("che bel nome originale!"), giunto al seguito del perfido Ratcliffe, lo salvò dalla vendetta del suo popolo, cercando di procrastinare in là nei secoli genocidio e colonialismo, e insegnando a coltivare tolleranza, patate e granturco. [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

L’indiana Pocahontas (nata intorno al 1595, morta nel 1617) è realmente vissuta, anche se il momento fatale della sua esistenza è solo una leggenda ricalcata sul mito classico di Medea che salva Giasone. Si pretende, cioè, che quando nel 1608 il capo della tribù Powhatan stava per uccidere il capitano John Smith, la tredicenne principessa sua figlia si mise in mezzo perché l’inglese fosse risparmiato. [...] Vai alla recensione »

winner
miglior colonna sonora film commedia o musicale
Premio Oscar
1995
winner
miglior canzone
Premio Oscar
1995
winner
miglior canzone
Premio Oscar
1995
winner
miglior canzone
Golden Globes
1996
winner
miglior canzone
Golden Globes
1996
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