Una scatenata commedia di formazione on the road ispirata ai primi anni dei Green Day che vede la partecipazione della stessa band. Espandi ▽
Tre adolescenti di Kansas City trascinano le loro esistenze marginali, accomunati dalla passione per il punk rock (insieme sono gli Analog Dogs) e dal sogno di sfondare nella musica per uscire dai guai quotidiani. Complice uno scherzo di Wayne al fratello minore Tommy, quest’ultimo parte insieme a Fred e Chad per Los Angeles, convinto di essere stato invitato ad aprire per il concerto di capodanno dei Green Day. Il viaggio, però, si trasforma presto in un percorso di formazione, tra incontri inattesi, amori destinati a lasciare il segno, riconciliazioni familiari e inevitabili delusioni. Mentre inseguono un mito, i tre scoprono che diventare adulti significa soprattutto imparare a fare i conti con la distanza tra le proprie aspirazioni e la realtà.
Negli ultimi anni il cinema musicale sembra oscillare tra due estremi: da una parte il biopic sempre più standardizzato, costruito secondo un identico percorso di ascesa, crisi e redenzione; dall'altra il documentario-concerto, spesso poco più che una lunga operazione promozionale destinata ai fan. Nimrods prova a sottrarsi a questa alternativa, scegliendo una terza via, quella della finzione, sotto cui si nasconde una biografia romanzata, rimaneggiata il giusto. Rinunciando al biopic tradizionale,
Nimrods riesce almeno a evitare la prevedibile scansione cronologica fatta di infanzia difficile, primi successi, eccessi e redenzione finale che ormai caratterizza gran parte dei biopic contemporanei. Allo stesso modo, non si riduce a un documentario mascherato, costruito esclusivamente per celebrare un tour o vendere un catalogo di canzoni. Rimane invece una commedia classica, che usa il mito dei Green Day come sfondo emotivo per raccontare il momento in cui ci si accorge che crescere non significa abbandonare i propri sogni, ma imparare a convivere con essi