Sirat

Film 2025 | Drammatico, 120 min.

Regia di Oliver Laxe. Un film Da vedere 2025 con Sergi López, Bruno Núñez, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Richard Bellamy. Cast completo Genere Drammatico, - Spagna, Francia, 2025, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 8 gennaio 2026 distribuito da Mubi. Oggi tra i film al cinema in 81 sale cinematografiche - MYmonetro 3,32 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 15 dicembre 2025

Un padre e suo figlio cercano la figlia scomparsa tra i rave nel deserto marocchino, affrontando una realtà estrema e i propri limiti interiori. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 2 candidature a Golden Globes, 9 candidature e vinto 4 European Film Awards, a National Board, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards, 11 candidature a Goya, In Italia al Box Office Sirat ha incassato 319 mila euro .

Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 4,03
PUBBLICO 3,44
CONSIGLIATO SÌ
Un film fortemente fisico con degli spunti di scrittura potenzialmente interessanti.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 16 maggio 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 16 maggio 2025

Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una foto della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce e che vorrebbe trovare. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l'uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non solo per le asperità del terreno.

Óliver Laxe dirige un film la cui sceneggiatura, scritta con Santiago Fillol, finisce con il disperdere le potenzialità iniziali.

C'è Pedro Almodovar tra i produttori del film e quindi c'era da aspettarsi un'opera quantomeno interessante. In effetti lo è almeno per due terzi. Si presenta infatti come un film fortemente fisico. Nel senso che sin dalle prime inquadrature, che mostrano i dettagli della collocazione dell'impianto sonoro del rave, immette lo spettatore in quella dimensione che esploderà con suoni che invadono la sala e faranno da costante sottofondo al dimenarsi dei corpi. Solo due di essi non partecipano. Sono quelli di Luis e di Esteban impegnati in una ricerca umanamente dolorosa; trovare una figlia e una sorella non per riportarla a casa ma solo per vederla e sapere come sta.

Sergi Lopez regala al suo personaggio quella dolente presenza che gli abbiamo visto spesso dosare nella sua lunga carriera di attore. Anche tutti gli altri interpreti sono assolutamente calati nei ruoli a partire proprio dall'aspetto fisico.

La situazione politica locale fa sì che il rave venga interrotto con la forza dai militari e che i partecipanti non autoctoni vengano obbligati a seguire un percorso preordinato, disposizione a cui però un gruppo riesce a non sottostare. Ha inizio così un on the road che ha come meta un nuovo rave grazie al quale i personaggi hanno modo di conoscersi e di farsi conoscere.

A un terzo dalla fine però non sono soltanto i mezzi di trasporto a sbandare sul terreno accidentato del deserto marocchino. A farlo è il film stesso che inizia ad inanellare colpi di scena la cui serialità finisce con il disperdere tutto quello che fino a quel punto era stato costruito.

Il ridicolo (involontario ovviamente ma proprio per questo ancora più grave) è in agguato perché se il primo evento ha un suo notevole spessore drammatico quelli che seguono ne svuotano progressivamente la portata lasciando aperto il quesito su come Pedro abbia potuto approvare uno script simile.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 11 gennaio 2026
francesca meneghetti

Ci sono dei film che mettono subito a disagio e ti dicono che devi alzarti dalla poltrona e andartene. Ti predispongono cos? negativamente da restare refrattari anche al messaggio, l?unico, e non certo originale, perseguito per? con grande dispersione di tempo, di mezzi, di energie: come sparare con il bazooka a una zanzara.Nel mio caso l?avversione nasce dalla lunghissima scena iniziale del rave nel [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 gennaio 2026
Writer58

Ho visto "Sirat", ultimo lavoro del giovane regista Oliver Laxe, con aspettative contraddittorie. Avevo letto, nella recensione di Zappoli, che il film, inizialmente intenso ed energico, perdeva quota nella parte finale e che si avvitava in scelte di sceneggiatura involontariamente ridicole. Non ho avuto francamente la stessa impressione, anzi mi è parso che "Sirat" sia una [...] Vai alla recensione »

martedì 13 gennaio 2026
Alex2044

Perche' non avete pubblicato il mio commento , col quale esprimevo la mia insoddisfazione su questo film francamente mediocre e sul comportamento della giuria di Cannes che lo ha premiato. Ho solo espresso un 'opinione ,nulla di infamante o callunnioso .

lunedì 12 gennaio 2026
Alex2044

Non mi e' piaciuto . Un film piatto che vorrebbe stupire e forse perfino pensare,ma dai , con un prologo inutilmente lungo nel quale prevale il fracasso e la visione di un gruppo di disperanti reietti che si muovono senza costrutto .Il colpo d'ala e' una tragedia ,francamente prevedibile e da li' il film assume il suo lato piu ' intrinseco che e' quello della perdita di ogni senso di umanita'.

domenica 18 gennaio 2026
azuccoa

Film piuttosto fuori dagli schemi, dalla trama a maglie larghe, gli eventi che indirizzano la storia molto spaziati fra loro.Nel mezzo, sensazioni ; a rendere il disegno complessivo quasi espressionista.Le immagini del deserto, la splendida colonna sonora "rave" di Kangding Ray, i personaggi variamente freak, variamente disadattati ma che portano dentro una umanit? profonda e dolente, l'alternanza [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 gennaio 2026
CaddieSound

Quelle mani sporche che sistemano una sull?altra vecchie casse usurate per costruire unasorta di altare nel deserto del Sahara, predispongono all?attesa di una detonazione e lascianointuire, prima ancora di sperimentarla di l? a una manciata di secondi, tutta la straordinariapotenza sensoriale che pu? produrre l?abbinamento della musica elettronica (in questo casocreata da David Letellier, aka Kangding [...] Vai alla recensione »

martedì 13 gennaio 2026
athos

Per vedere Sirat bisogna presentarsi preparati e avere il sacco delle emozioni vuoto e senza aspettative. E allora vi troverete al cospetto di una pellicola particolare, dove gli spazi che alterano la percezione, lo sviluppo della trama e la musica cupa e rimbombante vi trasporteranno in un altro mondo. Cosa si può volere di più? Molto piaciuto.

FOCUS
FOCUS
lunedì 29 dicembre 2025
Tommaso Tocci

Da anni un nome in rampa di lancio nel panorama del cinema indipendente, Óliver Laxe trova nel suo ultimo film Sirat quell’opera folgorante che lo afferma e lo mette definitivamente a fuoco come autore di primo piano. Lo scorso maggio, a Cannes, era stata presentata nel concorso principale e aveva portato a casa il premio della giuria. Ora esce al cinema anche in Italia, pronta a mostrarsi al pubblico nella sua natura idiosincratica, sospesa e destabilizzante.

Road movie (struttura che ritorna, come in Mimosas del 2016) disperato tra i paesaggi bruciati del deserto del Maghreb, Sirat segue un padre e un figlio che si avventurano in capo al mondo alla ricerca di una ragazza scomparsa, ripercorrendone le tracce nel mondo itinerante e sommerso dei rave più estremi. Benché nella storia il rave sarà solo un punto di partenza, quell’ambientazione e quella cultura non sono mai un pretesto per Laxe, che le conosce bene e che apre il film con una bellissima sequenza di compenetrazione tra l’artificiale e il naturale, con gli enormi altoparlanti sistemati come un simulacro nel deserto, in procinto di generare una monumentale parete sonora.

Proprio le musiche – a cura dell’artista Kangding Ray – vibrano di bassi facendosi strada fin sotto la pelle dello spettatore, contribuendo a creare quel senso di sgomento e insieme di liberazione che fa da cifra all’intera opera. Sirat parla di sopravvivenza, di umanità ridotta all’essenziale, di una perdita di riferimenti così totale da lasciarci a contatto unicamente con il suolo e con l’orizzonte davanti a noi.

Sulla trama è meglio non indugiare oltre, visto che Laxe furbescamente tinge di efficaci elementi di genere – suspense, sorpresa, tensione – un affresco esistenziale che invece è radicato nel cinema d’autore. Due dimensioni che si fanno forza l’una con l’altra, che ricordano la vastità di Mad Max: Fury road (guarda la video recensione) e la precisione de Il salario della paura di Friedkin. Tutt’attorno alle vicende della storia c’è poi un clima apocalittico di squisita vaghezza; pur non avendo conseguenze immediate sul viaggio di Luis ed Estebán, sappiamo che al di là di quel deserto c’è un pianeta sull’orlo del disastro. Una terza guerra mondiale che forse sta iniziando, eventi che precipitano, eserciti in movimento, annunci lontani: è la fine del mondo già da parecchio tempo, come dice uno dei protagonisti.
 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 18 gennaio 2026
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Ce ne eravamo accorti da soli che Mad Max. Fury Road era un grandissimo film. Non c'era bisogno che Sirat ce lo venisse a dire o a ricordare. Il quarto film diretto da Oliver Laxe, che ha vinto il Premio della Giuria al 78° Festival di Cannes, è un progetto ambizioso, un fantasy-apocalittico tra le montagne del sud del Marocco con un padre che ricerca la figlia scomparsa a un rave party accompagnati [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 gennaio 2026
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Un padre alla ricerca della figlia, il figlio minore è con lui. La ragazza non dà notizie di sé da un bel po', potrebbe essere fra i partecipanti a un rave nel deserto del Marocco. Non c'è. Il padre si unisce a un gruppo di raver, direzione Mauritania, dove ci sarà un'altra festa con le casse che sparano ritmi a palla: magari la troverà là. Sirât è un film che pompa di brutto.

martedì 13 gennaio 2026
Giuseppe Gariazzo
Duels.it

"Sirat" è una parola araba che si può tradurre in vari modi: "sentiero", "via", "passaggio", ma soprattutto "ponte", quello che unisce/separa inferno e paradiso; chi lo attraversa "è avvisato che esso è più stretto di un capello e più affilato di una spada". Così si legge anche nella didascalia posta in apertura di Sirat (il cui titolo internazionale è stato semplificato in Sirat), quarto lungometraggio [...] Vai alla recensione »

domenica 11 gennaio 2026
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il sentiero che dall'inferno porta al paradiso è più stretto di una ciocca di capelli e più sottile di una lama - gli arabi lo chiamano Sirt. Così avverte Oliver Laxe sulle prime immagini del film che da quel sentiero prende il titolo (2025, 115'). E in un inferno Luis (Sergi López) e il figlio Esteban (Bruno Núñez Arjona) si vengono a trovare. L'uomo è alla ricerca della figlia maggiore, in un rave [...] Vai alla recensione »

sabato 10 gennaio 2026
Filiberto Molossi
La Gazzetta di Parma

Accettate la sfida. Accettate di essere scossi, provocati, tirati per la giacca, persino strattonati. Anche se preferireste invece essere rassicurati, anche se, per una volta che uscite, vorreste le coccole, vorreste posare i vostri occhi, magari stanchi, magari arrossati, sul morbido piuttosto che sul ruvido. Eppure, fatelo ugualmente: mettetevi alla prova.

sabato 10 gennaio 2026
Nicolò Barretta
La Voce di Mantova

Sirât di Óliver Laxe è uno di quei film rari che non si limitano a raccontare una storia, ma ti chiedono di attraversarla insieme a te. Ambientato in un Marocco desertico e metafisico, segue Luis e il figlio Esteban nella ricerca di Mar, figlia e sorella scomparsa dopo essere stata avvistata in un rave. Si uniscono a una comunità errante di giovani che vivono spostandosi da un party techno all'altro, [...] Vai alla recensione »

sabato 10 gennaio 2026
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Un padre cerca sua figlia, dopo aver sistemato con altri operai le gigantesche casse acustiche per il rave. Ha con sé un figlio ragazzino. La figlia non sa dove sia, di sballato in sballato - chi stanco e chi sfinito a terra - distribuisce volantini. Arrivano camion di soldati, da dove di preciso non si sa, e urlano nel megafono di sgomberare. Pare sia scoppiata la Terza guerra mondiale.

sabato 10 gennaio 2026
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

"Il vero viaggio non è cercare nuovi paesaggi, ma nuovi occhi", predicava il mistico Ibn 'Arabi, ma forse era Proust. Così si può salutare l'arrivo nelle sale di Sirat, frutto dello sguardo di Oliver Laxe, i "nuovi occhi" del miglior cinema contemporaneo. Vincitore del premio della giuria a Cannes, il quarto lungometraggio del regista galiziano nato a Parigi 43 anni fa, convoca il pubblico a un'esperienza [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 gennaio 2026
Francesco Alò
Il Messaggero

Padre spagnolo disperato (Sergi López) si mischia a "ravers" guardinghi per cercare la figlia scomparsa nelle lande desolate marocchine in mezzo a casse gigantesche e balli tribali a 140 battiti al minuto di martellante musica elettronica. Il tema di Sirt di Oliver Laxe è stato già usato mille volte al cinema da Jack Lemmon in Missing (1982) di Costa-Gavras a George Campbell Scott in Hardcore (1979) [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 gennaio 2026
Alessandra De Luca
Avvenire

Un uomo in cerca della figlia scomparsa raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio. Quando i due si uniscono a un gruppo diretto a un'altra misteriosa festa, la loro ricerca si trasforma in un'odissea inimmaginabile. Vincitore del Premio della Giuria a Cannes e scelto dalla Spagna come candidato agli Oscar, Sirat di Óliver Laxe, prodotto da Pedro Almodovar, è un viaggio ipnotico [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 gennaio 2026
Boris Bastide
Le Monde

Presentato a Cannes, il film di Laxe si è guadagnato il premio della giuria e la reputazione di "rivelazione scioccante" del festival, cosa che ha generato notevoli aspettative. Durante l'allestimento di un rave nel deserto marocchino, un padre, in viaggio con il figlio adolescente, distribuisce in giro le foto della figlia scomparsa. Seguendo vaghe indicazioni i due partono verso sud sulle tracce [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 gennaio 2026
Paolo Fossati
Giornale di Brescia

Prodotto da Pedro Almodovar e Premio della Giuria a Cannes, il nuovo film di Oliver Laxe - francese con radici spagnole - è un tuffo nel mondo dei rave party, osservato dalla prospettiva originale di un padre alla ricerca della figlia Mar, che da mesi non si fa viva. Girato in pellicola 16 millimetri nel deserto marocchino, ammalia per fotografia e composizione delle inquadrature.

giovedì 8 gennaio 2026
Marco Contino
Il Mattino di Padova

È già uno dei film più potenti e clamorosi di questo 2026. Presentato lo scorso anno a Cannes (dove ha vinto il Premio della giuria), "Sirât", diretto dal regista di origini galiziane Oliver Laxe, mutua il titolo dal nome del ponte che, nella religione islamica, collega l'inferno e il paradiso: «chi lo attraversa - recita la didascalia iniziale del film - deve sapere che il suo passaggio è più stretto [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 gennaio 2026
Alessandra Levantesi
La Stampa

Premio ex aequo della Giuria a Cannes 2025, Sirat è un film forte che cade a puntino in questo inizio anno inaugurato dalla tragedia di Crans-Montana e sempre più incerto e inguaiato sul fronte della situazione internazionale. In una qualche zona del Sahara marocchino è in pieno svolgimento un rave di proporzioni epiche. Simili a monoliti, enormi altoparlanti si levano al cielo diffondendo una musica [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 gennaio 2026
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

La prima immagine è il primo piano di mani che incassano l'enorme woofer di un muro di amplificatori nel deserto del Sahara a sud del Marocco per un rave party di hard trance, dove papà Luis (Sergi López), il suo piccolo Esteban e un bastardino sperano di trovare figlia/sorella scomparsa. Paradosso di modelli di vita, costume e cultura: tra l'ipnosi musicale e lo spazio illimitato Luis e il figlio [...] Vai alla recensione »

martedì 6 gennaio 2026
Giona A. Nazzaro
Film TV

Quanta libertà si può... sopportare? E che cosa si deve affrontare per essere compiutamente liberi? Per citare il titolo di un film di Ben Rivers, del quale Óliver Laxe è interprete, "il cielo trema e la terra ha paura e i due occhi non sono fratelli". Sirât, presentato in Concorso a Cannes 78, dove ha vinto il Premio della giuria, ex aequo con Il suono di una caduta di Mascha Schilinski, coglie con [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 maggio 2025
John Bleasdale
Time Out

In un rave in mezzo al deserto si aggira Luis (López) insieme al figlio Esteban, in cerca della figlia. Per una crisi internazionale, l'esercito comincia a radunare i cittadini stranieri. Ma una carovana eterogenea si stacca dal convoglio, in cerca di un altro rave. Luis ed Esteban li seguono. Ovunque vadano, li attende qualcosa di inaspettato. Lo stesso vale per il pubblico.

martedì 20 maggio 2025
Giulio Sangiorgio
Film TV

Si dice che un uomo raggiunga la pace quando impara a «lasciare andare». Non è ciò che pensa il protagonista di Sirât (Sergi López) che, col piccolo secondogenito, è in cerca della figlia fuggita in Marocco, nel deserto, tra il popolo che si celebra nei rave party. Scampati a uno sgombero, si dirigono, con alcuni di veterani della subcultura, verso un'ulteriore possibile festa: il luogo - un eufemismo [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 maggio 2025
Cinzia Cattin
Close-up

Óliver Laxe è un attore, sceneggiatore e regista francese di origini spagnole vincitore con i suoi primi tre lungometraggi di numerosi premi: il premio FIPRESCI della critica cinematografica per Todos vós sodes capitáns nel 2010, un altro premio della critica per Mimosas nel 2016 e il premio della giuria della sezione Un Certain Regard per O que arde nel 2019.

sabato 17 maggio 2025
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Un gruppo di raver attraversa l'Atlante marocchino e il deserto di Agafay in cerca di nuovi raduni, accompagnato da un padre, che assieme a figlio piccolo e il suo cane, cerca di ritrovare l'altra figlia scomparsa. Strada facendo, tra le rocce e la polvere, la tragedia sarà sempre in agguato. Potente on the road, dai suoni martellanti di musica ossessiva e dalle danze tribali liberatorie, nell'ossessione [...] Vai alla recensione »

sabato 17 maggio 2025
Giampiero Raganelli
Quinlan

Una vera e propria deflagrazione cinematografica in questa 78ª edizione del Festival di Cannes, è Sirât, quarto lungometraggio del regista franco-galiziano Oliver Laxe. Un film che si impone con la forza di un'opera divisiva, destinata - consapevolmente - a spaccare in due la platea, fra chi lo esalterà come gesto d'avanguardia radicale e chi, al contrario, lo accuserà di compiacimento nell'orrore, [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 maggio 2025
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Premiato tre volte a Cannes - alla Quinzaine nel 2010, per Todos Vós Sodes Capitáns, alla Semaine nel 2016, con Mimosas e a Un Certain Regard nel 2019 con O Que Arde- il regista Oliver Laxe è in concorso a Cannes quest' anno con Sirât, che nella tradizione islamica si riferisce al ponte che separa inferno e paradiso, ma che il regista franco spagnolo, in un'intervista a Variety, ha detto di aver inteso [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 maggio 2025
Giulio Zoppello
Today

Sirat di Oliver Laxe è la tempesta perfetta di questa Cannes 2025, è quel qualcosa che non solo non ti aspetti, ma soprattutto non sai prevedere, non sai capire che sta arrivando, non puoi semplicemente. Film politico, film molto filosofico anche, ma con i piedi ben piantati a terra, con la capacità di essere inquietante, umanissimo, di portarci dentro la vita e le interazioni di una compagnia tra [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 maggio 2025
Raffaele Meale
Quinlan

Erano anni che nel concorso del Festival di Cannes non faceva la sua apparizione un'opera a suo modo inclassificabile come Sirat, terzo lungometraggio di finzione per il cineasta franco-ispanico (per l'esattezza gallego) Óliver Laxe. Non ci siano fraintendimenti: non si sta qui affermando che la competizione della kermesse cinematografica più importante a livello mondiale non abbia presentato nel corso [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 maggio 2025
Roberto Manassero
Cineforum

Compiuto un classico percorso da regista di Cannes, con il primo film, il documentario Todos vós sodes capitáns (2010), presentato alla Quinzaine des réalisateurs e i successivi Mimosas (2016) e O que arde (2019) rispettivamente alla Semaine de la critique e al Certain regard, il franco-spagnolo Oliver Laxe arriva ora in concorso con Sirât, prodotto dai fratelli Almodóvar.

venerdì 16 maggio 2025
Chiara Zuccari
Sentieri Selvaggi

Nella religione islamica Al-Sirat indica il ponte sopra l'Inferno che ogni musulmano deve attraversare dopo la morte, nel Giorno del Giudizio - larga per i meritevoli e strettissima per i peccatori - e che lo condurrà alla vita eterna o alla dannazione. Non è un caso, quindi, che il regista Oliver Laxe, di origini galiziane, cresciuto in Francia per poi convertirsi all'Islam e stabilirsi in Marocco, [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 maggio 2025
Gianluca Arnone
La Rivista del Cinematografo

C'è un momento, in Sirat, in cui il suono smette di accompagnare e comincia a guidare. Non più colonna sonora, ma colonna vertebrale. Il film pulsa. Respira. Si fa carne e vibrazione. E allora capisci che quello che stai guardando non è un film. È una danza. È un rito. È un richiamo. Laxe - il visionario pellegrino del cinema europeo, cresciuto nel vento di Galizia e poi rigenerato tra dune, piste [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
sabato 17 gennaio 2026
 

Il film si aggiudica il riconoscimento alla 38esima edizione degli European Film Awards. Vai all'articolo »

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sabato 17 gennaio 2026
 

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sabato 17 gennaio 2026
 

Un padre e suo figlio cercano la figlia scomparsa tra i rave nel deserto marocchino, affrontando una realtà estrema e i propri limiti interiori. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 30 dicembre 2025
 

Sergi López in un thriller on the road vincitore del Gran Premio della Giuria all'ultimo Festival di Cannes. Dall'8 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 22 dicembre 2025
 

Un padre e suo figlio cercano la figlia scomparsa tra i rave nel deserto marocchino, affrontando una realtà estrema e i propri limiti interiori. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
venerdì 16 maggio 2025
Giancarlo Zappoli

Pedro Almodovar produce questo film in concorso al Festival. Vai all'articolo »

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