GIULIA D'AGNOLO VALLAN
Rose McGowan non è mai stata timida quando si tratta del suo look. Memorabili alcuni degli abiti - spesso rosso fuoco o dorati, spesso iperbolicamente trasparenti che sfoggiò durante il suo lungo fidanzamento con la macabra rock star Marilyn Manson. Ma l'accessorio per cui McGowan passerà sicuramente alla storia è un arto artificiale, ovvero la mitragliatrice con cui le sostituiscono una gamba in Planet Terror di Robert Rodriguez. Sarebbe stata proprio l'immagine di questa ragazza dalla protesi esplosiva (sullo sfondo di un paesaggio lunare - Rodriguez dice che molti dei suoi lavori derivano dall'idea di un manifesto) a suggerire al regista tesano il canovaccio del film che, insieme a Death Proof (A prova di morte) di Quentin Tarantino, avrebbe poi costituito il dittico Grindhouse. Spogliarellista di nome Cherry, mutilata da una misteriosa epidemia che sta riempiendo la terra di zombie, McGowan passa la prima metà di Planet Terror zampettando in fuga dai morti viventi con l'aiuto di una gamba di tavolino. Ma quando quel pezzo di legno viene sostituito con un mitra anche lei ha modo di partecipare alla controffensiva: grazie a quello che McGowan ha definito «il semplice movimento di un muscolo della coscia» l'arma/arto di Cherry vomita infatti scariche di proiettili una dopo l'altra.
McGowan ha anche un'altra parte in Death Proof ma di colore opposto. Sotto una lunga parrucca bionda è infatti l'ingénue texana che malauguratamente accetta un passaggio dalla macchina omicida di Kurt Russell.
Non è casuale che l'omaggio di Tarantino e Rodriguez al cinema di exploitation sia allo stesso tempo il culmine e il vero lancio in «serie A, della carriera di McGowan. La sua filmografia è infatti per gran parte immersa in un calderone a base di horror come Screanz (dove era la migliore amica di Drew Barrymore) o commedie orrorifiche come Amiche cattive, in cui la parte di Courtney, una studentessa omicida, le valse il premio di miglior «cattiva» agli Mtv Awards del 1999. Il primo a scoprirla veramente fu il più dark, il più trasgressivo dei registi indipendenti della sua generazione, Gregg Araki, che la usò in The Doom Generation e in Ecstasy Generation. Ma dal 2001 al 2006 McGowan fu anche una delle giovani streghe in Streghe, la popolare serie televisiva per teenager. E dopo essere stata Ann Margret in un Elvis televisivo del 2005, prestò la sua voce a una femme fatale di nome Tala nel videogame Darkwatch. Infine, eccola in una piccola parte in La dalia nera di Brian De Palma.
Se non bastasse, aggiungete Marilyn Manson (per il quale McGowan apparve nel video musicale di Cma White e nel coro di Posthhuman), un fisico alla jessica Rabbit («non sono cattiva, mi hanno disegnata così...») ed è chiaro perché Rose McGowan è la pin up ideale del pulp a stelle e strisce contemporaneo. Ruolo confermato - allo scorso festival di Cannes - dal
l'annuncio ufficiale della sua relazione con Robert Rodriguez. Chiacchieratissima fino ad allora, la storia fra i due avrebbe non solo gettato nella confusione più totale le riprese di Planet Terror, ma nel panico anche la comunità cinematografica di Austin, dove Rodriguez viveva e lavorava da anni con i suoi tre bambini e sua moglie, la produttrice Ines Aslan. Per i residenti, la dissoluzione della partnership Rodriguez/Aslan (i due hanno creato insieme i Troublemakers Studios, lei ha prodotto tutti i suoi film, incluso Planet Terror) avrebbe avuto anche delle implicazioni economiche - non a caso, la primavera scorsa, in città, le simpatie non andavano certo in direzione di Rose.
Ma è quasi certo ormai che McGowan apparirà in Sin City 2, cui Robert Rodriguez sta lavorando, e forse anche nel remake di Barbarella che medita da anni. Nel frattempo, è già al lavoro in Black Oasis, la storia dell'attrice di serie B Susan Cabot (Kiss of Death, Waspman fu uccisa per errore da suo figlio), diretta da Stephan Elliott.
Nata a Firenze nel 1973 (madre franco-americana, padre irlandese), Rose McGowan è cresciuta tra le comuni dei Bambini di Dio di cui entrambi i genitori facevano parte GI padre, Daniel, dirigeva una sede italiana del gruppo). Negli archivi Condé Nast si possono probabilmente rintracciare le foto che le scattarono per Vogue Bambini, primo passo dì una regolare attività di modella che avrebbe continuato negli Stati Uniti dove i McGowan si trasferirono nel 1979. Fino ad allora Rose conosceva solo l'italiano, lingua che dice di usare ancora quando le succede di parlare nel sonno (per anni è stata sonnambula). A 16 anni era già legalmente emancipata dalla famiglia e intenzionata a fare l'attrice. Il classico «piano B» sarebbe stato una carriera da estetista: da giovanissima, infatti, aveva frequentato una beauty school.
È evidente che quel piano B non sarà necessario.
Da Specchio+, Settembre 2007