| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Alauda Ruiz de Azúa |
| Attori | Miguel Garcés, Juan Minujín, Patricia López Arnaiz, Nagore Aranburu, Mabel Rivera Blanca Soroa, Lier Alava, Noe Chiroque. |
| Uscita | giovedì 2 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo 2026
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 5 Goya,
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CONSIGLIATO SÌ
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Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle, ha un buon rapporto con sua nonna e sua zia. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura, perché è sempre più intenzionata a seguire quella strada. Dovrà affontare sorpresa, stupore e sgomento non tanto degli amici, quanto dei familiari. Sua zia e suo padre soprattutto sulle prime appaiono piuttosto contrariati, specie quando la trovano a baciarsi in casa con un compagno di coro. Eppure Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa.
Nel confermare la vitalità del cinema spagnolo contemporaneo, racconta una storia del tutto particolare, con al centro un'adolescente attraversata da multipli dubbi sulla sua vocazione religiosa. Un travaglio interiore portato sullo schermo senza retorica né scene madri, con dialoghi ben scritti e interpretati e scelte di regia raffinate e misurate.
Con grande equilibrio si snoda sullo schermo il tortuoso percorso lungo cui la ragazza arriva alla sua decisione, per nulla scontata, che determinerà il suo futuro. Superando gli scetticismi di tutti, dal padre fino alla zia, che nel sostituire il ruolo della madre scomparsa prematuramente alterneranno il ruolo genitoriale di "poliziotto buono e poliziotto cattivo", scambiandolo, fino a un finale che non riveleremo ma che svelerà la vera natura della zia. Un personaggio di grande carisma, carico di sfumature e di ombre - nonché di questioni economiche irrisolte -, magistralmente interpretato da Patricia López Arnaiz, che meriterebbe un sequel o uno spin-off a parte.
Tutto il cast del resto si dimostra di assoluto livello: la protagonista, l'attrice spagnola diciassettenne Blanca Soroa, possiede il giusto candore per il ruolo e si rivela convincente nella scena clou del monologo disperato in chiesa a voce alta, mentre Miguel Garces sa interpretare le remore di un padre vedovo, preoccupato per il destino di sua figlia ma molto rispettoso e capace di fare un passo indietro. È il simbolo della genitorialità che prima strepita, censura, giudica, poi capisce e si apre all'accoglienza di quello che tutti bollano come follia, ma che lui comprende essere un'esigenza forte, intima, di sua figlia.
Notevole anche Nagore Aranburu nei panni della madre superiora non scevra dalla vita e dai suoi tormenti, che racconta di aver lasciato un fidanzato fuori dalle porte della clausura. Se firmare un coming of age su un'adolescente che sceglie la clausura sulla carta rischiava di essere un azzardo, o di sfociare su un'opera di grande afflato religioso e dogmatico, Los Domingos ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari.