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John Belushi

John Belushi (John Adam Belushi) è un attore statunitense, è nato il 24 gennaio 1949 a Chicago, Illinois (USA) ed è morto il 5 marzo 1982 all'età di 33 anni a Los Angeles, California (USA).

Il re della comicità americana di fine anni Settanta

A cura di Annalice Furfari

Provocatorio, eccessivo, anticonformista, folle, imprevedibile, manifesto vivente della filosofia del vivere godereccio e disimpegnato, John Belushi è la star indiscussa della comicità americana dissacrante e demenziale di fine anni Settanta. Dotato di una mimica facciale impressionante e di una straordinaria capacità di parodia e improvvisazione, grazie al trampolino di lancio televisivo del "Saturday Night Live" approda al cinema, imprimendovi un'impronta indelebile con due interpretazioni da cult in Animal House e The Blues Brothers, che lo consegnano a un destino da idolo di generazioni di giovani sparsi nel mondo.

Una precoce verve comica
John Adam Belushi nasce nel quartiere albanese di Humboldt Park, a Chicago, il 24 gennaio 1949. Il padre è un albanese emigrato a sedici anni negli Stati Uniti, dove ha iniziato a lavorare come commesso e poi ha aperto due ristoranti. La madre è una farmacista figlia di immigrati albanesi. Sin dalle scuole elementari, il piccolo John si fa notare per la straordinaria capacità di far ridere i compagni prendendosi gioco degli adulti. Questa verve comica lo fa spiccare anche negli ambienti della Wheaton Central High School, dove conosce la futura moglie Judy Jacklin, si accosta per la prima volta al teatro, diventando protagonista di tutte le commedie scolastiche, e viene incoraggiato dall'insegnante di recitazione e dal preside a intraprendere la carriera di comico. Al liceo coltiva anche le sue altre due passioni: il football e la musica. Grande fan di Elvis Presley e Rolling Stones, inizia a prendere lezioni di batteria a 12 anni e si rivela talentuoso nel canto. Attivo nella compagnia del Chicago Shawnee Summer Theater, nel 1967 si diploma e gli vengono offerte due borse di studio per il football e il teatro al DuPage College, dove studia per due anni, prima che i suoi voti bassi gli facciano perdere le borse di studio. Allo stesso modo, perde la possibilità di diventare allenatore di football e decide di abbandonare gli studi, ormai convinto di volersi dedicare esclusivamente al teatro.

Anima folle e irriverente del "Saturday Night Live"
Con gli amici di infanzia Steve Beshekas e Tino Insana, futuro comico, fonda il trio dei West Compass Players, con cui si esibisce ogni settimana in un locale, diventando sempre più popolare a Chicago, tanto che viene notato e ingaggiato dalla compagnia teatrale The Second City. L'apporto di Belushi è fondamentale per il successo degli spettacoli realizzati dal gruppo, svecchiato dalla vena comica e dal talento per l'improvvisazione del nuovo arrivato, che proprio qui inizia a concepire quei personaggi che sarebbero diventati i cavalli di battaglia del suo repertorio, come Joe Cocker, Amleto e il sindaco di Chicago Richard Daley. The Second City diventa per Belushi il trampolino di lancio per New York. Nel 1972, infatti, Tony Hendra, editore della rivista satirica National Lampoon, si accorge del comico grazie alla sua spassosa imitazione del musicista Joe Cocker e gli offre una parte nello show teatrale che avrebbe diretto: il "National Lampoon's Lemmings", parodia del Festival musicale di Woodstock. Così Belushi si trasferisce a New York ed è proprio in questo periodo che comincia a fare uso di sostanze stupefacenti. Dal 1973 al 1975 lavora per il programma comico radiofonico "National Lampoon's Radio Hour".
Il successo in radio gli spalanca le porte dello scintillante mondo della televisione. Nel 1975 si unisce al cast del neonato "Saturday Night Live", lo show della Nbc che propone il meglio dei comici in circolazione negli Stati Uniti, uno dei programmi di maggior successo e più longevi nella storia della televisione americana. Belushi si impone subito come irrefrenabile mattatore con le sue gag scatenate, affiancato da colleghi del calibro di Chevy Chase (con cui ci sarebbe stata sempre una grande rivalità), Gilda Radner, Bill Murray e quel Dan Aykroyd con il quale si instaura un solido rapporto lavorativo e una profonda amicizia. I personaggi interpretati e parodiati da Belushi nello show sono una cinquantina. Il comico salta e canta vestito da ape o da donna, sbraita nei panni di un cuoco giapponese. Ma sono soprattutto le sue imitazioni estremizzate a lasciare il segno. Oltre a quella, ormai celebre, di Cocker, si distinguono Ray Charles, Marlon Brando, John Lennon, il politico Henry Kissinger, il John Travolta de La febbre del sabato sera in versione samurai e personaggi storici come Beethoven, Mussolini, Hitler e Gandhi. Sul palco del "Saturday Night Live" Belushi è un ciclone che spazza via il conformismo, il perbenismo e il politically correct a forza di sgangherate e grasse risate, che suscita anche senza bisogno di parole, con la forza folle e irriverente di un gesto, un'espressione o un bizzarro movimento di un corpo che è tutto fuorché aggraziato. Folgorati dal blues durante un concerto, Belushi e Aykroyd fondano la band dei Blues Brothers, che debutta come protagonista di uno sketch musicale del "Saturday Night Live" nel 1978. Il successo è enorme e spinge il gruppo di musicisti comici a incidere album e tenere concerti in giro per gli Stati Uniti.

Il folgorante debutto cinematografico con Animal House
Dopo una piccola parte nel film musicale televisivo, parodia dei successi dei Beatles, All You Need Is Cash di Eric Idle e Gary Weis, Belushi compie il grande salto nel mondo del cinema grazie a una commedia diretta da John Landis nel 1978: Animal House, film-manifesto della comicità demenziale made in USA, in cui Belushi svetta con una buffoneria sfrenata e anarchica. Autentico personaggio cult il suo Bluto, sporco, sovrappeso e maleducatissimo capo di una sgangherata confraternita universitaria che lancia la moda del toga party. Padre di tutti i college movies successivi, il film di Landis è rimasto nella storia del cinema per la sua dirompente carica di comicità, che sfida le regole del buon gusto, e le sue frasi celebri ("Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", "Finito? Niente è finito finché non lo decidiamo! Era forse finita quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbor?"), pronunciate da un Belushi che si fa manifesto vivente di uno stile di vita all'insegna dello svacco e di un goliardico e sregolato godimento kitsch. Subito dopo il successo di Animal House, Jack Nicholson offre al comico la particina di un cowboy messicano nella sua commedia western Verso il sud (1978), che non viene particolarmente apprezzata dalla critica. Non riscuote grandi consensi neppure Il compagno di scuola di Joan Tewkesbury, storia di una donna, reduce da una depressione, che decide di andare a trovare tutti gli ex fidanzati. Tra questi c'è Belushi nei panni di un cantante rock, che risolleva le sorti generali del film con la sua irriverente e spassosa interpretazione.

Attore comico cult in The Blues Brothers
Nel 1979, idolatrato dai giovani anticonformisti, all'apice della sua fama di comico e dopo interminabili litigi con l'autore e produttore del "Saturday Night Live", Belushi lascia il programma per dedicarsi completamente al cinema, dal quale ormai fioccano le offerte. Una di queste arriva da Steven Spielberg: 1941 Allarme a Hollywood (1979) è ambientato in un'America in preda alla psicosi da invasione giapponese, pochi giorni dopo l'attacco a Pearl Harbor. Esilarante e incontenibile come sempre, Belushi veste i panni di uno scatenato e folle ubriacone, capitano dell'aviazione americana, pronto a sconfiggere gli invasori giapponesi con un mitragliatore. Ma è nuovamente con John Landis che l'attore realizza un film degno dello status di cult. The Blues Brothers (1980) ripropone al cinema la sgangherata comicità musicale dei fratelli Jake ed Elwood Blues, in una storia sceneggiata da Landis e Dan Aykroyd, che ovviamente affianca il collega Belushi davanti alla macchina da presa, lanciando l'irresistibile moda dell'abito nero completo di cravatta, cappello e occhiali da sole, che li aveva già resi famosi in tv. Il successo del film è strepitoso. L'attore decide, così, di dedicarsi al progetto di nuove commedie in coppia con Aykroyd. Ne vengono programmate almeno cinque, ma solo una va in porto: I vicini di casa (1981) di John G. Avildsen, commedia nera in cui Belushi interpreta un uomo dalla vita tranquilla che viene sconvolta dall'arrivo dei nuovi folli e invadenti vicini. Le riprese avvengono in un clima di continuo litigio tra l'attore e il regista e il film non incassa granché. Lontano dall'umorismo demenziale più congeniale a Belushi, e di non grande successo commerciale, è anche Chiamami aquila (1981) di Michael Apted, l'unica romantic comedy interpretata dall'attore, nei panni di un giornalista che, per scrivere degli articoli contro un assessore, si ritrova in montagna con una studiosa di aquile, di cui si innamora follemente.
Amante degli eccessi anche nella vita reale, la star della comicità americana di fine anni Settanta, tossicodipendente da anni, muore di overdose nella stanza dell'hotel Chateau Marmont di Los Angeles il 5 marzo 1982, a soli trentatré anni, privando il cinema di un astro comico in ascesa.

Ultimi film

Documentario, (USA - 2020), 129 min.
Commedia, (USA - 1981), 94 min.
Commedia, (USA - 1981), 103 min.
Musicale, (USA - 1980), 133 min.
Comico, (USA - 1979), 117 min.
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