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weach
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lunedì 1 novembre 2010
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grandioso ,roboante ,scenografico
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Apocalypse Now ,di Francis Ford Coppola, è film complesso ,roboante,estetico, ambizioso, delirante,filosofico, liberatorio, istrione , incisivo, narcotizzante,deviante , teatrale,folle .
Contiene tutte queste aggettivi ma anche quello di contradditorio.
Non semba centrale nel film la critica all'orrore della guerra quanto l'effetto che la stessa ha sull'animo umano :ricollega l'umano all'archetipo ancestrale della violenza come istinto per la sopravvivenza.
Immagini di un scenicità cristallina rendono il film penetrante nell' animo dello spettatore.
Una natura rigogliosa è testimone impotente dell "animalità" dell uomo.
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Apocalypse Now ,di Francis Ford Coppola, è film complesso ,roboante,estetico, ambizioso, delirante,filosofico, liberatorio, istrione , incisivo, narcotizzante,deviante , teatrale,folle .
Contiene tutte queste aggettivi ma anche quello di contradditorio.
Non semba centrale nel film la critica all'orrore della guerra quanto l'effetto che la stessa ha sull'animo umano :ricollega l'umano all'archetipo ancestrale della violenza come istinto per la sopravvivenza.
Immagini di un scenicità cristallina rendono il film penetrante nell' animo dello spettatore.
Una natura rigogliosa è testimone impotente dell "animalità" dell uomo.
Capolavoro ? A metà: la grandiosità del progetto ,la sua articolazione variegata, hanno messo in dubbio l'efficacia del progetto cienematografico nel suo complesso che rimarrà comunque per sempre nella cinematografia per acuni fotogrammi eccezionali , specialmente quelli associati alle musiche di Wagner e dei Rolling Stones.
Lo sproloquio sulla ipocrisia della macchina da guerra è giustificato ma si disperde nell' eccesso di un manierismo scenico ed estetico.
Film comunque da " assaggiare " per la complessità delle riflessioni portate sullo schermo e per analizzare le modalità di comunicazione utilizzate da Francis Ford Coppola che ha voluto rendere tutto più difficile con un lungometraggio di circa due ore e trenta, forse non necessarie.
weach illuminati
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il cinefilo
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giovedì 10 febbraio 2011
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quando l'apocalisse è dentro gli esseri umani
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Ispirandosi al libro CUORE DI TENEBRA di Joseph Conrad F.F.Coppola accompagna lo spettatore in un viaggio senza confini e ritorno nell'inferno del Vietnam dove la disumanizzazione di ogni essere umano appare per quello che è:una dolorosa e orribile trasformazione prettamente psicologica avviato da quel filo conduttore immorale che è la violenza e che si trova alla base di ogni conflitto armato.
La morte aleggia lungo tutto il film...e,in questo senso,è lei la vera protagonista di APOCALYPSE NOW...in questo film la spietatezza della guerra e la durezza della natura selvaggia fanno emergere il lato oscuro degli uomini(e,in primis,proprio i soldati americani prima ancora che il colonnelo Kurtz)i quali,stringendo un fucile in mano,sanno di avere la possibilità di estirpare tutte le vite che gli si parano davanti(siano essi civili innocenti o combattenti armati)e proprio qui si annida il cuore di questo immenso girone quasi dantesco che avvolge nelle sue spire chiunque vi sia protagonista.
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Ispirandosi al libro CUORE DI TENEBRA di Joseph Conrad F.F.Coppola accompagna lo spettatore in un viaggio senza confini e ritorno nell'inferno del Vietnam dove la disumanizzazione di ogni essere umano appare per quello che è:una dolorosa e orribile trasformazione prettamente psicologica avviato da quel filo conduttore immorale che è la violenza e che si trova alla base di ogni conflitto armato.
La morte aleggia lungo tutto il film...e,in questo senso,è lei la vera protagonista di APOCALYPSE NOW...in questo film la spietatezza della guerra e la durezza della natura selvaggia fanno emergere il lato oscuro degli uomini(e,in primis,proprio i soldati americani prima ancora che il colonnelo Kurtz)i quali,stringendo un fucile in mano,sanno di avere la possibilità di estirpare tutte le vite che gli si parano davanti(siano essi civili innocenti o combattenti armati)e proprio qui si annida il cuore di questo immenso girone quasi dantesco che avvolge nelle sue spire chiunque vi sia protagonista...viene illustrata una realtà dove la pietà,la bontà e la purezza inevitabilmente non esistono e dove il fango,sia etico che estetico,prevalica,a tutti i livelli,ogni altro aspetto ideologico trascinando gli uomini nell'orrore e nella miseria...soprattutto in quella di se stessi.
La figura del colonnelo Kurtz viene descritta come quella di un oscuro filosofo(la scenografia avvolta quasi nel buio si erge a monumentale rappresentazione dello stato d'animo sia di Kurtz che del capitano Willard entrambi avvolti dall'inferno della guerra di cui anch'essi sono protagonisti)pienamente consapevole di una verità terribile(che dovrebbe essere ovvia)quale è quella che si evince quando Kurtz accusa Willard di non poterlo,in alcun modo,accusare di essere un assassino...in quanto,tra di loro,in quella zona non possono che esserlo tutti.
La discesa nell'abisso,soprattutto a livello simbolico,raggiunge il suo massimo culmine proprio quando il protagonista raggiunge il suo obiettivo umano dopo aver percorso il fiume...in definitiva:un capolavoro assoluto.
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antonio the rock
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sabato 9 agosto 2008
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apocalypse now:un film contro l'ipocrisia
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Apocalypse Now come disse lo stesso Coppola "non è un film sul Vietnam è il Vietnam".La crudeltà è imperante molte volte accompagnata dalle musiche di Wagner o dei più recenti Rolling Stones,che invece di rendere meno tragiche le scene non fanno che evidenziarne la loro natura:al ritmo di rock n'roll e di sinfonie d'altri tempi si ammazza senza pensare due volte e riflettere quindi delle proprie azioni.La guerra, è questo su cui pone l'accento il regista, oltre a essere la più drammatica delle esperienze è quella in cui gli uomini diventano degli strumenti di morte al servizio del primo guerrafondaio;essendo presi dal vortice degli accadimenti agiscono meccanicamente perdendo tutta la loro forza razionale e adottando una non definita violenza incontrollata,che comunque rientra in quello che è la stesso bisogno intrinseco in ognuno di noi:il dover scaricare i propri istinti animaleschi.
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Apocalypse Now come disse lo stesso Coppola "non è un film sul Vietnam è il Vietnam".La crudeltà è imperante molte volte accompagnata dalle musiche di Wagner o dei più recenti Rolling Stones,che invece di rendere meno tragiche le scene non fanno che evidenziarne la loro natura:al ritmo di rock n'roll e di sinfonie d'altri tempi si ammazza senza pensare due volte e riflettere quindi delle proprie azioni.La guerra, è questo su cui pone l'accento il regista, oltre a essere la più drammatica delle esperienze è quella in cui gli uomini diventano degli strumenti di morte al servizio del primo guerrafondaio;essendo presi dal vortice degli accadimenti agiscono meccanicamente perdendo tutta la loro forza razionale e adottando una non definita violenza incontrollata,che comunque rientra in quello che è la stesso bisogno intrinseco in ognuno di noi:il dover scaricare i propri istinti animaleschi.Coppola sottolinea la stupidità di un conflitto in terra lontana che si chiuderà presto senza vinti nè vincitori ma con una carneficina senza freni.Gli americani in tutto questo sono i veri avversari da sconfiggere perchè poratori al pari di orde barbariche di morte(basti pensare agli attacchi dall'alto con gli elicotteri),ma sopratutto sono i veri ipocriti...A questo punto è infatti opportuno sottolineare la "filosofia" che ha adottato nel film il generale Kursk (Marlon Brando)considerato dagli americani al pari di un demonio dalle forme umane.Kursk nella sua pazzia è colui che realmente ha aperto gli occhi alla realtà,mentre altri sono solo esecutori di ordini,Kursk nella sua vita ha anche riflettuto sulle sue azioni arrivando alla conlusione che chi è imbottito di ideali di libertà e democrazia e spera di poterli portare nel mondo è colui che con il suo falso moralismo è pronto a instaurare una dittatura in cui tutto è concesso pur di rispettare il suo falso credo:qui sta l'ipocrisia americana.
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alessandro
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sabato 15 settembre 2007
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il cuore tenebroso degli anni 70
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Apocalypse Now,oltre a essere un film sulla guerra del Vietnam,è soprattutto il Vietnam...Apocalypse now è il film che si addentra meglio nelle tenebre,nella psiche nella giungla della mente umana,nella morte,nella pazzia e nella solitudine.Un opera selvatica e imprevedibile:si può affermare che Apocalypse Now sia (molto probabilmente)il film degli anni settanta o almeno quello che li rappresenta meglio.i 70 sono anni dove il cinema Americano ,grazie a nuove ondate di nuovi registi( quali c Scorsese ,De palma,Altman,Cimino e ,appunto,Coppola),riesce a esprimre meglio la situazione negativa che circondava la società:la guerra ingiusta,il malessere metropolitano,la mancanza di ideali,la violenza civile.
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Apocalypse Now,oltre a essere un film sulla guerra del Vietnam,è soprattutto il Vietnam...Apocalypse now è il film che si addentra meglio nelle tenebre,nella psiche nella giungla della mente umana,nella morte,nella pazzia e nella solitudine.Un opera selvatica e imprevedibile:si può affermare che Apocalypse Now sia (molto probabilmente)il film degli anni settanta o almeno quello che li rappresenta meglio.i 70 sono anni dove il cinema Americano ,grazie a nuove ondate di nuovi registi( quali c Scorsese ,De palma,Altman,Cimino e ,appunto,Coppola),riesce a esprimre meglio la situazione negativa che circondava la società:la guerra ingiusta,il malessere metropolitano,la mancanza di ideali,la violenza civile.Erano gli anni in cui,i giovani registi volevano dire la loro su quello che stavano vivendo e la società stava provando,senza mezzi termini,senza illusioni,realtà come realtà,non c'era più bisogno della morale o del lieto fine,gli anti-eroi dominavano lo schermo,e la macchina da presa si muoveva in toni documentaristici. dominavano le pellicole anti-convenzionale e tra questi Apocalypse Now ne è il capostipite.Guardando questo capolavoro si può scrutare dall'interno come andava il mondo 30 anni fa.Grande prova del cast e della regia,immagini molto belle e colonna sonora (i Doors sono un piccolo esempio) grandiosa.Una luciferna discesa negli inferi attraverso un fiume.Un viaggio nell'inferno e nella dannazione umana,accompagnato da colori e luci intensi e da toni psichedelici.
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campione
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martedì 4 dicembre 2001
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apocalisse mentale
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Senza dubbio il più grande film basato sull'introspezione psicologica Coppola va oltre il Vietnam, va oltre la guerra per entrare all'interno degli infiniti meandri dell'animo umano. Non si riconosce il Bene nè il Male c'è solo la volontà del nostro essere di ricercarsi. Colori suoni atmosfere a dir poco oniriche ci travolgono in modo incessante. Apocalypse now: un punto di riferimento inquietante!
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conte de la f�re
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lunedì 21 novembre 2011
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il "cuore di tenebra" di apocalypse now
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“Apocalypse Now non è un film sul Vietnam; è il Vietnam. Proprio come gli americani in Vietnam, ci siamo trovati in mezzo alla giungla con troppi uomini, troppi mezzi, troppi soldi, e poco alla volta siamo…impazziti.”.
Questa affermazione di F.F.Coppola, durante la conferenza stampa al Festival di Cannes del 1979, dà la dimensione dell’ “eccesso” che accompagnò la gestazione del film e istituisce un parallelo folgorante con la guerra rappresentata e l’intento imperialistico americano, celato ad arte sotto gli indugi della ‘missione civilizzatrice’.
Apocalypse Now è senza dubbio un film sull’imperialismo, e Coppola lo esplicita assumendo il romanzo di J.Conrad, Cuore di tenebra (1899), come fonte primaria per la costruzione del racconto e dei personaggi.
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“Apocalypse Now non è un film sul Vietnam; è il Vietnam. Proprio come gli americani in Vietnam, ci siamo trovati in mezzo alla giungla con troppi uomini, troppi mezzi, troppi soldi, e poco alla volta siamo…impazziti.”.
Questa affermazione di F.F.Coppola, durante la conferenza stampa al Festival di Cannes del 1979, dà la dimensione dell’ “eccesso” che accompagnò la gestazione del film e istituisce un parallelo folgorante con la guerra rappresentata e l’intento imperialistico americano, celato ad arte sotto gli indugi della ‘missione civilizzatrice’.
Apocalypse Now è senza dubbio un film sull’imperialismo, e Coppola lo esplicita assumendo il romanzo di J.Conrad, Cuore di tenebra (1899), come fonte primaria per la costruzione del racconto e dei personaggi. Nel romanzo, così come nel film, il viaggio attraverso una giungla sempre più fitta e selvaggia è lo specchio di un viaggio alle radici dell’uomo e della natura, portato all’esasperazione fisica e mentale dalla putredine equatoriale. Emblematica è la conclusione che ne trae il celebre psicologo Robert Hampson, quando sostiene che “l’esplorazione americana ha trasformato uno spazio vuoto in uno spazio di tenebra, ha trasformato l’ignoto in indicibile. In realtà si potrebbe osservare che, invece di portare la luce in mezzo alle tenebre, come proclama, la missione civilizzatrice svela la tenebra che sta nel proprio cuore”. Il clima soffocante, l’atmosfera allucinata e mortifera, l’ambiguità della luce che cela e dell’ombra che rivela accompagnano il romanzo così come il film, soprattutto grazie al genio di Vittorio Storaro, premio Oscar per la fotografia. Le luci surreali e dorate di Storaro si intersecano nelle svariate dissolvenze multiple che punteggiano il film. Le musiche, connubio di canzoni rock e liriche, si scambiano, si confondono, si sovrappongono ai boati e alle detonazioni della guerra in corso e cingono vieppiù lo spettatore nello spettacolo totale. Suggestione e surrealismo emergono fin già dalla prima sequenza, che fotografa il Capitano B.Willard alle prese con l’onirico delirio di un bombardamento ‘al napalm’, sulle note di ‘The end’ (Jim Morrison). La prima scena segna il totale crollo psicologico del personaggio così come del suo interprete (Martin Sheen), il quale gira la scena da ubriaco e di lì a qualche giorno subirà un violento attacco di cuore che bloccherà le riprese per tre mesi. L’uso di droghe da parte degli attori e della troupe contribuirà a dilatare i tempi di produzione e ad accrescere le aspettative del mondo Hollywoodiano (‘Apocalypse..When?’ titolava un celebre settimanale americano nel 1977).
Tuttavia Apocalypse Now, ancor prima di essere una storia sull’imperialismo americano, è la storia di due personaggi che allo stesso tempo rincorrono e rifuggono se stessi.
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brando fioravanti
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venerdì 6 aprile 2012
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indiscutibile
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Un colonnello dopo avere vissuto l'orrore del Vietnam si mette a capo di un gruppo di selvaggi. Impossibile ritornare alla realtà, nei sentimenti umani cè un limite. La guerra non è più vista solo nella sua brutalità momentanea, ma anche nei suoi permanenti danni psicologici. Un incubo sensa ritorno.Ineguaiabile nel suo stile, fotografia bellissima. Scene incredibilmente spettacolari e adrenaliniche, La telecamera è fissa nell'elicottero durante l'attaccco alla spiaggia. Memorabile il colonello nella sua passione sfrenata per il surf.
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tony montana
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domenica 17 ottobre 2010
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il più grande capolavoro di guerra
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Quando, nel 1979, uscì sugli schermi di tutto il mondo Apocalypse Now, Coppola dovette scegliere tra i due possibili finali che aveva girato, oltre che selezionare l’enorme massa di materiale a sua disposizione: ne risultò un film di 153′ circa, già lungo per le abitudini degli spettatori. Apocalypse Now (Redux o meno) è un film assolutamente da non perdere, una pietra miliare nella storia del cinema, che ha cambiato il modo di fare cinema: il film di guerra, fino a quel momento, era stato una vicenda di eroi sempre saldi nei loro principi, di uomini disposti a dare la vita per la patria senza alcuna perplessità, di bombe distanti, visi impolverati, trincee di filo spinato e soldati gentiluomini.
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Quando, nel 1979, uscì sugli schermi di tutto il mondo Apocalypse Now, Coppola dovette scegliere tra i due possibili finali che aveva girato, oltre che selezionare l’enorme massa di materiale a sua disposizione: ne risultò un film di 153′ circa, già lungo per le abitudini degli spettatori. Apocalypse Now (Redux o meno) è un film assolutamente da non perdere, una pietra miliare nella storia del cinema, che ha cambiato il modo di fare cinema: il film di guerra, fino a quel momento, era stato una vicenda di eroi sempre saldi nei loro principi, di uomini disposti a dare la vita per la patria senza alcuna perplessità, di bombe distanti, visi impolverati, trincee di filo spinato e soldati gentiluomini. In Apocalypse Now la guerra è davvero tale: gli uomini sono solo uomini, spaventati e sconvolti nel momento in cui si devono confrontare con una situazione tanto terribile, eroi e codardi allo stesso tempo, stanchi, sporchi, sudati e feriti, assassini a sangue freddo quando lo ritengono necessario. Il messaggio che Coppola ci vuole trasmettere, riuscendo perfettamente nel suo intento, è che la guerra è qualcosa di inumano, distruzione allo stato puro, e lo fa senza farci praticamente farci mai vedere un vietcong; che la guerra non ha mai una ragione o una giustificazione, che gli uomini, quando l’affrontano, cadono nel terrore e nella follia, che da essa non c’è speranza di salvezza o di fuga. La vera forza di Coppola è però il modo scelto per narrare tutto questo: la scelta di girare praticamente sul luogo in cui avvennero realmente i fatti, le ricostruzioni realistiche fino all’inverosimile, il gioco dei primi piani sui visi sconvolti e cotti dal sole e dal napalm, i panorami di una giungla allo stesso tempo terribile ed affascinante. Bellissima a questo proposito la fotografia di Vittorio Storaro, sgranata e nebbiosa ma allo stesso tempo precisa come un bisturi, che ci mostra le cose come se le guardassimo con gli occhi dei protagonisti; originalissimo l’uso delle musiche, ricordiamo il mitico inserimento di Wagner come musica diegetica al momento dell’attacco al villaggio vietcong, Satisfaction ascoltato sulla barca durante la lunga traversata sul fiume, The end che fa da innesco alla vicenda del film e che ricompare alla fine, nel momento catartico dell’omicidio-sacrificio di Kurtz. Da Apocalypse Now in poi non si contano il film sulla guerra, ed in particolare su quella del Vietnam – come Nato il 4 luglio, Platoon, Il cacciatore, La sottile linea rossa – ma l’impatto di Coppola sullo spettatore è secondo me rimasto ineguagliato; l’unica eccezione, anche se parliamo di un’opera davvero diversa, è rappresentata da Full Metal Jacket, altro capolavoro del cinema mondiale.
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andy11
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martedì 17 agosto 2010
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il vietnam by francis ford coppola
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Siamo nel 1969, nel pieno della guerra del Vietnam. Il caporale Willard (Martin Sheen) viene incaricato di una missione speciale top secret: trovare il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando), colui che in passato era stato un vero e proprio veterano delle forze speciali dell'esercito statunitense, un ufficiale modello. Presumibilmente impazzito, Kurtz si trova adesso in Cambogia, a capo di un esercito di indigeni che lo adorano come se fosse un dio. Porre fine al suo comando, risalendo il fiume Nung per raggiungere la località occupata dall'avamposto del colonnello, è il compito che viene affidato a Willard, cui vengono assegnati un battello e un equipaggio. Il film è liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad, Cuore di Tenebra, da cui riprende la psicologia dei personaggi principali, nonchè la struttura di una narrazione.
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Siamo nel 1969, nel pieno della guerra del Vietnam. Il caporale Willard (Martin Sheen) viene incaricato di una missione speciale top secret: trovare il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando), colui che in passato era stato un vero e proprio veterano delle forze speciali dell'esercito statunitense, un ufficiale modello. Presumibilmente impazzito, Kurtz si trova adesso in Cambogia, a capo di un esercito di indigeni che lo adorano come se fosse un dio. Porre fine al suo comando, risalendo il fiume Nung per raggiungere la località occupata dall'avamposto del colonnello, è il compito che viene affidato a Willard, cui vengono assegnati un battello e un equipaggio. Il film è liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad, Cuore di Tenebra, da cui riprende la psicologia dei personaggi principali, nonchè la struttura di una narrazione. Difatti il caporale Willard è il narratore della vicenda oltre che il protagonista. Il regista Francis Ford Coppola ammise di aver letto in continuazione Cuore di tenebra per delineare al meglio il delirio interiore del protagonista e l'alone di mistero che avvolge il personaggio di Kurtz. Se il romanzo si pone come una critica al colonialismo durante la seconda metà dell' XIX secolo, così il film di Coppola (uscito nelle sale nel 1979) ha un forte stampo antimilitarista e non pochi furono i problemi per il regista durante periodo delle riprese, che il governo americano certamente non desiderava e, pertanto, osteggiava. Apocalypse Now , infatti, è un' evidente critica alla guerra del Vietnam. Significativa in tal senso la frase del narratore Willard, riferita ai vietnamiti, "li facevamo a brandelli con una mitragliatrice, poi gli davamo un cerotto". è questa pura ipocrisia, come lo è quella del colonnello Kilgore (Robert Duvall) quando ostenta la sua apparente solidarietà nei confronti di un vietnamita in fin di vita, apprestandosi a offrirgli dell'acqua e dimenticandosi completamente un attimo dopo del poverino appena sente dire che uno dei marinai dell'equipaggio di Willard è Lance Johnson, un campione di surf (Kilgore è un grande appassionato di surf). Ma è nel momento dell'incontro con Kurtz che si realizza lo spannung, il momento di massima tensione del film. Il suo discorso penetra nella mente di chi guarda, invitando ad un'attenta riflessione sulla natura umana. Kurtz ha ceduto alla tentazione di un potere immenso, offertogli dagli indigeni, che lo considerano adesso una sorta di dio. In mancanza di convenzioni e regole che limitino la libertà, l'uomo civilizzato abusa di essa, diventando un tiranno. Kurtz ne è la prova, la dimostrazione del fatto che l'uomo libero di essere dio diviene un mostro senza scrupoli. Eccezionale la regia Coppola, che riesce sapientemente a infondere nello spettatore un forte sentimento di attesa, l'attesa di vedere un colonnello plurimedagliato ridotto a uno stato di apparente inspiegabile pazzia, l'attesa di vedere Marlon Brando nei panni di questo personaggio. La sua è senza dubbio una delle migliori interpretazioni del cinema. Apocalypse Now, dunque, offre una visione davvero singolare della guerra del vietnam: come affermò il regista, esso non è un film sul Vietnam, è il Vietnam stesso. Nonostante ciò, il film non ottenne i riconoscimenti che certamente meritava all'Academy Awards del 1980. Fu premiato solamente per la migliore fotografia, all'italiano Vittorio Storaro, e per il miglior sonoro.
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nexus
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lunedì 28 giugno 2010
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l'orrore
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Una missione da compiere che ha apparentemente delle motivazioni "assurde" se non fosse che, ormai, quella guerra ha raggiunto complessivamente connotati di assurdità ben superiori.
E' proprio il "non senso" di quella missione che le conferisce grande fascino per cui lo spettatore accetta di pagare il biglietto per compiere quel viaggio imbarcandosi sul battello per risalire il fiume (come l'Acheronte nell'Inferno della Divina Commedia).
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