| Anno | 2025 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | David Midell |
| Attori | Al Pacino, Dan Stevens, Ashley Greene, Abigail F. Cowen, Patricia Heaton Ritchie Montgomery, Emily Brinks, Enrico Natale, Liann Pattison, Calvin Williams. |
| Uscita | giovedì 29 maggio 2025 |
| Distribuzione | Midnight Factory |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,38 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 29 maggio 2025
La vera storia di Emma Schmidt, conosciuta anche con lo pseudonimo di Anna Ecklund. Tra i casi di possessione ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa Cattolica. In Italia al Box Office L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 660 mila euro e 363 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Iowa, 1928. Padre Joseph Steiger, parroco della chiesa di St. Joseph, riceve da un suo superiore un incarico delicato. Si tratta del caso di una donna, Emma Schmidt, che soffre molto, per cause che sembrano sfuggire alle possibilità di cura della scienza medica. È quindi necessario praticare un esorcismo. La parrocchia di padre Joseph è stata scelta come luogo adatto allo scopo, ma a praticare l'esorcismo sarà l'anziano padre Theophilus Riesinger, che giunge pronto al difficile compito.
All'arrivo anche di Emma tutto è pronto. Padre Joseph ha il compito di prendere nota di quanto accade durante l'esorcismo, mentre ad assistere l'esorcista sono le suore del convento cui si appoggia la parrocchia. Le prime sedute dell'esorcismo mostrano subito che le cose non saranno facili e padre Joseph comincia a pensare che forse sarebbe meglio rivolgersi a uno psichiatra per cercare di aiutare la donna. Ma padre Theophilus è determinato e pronto a tutto.
Ispirato, ci viene detto in didascalia, a fatti veri, è un film esorcistico di stampo molto classico, che segue il percorso narrativo codificato dal capostipite, L'esorcista.
Il regista David Midell, anche co-sceneggiatore, non perde molto tempo a presentare situazione e personaggi, che vengono dati più o meno per scontati, e si concentra quasi esclusivamente sulle varie sessioni dell'esorcismo e sulle pause di riflessione inframmezzate a esse. La donna posseduta è caratterizzata in modo sommario e non riesce a sviluppare particolare empatia, mentre maggiore attenzione è data ai due sacerdoti, soprattutto al parroco che, nella coppia, occupa il classico posto dell'uomo di fede la cui fede sta traballando, a causa soprattutto di un recente trauma, il suicidio del fratello.
Il tormento e il desiderio di riscatto del sacerdote più giovane fanno da contraltare alla fede incrollabile del saggio esorcista, che forse sembra ancora più saggio per il naturale carisma di un grande attore come Al Pacino, che dona al suo personaggio la sua notevole personalità e capacità interpretativa. Proprio Al Pacino - e questo naturalmente non sorprende - è l'elemento che in parte redime dalla banalità la situazione e la rende comunque interessante. Con una prova misurata e sobria, nonostante il suo personaggio sia psicologicamente poco delineato in sceneggiatura, Pacino domina la scena e padroneggia con autorevolezza la situazione.
L'approccio alla materia è piuttosto realistico, quasi dimesso, anche se non manca nulla di ciò che ci si aspetta da un film esorcistico, vomiti e liquami compresi. Il film è praticamente tutto girato in interni, tra stanze, cellette e cripte, ma fatica a rendere claustrofobico e oppressivo il dramma, che si conclude in modo prevedibile e relativamente catartico. Nel complesso, quindi, un film sin troppo aderente alla formula, che non trova una chiave di lettura almeno parzialmente nuova rispetto a un tema già molto usato, se non abusato, e si focalizza nel tentativo di raccontare con convinzione un caso di possessione demoniaca, riuscendovi solo in parte, ma garantendo comunque un discreto tasso di spettacolarità per gli amanti del genere.
L'horror più spaventoso di tutti i tempi, L'esorcista di William Friedkin, ha generato un filone prolifico di film e serie sulle possessioni che in questa fine di primavera culmina in L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual. La cronaca di uno dei tentativi reali di liberazione dal Diavolo più famosi e documentati, la pellicola non somiglia affatto all'ennesimo horror di serie B con vittime sbavanti e blasfeme "occupate" da Lucifero, non tanto perché vanta un cast (protagonisti Al Pacino e Dan Stevens) di nomi di prestigio, ma perché - anche se ha tutti i crismi del (sotto)genere - The Ritual non è un horror. O, perlomeno non un horror studiato per l'intrattenimento, ma piuttosto una profonda riflessione sulla fede, sul dolore, sulla malattia mentale, sui conflitti dell'anima. Se avete visto la bellissima serie The Exorcist, avete un'idea di cosa vi aspetta e di questo sia sconvolgente e avvincente al tempo stesso.
L'esorcismo di Emma Schmidt offre una nuova trasposizione cinematografica (c'è anche The Exorcism of Anna Ecklund di una decina di anni fa) del rito officiato nel 1928 sulla giovane donna (Abigail Cowen) del titolo, nota con lo pseudonimo Anna Ecklund, che si soppose volontariamente al pricedimento dopo anni di persecuzioni presunte da parte di feroci entità maligne. A occuparsene, in un convento di suore americano collocato in una zona remota dello Iowa, l'anziano frate cappuccino tedesco Riesinger (Pacino) e il giovane sacerdote Steiger (Stevens). La fama di questo specifico caso è ascrivibile a un resoconto dell'accaduto risalente agli anni' 30 firmato dal teologo Carl Vogl. Probabilmente, senza quel documento che negli anni ha plasmato la comprensione del pubblico e dei media sull'argomento, l'intero sottogenere cinematografico sugli esorcismi non sarebbe mai esistito.
Il regista David Midell, che ha scritto la sceneggiatura assieme a Enrico Natale (The Killing of Kenneth Chamberlain), si sofferma sul background e sugli stati d'animo dei due religiosi e di Emma, valutando la possibilità che questa soffrisse di una malattia mentale. La rappresentazione è improntata alla verosimiglianza: ciò a cui assistono i preti e le suore testimoni del decadimento di Emma, è realistico. Eventi come la levitazione, l'arrampicarsi sulle pareti, il vomito denso e nero, le invettive in lingue sconosciute, spesso documentate in casi reali anche recenti, sono spiegabili scientificamente. Questo non toglie che assistervi, direttamente o indirettamente, lasci pietrificati. Miller non fa ricorso a effetti speciali, Cgi o stratagemmi spaventosi. Non ci sono jumpscare; conferisce all'ambientazione un aspetto estremamente opprimente, tetro e spoglio, quasi riflettesse il palazzo mentale dell'inconscio di un malato di mente intrappolato in un incubo. Niente jumpscare vuol dire niente momenti di sollievo tra uno di questi e l'altro; questo rende l'esperienza della visione, per lo spettatore, ancora più estenuante, togliendogli la possibilità di affrancarsi dalla tensione e dal pesante senso dell'aspettativa.
L'orrore avanza, infatti, sempre sottinteso, sempre serpeggiando, lasciando costantemente lo spettatore in attesa; senza fornirgli mai la conferma di trovarsi nell'ambito rassicurante del soprannaturale, e quindi dell'impossibile, piuttosto che del reale e del possibile. A Midell, piuttosto che fare horror, preme offrire molteplici riflessioni: si interroga sulla fede e sulle sue fondamenta, sonda i limiti della sofferenza e della follia. Lentamente, inesorabilmente, testa la capacità dei protagonisti e degli spettatori di sopportare tutto il dolore, i dubbi e la disperazione che impregnano il film, insiti nel processo di liberazione di Emma, facendolo con un incedere lento e soffocante. La giovane non è l'unica a combattere una lotta interiore feroce: padre Riesinger è dilaniato dai sensi di colpa, don Steiger dai dubbi, Suor Rose dal risentimento. Decine e decine di film sulle possessione ci insegnano che il demonio si nutre di quelle insicurezze, di quelle debolezze e dei dubbi: se chi partecipa ai rito vacilla, anche solo per un momento, il diavolo vincerà.
La visione si fa ancora più estenuante proprio perché la reiterazione del rito si svuota della sua efficacia e le ripercussioni psicologiche pesano su tutti i presenti, mentre il corpo e la sanità mentale di Emma si sfaldano e lei diventa sempre più una figura cristologica votata all'auto-immolazione, costretta a percorrere una via crucis inesorabile. In questo delirio di gruppo, si erge come un faro Riesinger, irremovibile, incorruttibile, pieno di compassione, l'unico che non cerca risposte: che le visioni e le voci che terrorizzano gli altri siano demoniache o umane, non importa, quello che conta è salvare Emma. La sequenza finale è qualcosa che non ricordiamo di aver visto in un film di possessioni, ma è difficile decantarne l'efficacia senza fare spoiler. L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual è un film per pochi, ma i giusti apprezzeranno.
Da Wired, 29 maggio 2025
Ma perchè attori leggendari come Al Pacino, De Niro fanno questa mondezza di film? hanno speso tutti i milioni di milioni guadagnati nei decenni di attività? non hanno un dignità?... amh! ai posteri l'ardua sentenza
È il caso di possessione demoniaca meglio documentato nella storia degli Stati Uniti. Una vicenda che divenne assai celebre, con tutto il suo contorno di colpa, fede, redenzione. L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual aggiunge questi elementi al genere: il sovrannaturale e, appunto, l'essere una storia vera. Il rito, condotto da Theophilus Riesinger, è stato raccontato nel saggio Begone Satan! del [...] Vai alla recensione »
Nelle sale italiane dal 29 maggio, L'esorcismo di Emma Schmidt (titolo originale The Ritual) di David Midell si presenta come un horror ispirato a una storia vera: l'esorcismo di Emma, avvenuto nell'Iowa rurale del 1928. Ma fin dalle prime sequenze è evidente che siamo ben oltre il genere. Midell non cerca il terrore facile, né costruisce scene a effetto per il solo jumpscare.
Dal 29 maggio arriva nelle sale con Midnight Factory L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual, un nuovo horror ispirato a fatti reali, ambientato tra le ombre dell'America rurale degli anni '20. Nell'America fine anni Venti del secolo scorso Emma (Abigail Cowen) è ricoverata in un convento nelle campagne dello Iowa per essere esorcizzata, perché ritenuta vittima di una possessione demoniaca incurabile [...] Vai alla recensione »
Da una storia vera. E trattandosi di un esorcismo, e il meglio documentato di sempre, dicono, già dovremmo cominciare a tremare, credenti e non credenti. In Iowa, nel 1928, la giovane Emma Schmidt sta tanto male e nessuno ci capisce niente. Sarà mica posseduta dal maligno? Arrivano i preti - quello vecchio e saggio, quello più giovane dalla fede traballante - e si comincia.
Nel 1928 a Earling, Iowa, una ragazzina di 14 anni è stata la protagonista della possessione demoniaca più famosa e documentata della storia. Riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, il caso di Emma è stato fonte di ispirazione per uno svariato numero di libri e film dove il nome della protagonista e i dettagli privati della vicenda sono sempre stati celati.
C'era una volta L'avvocato del diavolo, dove Pacino giganteggiava in completo nero, padrone del gioco, verbo luciferino e sguardo da tempesta. Qui invece, nel saio di Padre Theophilus Riesinger, sembra capitato per errore nel backstage di un cinepanettone spirituale. Gesticola, mugugna, arranca. Non si capisce mai se stia cercando Dio o il camerino.
Realtà e soprannaturale, morte e vita, bene e male. Spazi opposti separati solo dallo sguardo, dalla capacità di ricalibrare l'atto del vedere per captare qualcosa che squarcia quella concretezza del quotidiano per accogliere lo straordinario come un trauma. Parte da una grande intuizione, David Midell, tutta formale, che all'esordio in regia sceglie di affrontare una storia senz'altro non facile [...] Vai alla recensione »
Emma Schmidt è vittima di possessione demoniaca e, ad occuparsene, è don Al Pacino che deve collaborare con uno spaventato parroco. Primo caso di esorcismo che risale al 1928, riconosciuto e documentato dalla chiesa. Film a tinte forti, ben marcato e interessante che sa sconvolgere gli animi più delicati. Pregevole l'excursus storico che lo stacca da analoghi titoli decisamente più commerciali.
Il vecchio reverendo non si regge più in piedi se Satana gli alita in faccia mentre il giovane collega è in crisi di fede. Anche L'esorcismo di Emma Schmidt di David Midell ripropone la classica coppia inventata da William Peter Blatty in letteratura e poi portata al cinema dal Friedkin de L'esorcista (1973). Al Pacino è Padre Theophilus Riesinger (rispetto all'originale tedesco realmente esistito, [...] Vai alla recensione »
Terrificante, scuro e inquietante come pochi film che appartengono al "filone esorcistico", L'Esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual, diretto da David Midell, segue la difficile storia di due preti che lottano contro forze soprannaturali per liberare una donna dai suoi tormenti. Padre Theophilus Riesinger (Al Pacino ) e Padre Joseph Steiger, (Dan Stevens) infatti, si trovano ad affrontare una serie [...] Vai alla recensione »
Quello di Emma Schmidt è il caso di esorcismo più documentato del '900. Le cronache dell'epoca e gli appunti minuziosi scritti direttamente da padre Joseph Steiger, che prese parte ai rituali, sono stati una enorme fonte di ispirazione tanto da essere raccontati anche in un'edizione del "Time" nel 1936 oltre, ovviamente, ad aver alimentato la cinematografia di genere demoniaco, a cominciare dal film [...] Vai alla recensione »
Si sa, quando nel titolo si cita il nome della (presunta) posseduta, dietro c'è quasi sempre la storia vera con l'ambizione di smarcarsi dagli esorcismi da horror dozzinale. Insieme, però, tra tanti recenti esorcisti ed esorcicci (in primis Russell Crowe nello spassoso L'esorcista del papa e nel molto meno spassoso L'esorcismo - Ultimo atto), il genere è diventato attraente per tanti divi a rischio [...] Vai alla recensione »