Santa sangre - Sangue santo

Film 1989 | Horror 110 min.

Regia di Alejandro Jodorowsky. Un film Da vedere 1989 con Guy Stockwell, Alejandro Jodorowsky, Blanca Guerra, Sabrina Dennison, Adan Jodorowsky. Cast completo Genere Horror - Italia, 1989, durata 110 minuti. - MYmonetro 3,92 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film violento dove la mano della madre, uccisa violentemente, è quella che conduce il figlio a vendicarsi.

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Consigliato assolutamente sì!
3,92/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
Uno psycho-thriller alla maniera di Jodorowsky.
Recensione di Rudy Salvagnini
Recensione di Rudy Salvagnini

l piccolo Fenix vive con disagio la sua infanzia nello scalcinato circo guidato dal padre Orgo, dissoluto e ubriacone, nonché lanciatore di coltelli. Concha, la mamma di Fenix, acrobata trapezista, è a capo di una singolare setta religiose dedita al culto di una presunta (la Chiesa ufficiale non la riconosce) santa martire, cui vennero tagliate le braccia dai suoi stupratori perché con esse cercava di difendersi. Gelosa, Concha, dopo aver assistito alla demolizione della sua chiesa da parte delle ruspe del proprietario del terreno, scopre la tresca tra Orgo e la passionale Donna Tatuata. Questa, a sua volta, l'abbiamo vista bistrattare con gusto la figliastra Alma, una gentile sordomuta che con Fenix ha stretto un profondo legame di solidarietà tra disillusi. Furente, Concha getta dell'acido sugli amanti, ma Orgo, reso pazzo dal dolore, usa i suoi coltelli prima per staccare di netto le braccia alla moglie e poi per sgozzarsi. La Donna Tatuata fugge portando con sé Alma, davanti agli occhi disperati di Fenix che in un solo momento ha perso tutto. Diventato adulto, Fenix è rinchiuso in un manicomio dal quale evade quando la mamma sbuca dal nulla per riprenderselo. I due iniziano una nuova vita artistica simbiotica, nella quale Fenix funge da "braccia" della madre in curiosi spettacoli all'interno di un oscuro teatrino. Ma il fragile equilibrio si spezza: sanguinosi delitti cominciano a verificarsi nella città e ricompare anche Alma, alla ricerca del suo Fenix.
Ovvero, uno psycho-thriller alla maniera di Jodorowsky. Gli elementi tipici del genere ci sono tutti - e, a detta di Jodorowsky, infatti, proprio uno psycho-thriller in sostanza gli era stato chiesto di realizzare - a partire dal colpevole mentalmente disturbato con tanto di trauma infantile annesso per arrivare ai delitti truculenti con arma da taglio. Sorta di aggiornamento psicomagico della figura di Norman Bates, il protagonista vive il suo trauma quale tara ereditaria da una madre iperpossessiva ed egoista e da un padre scriteriato e affettivamente assente, tranne quando, anche lì comunque in modo possessivo, pretende di trasmettere al figlio i suoi valori (o disvalori) attraverso un sanguinoso tatuaggio. Ma se gli elementi dell'horror psicologico non mancano, a caratterizzare il film è la cifra autoriale sempre preponderante e originale di Jodorowsky, regista di pochi, ma generalmente indimenticabili, film.
Calato in una realtà messicana trasfigurata dal filtro immaginifico del regista, il film è anche e forse soprattutto un turgido melodramma criminale a tinte forti, ricco di umori e spunti che si affastellano e si accavallano perlopiù mirabilmente su una trama lineare e, nei suoi tratti essenziali, perfino banale, sempre riscattata comunque dalla forza della visione. Alcuni momenti sono di una bizzarria sublime: il funerale dell'elefante è un esempio brillante, con la solennità della commemorazione rotta all'improvviso dalla corsa della moltitudine a fare a pezzi il cadavere dell'animale per cibarsene. Ma anche la simbiosi perfetta delle braccia di Fenix a sostituire quelle mancanti della madre è folgorante per efficacia e significanza.
E c'è spazio anche per un divertito rimando al mondo del wrestling che tanto ha caratterizzato il cinema d'azione messicano: la figura della lottatrice Santa è un'irresistibile parodia di El Santo, eroe di innumerevoli film (molti dei quali diretti da René Cardona, il cui figlio René Cardona jr è qui produttore esecutivo). Ma le citazioni cinematografiche sono svariate, da L'uomo invisibile di James Whale al tema delle mani posseduti che richiamano le molteplici versioni di Le mani di Orlac.
Certe ridondanze e alcuni compiacimenti narcisistici dovuti proprio alla sontuosità iconografica del film rallentano la rappresentazione e la rendono talora meno efficace, ma sono dettagli di imperfezione che non minano la riuscita complessiva di una pellicola che riempie gli occhi raccontando in modo anche struggente la difficoltà per i sentimenti veri e "puri" di sopravvivere alla grettezza umana. I figli di Jodorowsky, Axel e Adan, forniscono una perfetta adesione al personaggio in età diverse e guidano un cast funzionale e a cui di certo non era stato chiesto di recitare sotto le righe.

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SANTA SANGRE - SANGUE SANTO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 27 ottobre 2016
Francis Metal

E' un film che lascia perplessi, scioccati, impressionati dall'inizio. Davvero l'autore trasmette lo squallore e il degrado di Città del Messico e della famiglia del protagonista. Ci sono molte scene forti per davvero, come quella del tatuaggio. L'autore ci da parecchi elementi per capire il finale fin dall'inizio che l'osservatore attento riesce a cogliere, e lo fa davvero bene e solo alla fine [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 luglio 2010
fedeleto

jodorowsky e' sempre stato un regista di estrema originalita',e dopo averci regalato pellicole come EL TOPO  e  HOLY MOUNTAIN,torna con un film fortemente visionario intitolato SANTA SANGRE. la storia racconta la vicenda di un ragazzo che ripercorre la sua adolescenza in cui avvenne la morte di entrambi i genitori,e traumatizzato da cio',compiera' stragi pensando che [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 gennaio 2011
paride86

Horror d'autore denso di kitch sul tema madre-figlio. Scenograficamente è molto bello, mentre la sceneggiatura spesso lascia a desiderare. Belle le musiche.

giovedì 14 giugno 2012
adolfo itlerio

Il finale romantico per donnette rovina un potenziale capolavoro.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Cose fantastiche: un uomo nudo, con una grande aquila tatuata sui petto, sta appollaiato su un tronco come un uccello e mangia pesce crudo; una folla di affamati fa a pezzi un elefante morto e se ne ciba; tenerezze tra mongoloidi in manicomio; e sangue, sempre sangue, dappertutto. Si sfrena il talento barocco, oltranzista e magico di Alejandro Jodorowsky, 57 anni, russo-cileno, già autore visionario [...] Vai alla recensione »

Giovanni Grazzini

Messico. Il ragazzino Fenix, figlio d'un lanciatore di coltelli, vede suo padre tagliarsi la gola dopo avere mozzato le braccia alla moglie Concha per vendicarsi di essere stato evirato con l'acido solforico. La mamma, vedi caso, già era l'adoratrice di una vergine (quella che dà il titolo al film) seviziata da due bruti. Perduta la ragione, Fenix cresce in manicomio, e quando, adulto, ne esce ritrova [...] Vai alla recensione »

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