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Il gusto degli altri
Un film di Agnès Jaoui.
Con Gérard Lanvin, Alain Chabat, Anne Alvaro, Jean-Pierre Bacri, Agnès Jaoui.
continua»
Titolo originale Le Goût des autres.
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 112 min.
- Francia 1999.
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![]() Appartenere a un gruppo omporta inevitabilmente la derisione degli altri
Giancarlo Zappoli
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L'imprenditore Castella ha una vita non particolarmente brillante e la sua è la cultura televisiva che impera nella borghesia dei nostri giorni. Una sera però rimane colpito da una rappresentazione teatrale di Berenice e si innamora del testo e dell'attrice che ne è protagonista. Entra nel giro di attori e registi non accorgendosi di quanto questi stiano prendendo in giro la sua mancanza di cultura. Intorno a lui ruotano personaggi alla ricerca di un senso nella vita e nei sentimenti. Agnés Jaoui ha diretto con mano ferma un film che è frutto di un lavoro attento sui personaggi e di un'orchestrazione davvero magistrale per un'opera prima. Jaoui descrive, con l'aiuto del sempre più efficace Bacri, un personaggio privo di cultura che viene quasi folgorato da un'esperienza che cambia il suo modo di essere. Ma non è il tronfio e stupido borghese molieriano. È molto di più. È un essere umano con tutti i limiti di una cultura di massa che la regista guarda con una pietas incapace di cattiveria. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
David di Donatello 2 0 |
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Mi scusi, ma proprio non ricordo: dov'è che ci siamo già conosciuti? No, niente: siamo solo andati a letto insieme. |
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| Mi scusi, ma proprio non ricordo: dov'è che ci siamo già conosciuti? | |
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DVD | Il gusto degli altriUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 maggio 2001
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Galeotto fu Racine, tutto il resto è amore
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Vogliamo azzardare una facile profezia? L'Europa cinematografica sarà fatta quando Chiedimi se sono felice, 50 miliardi d'incasso in Italia, ne farà altrettanti in Francia; e quando Il gusto degli altri, oltre 40 miliardi in Francia, realizzerà la stessa cifra nei nostri botteghini. Si ha un bel ripetere che la Comunità europea ha un mercato cinematografico che supera numericamente quello Usa (e se ne sono accorti gli americani, che contano ormai moltissimo sugl'introiti dei loro prodotti nel Vecchio continente), ma a che serve se i francesi non importano film italiani e noi non c'interessiamo quasi più al cinema d'Oltralpe? E non si venga a dire che sono in ballo delle storie con connotazioni troppo tipicamente nazionali. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Stare al gusto degli altri: questo soprattutto, dice Clara, grava sul mestiere dell’attore. In sala, per analogia, il pensiero corre al mestiere di stare al mondo. In questa prospettiva, quel gusto indica anche il sapore, l’esperienza che degli altri capita d’avere, dolce o acre. Così suggeriscono Agnès Jaoui e il marito Jean-Pierre Bacri, co-sceneggiatore. Il gusto degli altri ( Le gout des autres, Francia, 1999, 112’) inizia con una domanda implicita. Come è meglio vivere? Difendendosi da quel sapore, come Franck (Gérard Lanvin)? O accettandolo comunque, con la fiducia immediata ed esposta di Bruno (Alain Chabat)? Poi, nello stesso pianosequenza, il nostro sguardo si sposta su Castella (Bacri), seduto a un altro tavolo con la moglie Angélique (Cristiane Millet). » |
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di Aldo Fittante Film TV
C'era una volta la commedia all'italiana. L'unica, in Europa, capace di scardinare le ipocrisie del costume e le consuetudini borghesi. Oggi, quel tipo di commedia è appannaggio del cinema francese. Un'altra perla (dopo Pranzo di Natale) è quest'opera prima dell'attrice e sceneggiatrice (curiosamente come la Thompson del film sopracitato), Agnès Jaoui, compagna di lavoro e di vita di un'altra vitalissima personalità, Jean-Pierre Bacri (qui protagonista). Insieme hanno, per esempio, scritto Smoking e No smoking per Resnais e Aria di famiglia per Klapisch: tre opere che gli italiani hanno colpevolmente disatteso. » |
di Roberto Nepoti La Repubblica
Campione d'incasso in patria, candidato francese all'Oscar, Il gusto degli altri è uno di quei film che ti riconciliano col cinema. Chi pensa che lo schermo, ormai, sia soltanto roba per adolescenti in crisi follicoloadrenalinica può ricredersi. Agnès Jaoui (debuttante nella regia, ma acclamata sceneggiatrice e autrice teatrale in coppia con il compagno Jean Pierre Bacri) ci racconta normali storie di gente normale mostrandoci quel che hanno di eccezionale: la capacità di provare emozioni, di rinnovarle malgrado tutte le ferite ricevute in passato, di cercare sempre una seconda possibilità. » |
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