Si mette subito in evidenza come regista e produttore di film d'azione spettacolari. I suoi esordi hollywoodiani sono caratterizzati da una serie di successi commerciali notevoli. Dopo il primo Huostaanotto (1980), girato in patria, dirige il quarto episodio della saga di Nightmare 4 - Il non risveglio (1988). Negli anni Novanta gira le sue cose migliori con 58 minuti per morire (Die hard 2), e tre anni dopo, con Cliffhanger (1993), probabilmente il suo film migliore e senza dubbio una delle poche pellicole che Sylvester Stallone potrà in futuro ricordare senza arrossire per la vergogna. A coronamento della carriera, arriva anche il matrimonio con la bella Geena Davis, protagonista di film indimenticabili. Poi, ahimè, comincia per entrambi la parabola discendente: Corsari (1995) è un velleitario tentativo di riportare in auge il genere piratesco, ma non ha fortuna, Spy (1996) è una spystory cucita su misura per la consorte e fallisce miseramente il bersaglio, mentre il colpo di grazia arriva con Blu profondo (1999), probabilmente uno dei film peggio sceneggiati e recitati della storia infarcito di sequenze trash, una più imbarazzante dell'altra. Lasciato dalla Davis, che convolerà dopo poco a nozze con un uomo di quindici anni più giovane, ad Harlin, oramai visto dai produttori come facitore di disastri, non resta che confezionare un mediocre film di stampo automobilistico per (Driven) un bolso Stallone che, se non altro, accetta la parte di pilota fallito. Una climax discendente impressionante e forse ingiusto per un valido e forse troppo ambizioso artigiano del cinema d'azione.