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venerd 14 dicembre 2018

Alberto Lattuada

Altri nomi: Lattuada
Data nascita: 13 Novembre 1914 (Scorpione), Milano (Italia)

Data morte: 3 Luglio 2005 (90 anni), Roma (Italia)

Il Messaggero

Fabio Ferzetti

Alberto Lattuada stato un grande regista e non se ne ricordava pi nessuno, o quasi. Lo sapevano gli esperti, certo. Lo ricordava il grande pubblico per cui ha sempre lavorato, ma che era invecchiato con lui. Lo sapevano i colleghi, che di Lattuada avevano sempre ammirato la duttilit, la cultura, l'eclettismo, la capacit di usare tutti i generi facendoli suoi. Eppure sul regista di Anna, il gra n mlo con Silvana Mangano omaggiato da Nanni Moretti in Caro diario, era calato un velo di silenzio. Come accade paradossalmente ai grandi artisti che sopravvivendo alla loro epoca non si decidono a entrare nella leggenda. E come succede anche pi spesso ai cineasti che non creano mondi nuovi, non impongono uno sguardo o uno stile riconoscibili a prima vista, ma provano, cambiano, sperimentano. [...] »

Il Mattino

Alberto Castellano

Non un caso che le sue tre componenti espressive fondamentali (la vocazione letteraria, la rappresentazione del sesso, una conoscenza e un uso del mezzo tecnico insolita per il cinema italiano) siano state spesso semplificate con altrettante etichette (calligrafico, regista delle donne, cineasta all'americana) che di fatto lo sminuivano. Dopo essersi laureato in architettura a Milano, dove era nato il 13 novembre del 1914, figlio del musicista Felice, il giovane Lattuada manifesta subito interessi poliedrici. Lavora come scenografo, scrive racconti, articoli, poesie, recensioni cinematografiche, s'interessa di fotografia, ma soprattutto si dedica al recupero e allo studio di vecchi film, ponendo le basi per la futura Cineteca italiana, che fonder con il fratello di Luigi Comencini, Gianni. [...] »

Il Manifesto

Silvana Silvestri

Negli ultimi anni viveva isolato nella sua malattia in famiglia, protetto e vegliato dalla moglie Carla Del Poggio, l'attrice che scelse ancora sedicenne, sorella del Bandito: grande maestro del cinema italiano, un uomo del passato per il suo rigore e la sua competenza, ma che sar sempre un contemporaneo per aver saputo catturare l'essenza stessa del cinema, il bagliore della giovinezza. Le sue fanciulle da Jacqueline Sassard - Guendalina, ad Teresa Ann Savoy (Le far da padre), a Dalila Di Lazzaro (Oh Serafina!) a Clio Goldsmith e Barbara De Rossi (La cicala) hanno reso emblematico il suo nome, in una fase del suo cinema gi piuttosto avanzata, quando lo scontro tutto italiano con la censura aveva sempre a che fare con l'erotismo, la sensualit, la morale corrente, la piccola borghesia al potere. [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

In Guendalina, 1958, recitava un'altra sua scoperta, Carla Gravina, pure lei colta all'uscita di un ginnasio in via Asmara a Roma; del resto, anche sua moglie Lattuada l'aveva conosciuta facendole la posta mentre andava a scuola. Catherine Spaak, conosciuta in Costa Azzurra dallo sceneggiatore Charles Spa- ak, restava la sua scoperta forse pi riuscita e tormentosa: And benissimo per I dolci inganni, nel 1960: la sua schiena fragile e nuda era intensamente suggestiva, purissima. Aveva in s il mistero dell'androgino, un genietto molto enigmatico e feroce: non esiste che lei, solo a se stessa d importanza, gli altri si limita a usarli. Dopo il successo mi ha rinnegato, poi siamo ridiventati come vecchi compagni di scuola. [...] »

Gian Luigi Rondi

Lo scorso novembre, qui su Il Tempo, avevo celebrato i suoi 90 anni. In una chiave storico-critica, senza riferimenti privati. E questo perch, mentre scrivevo, sapevo. Della sua lunga infermit che lo aveva quasi costretto al silenzio, della sua incapacit di riconoscere gli altri, delle cure quotidiane, per stargli vicino, per farlo sentire vivo, che, anche a costo di duri sacrifici, non gli lesinava un solo istante sua moglie, la nostra carissima e sempre bella Carla Del Poggio. Era da lei che avevo sue notizie al telefono anche se, neanche un mese fa, per San Luigi, la mia festa e la sua perch era stata battezzata come Maria Luisa, non avevo osato chiederle nulla, intuendo molto dal suo silenzio su di lui. [...] »

Il Giornale

Maurizio Cabona

Regista del senso del bello senza senso di colpa, Alberto Lattuada morto ieri a novantuno anni, diciannove dopo Una spina nel cuore, l'ultimo suo film. Questo lungo silenzio aveva coinciso con la crisi del nostro cinema e della sua salute, durante le quali gli rimasta vicina Carla Del Poggio, sposata nell'aprile 1945, diretta ne Il bandito, in Senza piet, ne Il mulino del Po e in Luci del variet, il film dei risparmi andati in fumo e delle mogli mandate in scena, visto che l'interpretano la Del Poggio e la Masina, moglie del co-regista, Federico Fellini.
La Del Poggio non stata la prima delle attrici imposte da Lattuada: Marina Berti era apparsa nel suo film d'esordio come regista, Giacomo l'idealista (dal romanzo di De Marchi), prima di celarsi sotto pseudonimo (Maureen Melrose! ) nel dopoguerra, per aver lavorato per il cinema della Repubblica sociale; e Mariella Lotti era apparsa ne La freccia nel fianco (dal romanzo di Zuccoli). [...] »

L'Unit

Red

Ha fatto a tempo a inaugurare il rifacimento del suo Mulino del Po, quello chalet sulle rive del fiume che aveva fatto da sfondo al suo film omonimo, tratto dal romanzo di Baccelli. Distrutto dallincuria e da ansie modernizzatici senza memoria, e poi risorto e trasformato in parco. E lui era andato, solo poche settimane fa. Unoccasione per ricordare la sua infanzia di lombardo nato nel 1914, anche se pellicola e romanzo erano ambientati nellOttocento. Oggi, prima domenica di luglio, Alberto Lattuada ha detto addio al mondo. Il regista morto nella sua casa di campagna nei pressi di Roma. I funerali si svolgeranno marted a Roma nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.
Prima di esordire come regista, Lattuada aveva studiato architettura e collaborato con diverse riviste scrivendo articoli sul cinema e sulla pittura. [...] »

Ciak

Gloria Satta

Maestro dellerotismo adolescenziale, scopritore di attrici giovanissime come Catherine Spaak e Nastassja Kinski, Barbara De Rossi e Clio Goldsmith, Dalila Di Lazzaro e Jacqueline Sassard, Eva Aulin e Therse Ann Savoy. Studioso di cinema e raffinato libertino ma anche architetto mancato, fondatore con Ferrari e Comencini della Cineteca Italiana di Milano, esponente del neorealismo e nello stesso tempo il pi letterario dei registi italiani: da Giacomo lidealista a Il cappotto, da La steppa fino a La lupa e Cuore di cane molti dei suoi film sono ispirati alla pagina scritta. Fu anche un paladino ante litteram delle battaglie contro le ipocrisie sessuofobiche del nostro Paese e quella censura ottusa che molto spesso, con la scusa delloltraggio al pudore, colp il suo lavoro. [...] »



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