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Assassini in una terra senza legge. The Killer, ora su Netflix

In una desolata terra senza legge, il solitario Cabeleira vuole scoprire che fine ha fatto suo padre, un pistolero, e diventa anche lui un temuto assassino.
di Andrea Fornasiero

venerdì 10 novembre 2017 - Netflix

In un periodo tra il 1910 e il 1940, il temuto assassino Cabeleira (Shaggy in inglese) opera nel Brasile nordorientale, nello Stato di Pernambuco. Allevato dal bandito e cangaçerio Seven Ears (sette orecchie), che l'ha trovato quando era solo un bambino abbandonato, è cresciuto in una zona selvaggia senza contatti con la civiltà. Una volta divenuto adulto si reca in città per ritrovare Seven Ears, che è scomparso, ma il posto è sottomesso al tirannico Monsieur Blanchard, un francese che governa il traffico di pietre preziose e per cui Seven Ears aveva lavorato come assassino.

Sono cresciuto vedendo gli spaghetti western con mio nonno e ho sempre voluto realizzare qualcosa su quella scia. Con The Killer ho cercato di realizzare un film di genere e d'azione, che credo sia anche importante per il futuro della mia carriera.
Marcelo Galvão

Scritto e diretto da Marcelo Galvão, regista di Rio de Janeiro che però ha studiato in America e lavorato anche nel settore pubblicitario, The Killer conferma il suo talento eclettico, passato da noir diabolici a commedie e da storie dal tema più o meno sociale fino appunto al western. The Killer è stato presentato in Concorso al più grande e importante Festival del cinema brasiliano, quello di Gramado, dove il regista era già stato premiato nel 2012 con Colegas e nel 2014 con A Despedida.


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In foto una scena del film.
Uno sguardo nuovo alla storia del Brasile

The Killer, sostiene Galvão, mette in scena un'evoluzione caratteriale in cui lo spietato assassino del titolo ritrova la propria umanità a contatto con un bambino. Il giovane attore comunque è stato il più possibile tutelato sul set, dove le riprese sono durante cinque settimane nei villaggi indigeni di Pernambuco ma sempre alla presenza della madre, inoltre né a lui né agli altri due bambini (che sono poi i figli del regista) sono mai state mostrate le scene più violente nella loro versione finale.

Ho voluto ambientare questa storia nel Nordest del Paese perché il Cangaço è stato molto importante e mi interessava la vita che si conduceva nell'entroterra. Ho voluto esplorare quel mondo e raccontarlo con lo stile del western, calato però nella nostra realtà brasiliana. È dunque uno sguardo diverso e nuovo a un periodo della nostra Storia.
Marcelo Galvão

La vicenda del film incrocia quella dei Cangaçeiros, i ribelli della regione del Sertão, nel Brasile nordorientale, la cui lotta è iniziata nella seconda metà del XIX secolo ma si è protratta fino nella prima parte del XX. I capi di questo movimento assunsero un rilievo quasi leggendario e spesso furono aiutati dalla popolazione, per cui erano l'unica possibilità di difesa contro il potere dei latifondisti. La parola cangaço deriva da "giogo", quello degli animali da tiro, che era ritenuto simile al fucile portato a tracolla dai banditi.


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In foto una scena del film.
Violenza e scene d'azione di qualità

Come già per Okja e The Meyerowitz Stories in concorso a Cannes, anche qui ci sono state polemiche per il mancato accordo tra Netflix e le sale cinematografiche locali, con in più l'aggravante che in questo caso il film stesso è locale a sua volta, visto che si tratta della prima produzione cinematografica brasiliana della piattaforma. Riguardo questa controversia ha però sempre nettamente difeso la sua scelta di lavorare con Netflix.

La cosa fantastica è che Netflix vuole promuovere il film, non il cinema. Quando facciamo un film vogliamo che abbia una distribuzione cinematografica, perché è un traguardo di visibilità, ma indipendentemente da dove verrà mostrata l'opera sarà sempre la stessa, realizzata con la medesima cura e dedizione. Oggi non mi piace limitare la parola cinema alle sale commerciali e poi il film è arrivato su grande schermo: al festival di Gramado!
Marcelo Galvão

Se non sono mancate voci critiche che hanno trovato The Killer troppo violento, è stata però unanimemente apprezzata la fattura delle scene d'azione. Anche il cast ha ricevuto lodi, a partire dal sorprendente piccolo numero musicale dell'attrice portoghese Maria de Medeiros, la cui carriera vanta collaborazioni con Quentin Tarantino, Abel Ferrara, Antonietta De Lillo, Guy Maddin e ovviamente il maestro Manoel de Oliveira. Il protagonista Diego Morgado ha interpretato Gesù in un adattamento televisivo della Bibbia, realizzato in America e di enorme successo, mentre il villain ha il volto di Etienne Chicot, molto popolare in Francia e fattosi valere anche all'estero con Il codice da Vinci e Snowpiercer.


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