| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Andrea Corsini |
| Attori | Carolyn Bracken, Caroline Goodall, Paola Lavini, Elisabetta Caccamo, Marco Gambino Uliana Kuzmina, Fabrizio Odetto. |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 dicembre 2025
Una tragedia moderna dai toni del noir diurno in cui emergono gli elementi dell'horror psicologico.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella lingua italiana, ferina è un aggettivo che richiama la natura selvaggia, bestiale, feroce delle belve. Solo in rari e poetici casi del passato letterario e mitologico diviene sostantivo, quale fiera assetata di incontrollabile violenza. Andrea Corsini la adotta al plurale femminile quale titolo del suo esordio nel lungometraggio sviluppato dall'omonimo corto del 2019. Horror "materno" e umanista per contenuto, linguaggio e atmosfere, Ferine affronta in primis il multiforme tema della maternità negata e surrogata avvalendosi della reazione ancestrale del mammifero femminile quando viene privato della prole.
Il personaggio di Irene ne è emblematico: impossibilitata ad avere figli naturali, ricorre a un'illegale transazione con un'ambigua faccendiera per far propria una neonata partorita da una donna indigente. Ma un incidente stradale cambia il suo destino, e i suoi "appetiti". Senza entrare, naturalmente, nelle pieghe sinottiche di una trama che non deve né può essere svelata, Ferine è un testo dal gesto metamorfico della sua protagonista che non si arrende alla perdita figliale.
Ciò che Corsini mette in scena per il suo pubblico, dunque, altro non è che l'archetipo materno di protezione ad ogni costo. Irene è "tutte le madri" chiamate a sopravvivere contro tutto e contro tutti.
Interessante notare come ogni ruolo principale del film sia declinato al femminile: la protagonista, l'antagonista, la mediatrice e infine la figlia. Lo spazio vitale per gli uomini è quasi nullo, certamente irrisorio, evidentemente da cancellare anche ai minimi termini. La donna è infatti la "domina" che non solo sovrasta sulla volontà maschile, ma ne fagocita l'esistenza.
Ferine diviene un luogo simbolico dove la donna/madre affronta se stessa e le proprie fragilità, ancor prima dell'avversaria, e in definitiva lotta come una belva per trovare una propria identità e completezza.
Se formalmente il modello è l'horror classico italiano, specie quello "bestiale" e femminile alla Dario Argento, non esente da momenti splatter (e qui di cannibalismo), nutrito da una colonna sonora onnipresente alla Hitchcock, e dialogato per lo più in inglese (per le interpreti Carolyn Bracken e Caroline Goodall, rispettivamente irlandese e britannica) anche se d'ambientazione italiana, quello messo in racconto da Ferine è un cinema che attrae e respinge contemporaneamente così come non può prescindere dal binomio della "bella e la bestia". Perché è il lato oscuro a dare tridimensionalità ai "caratteri", specie in un lavoro dalle alte tensione, suggestione e inquietudine come questo, capace di affrontare con coraggio la complessità narrativa, visiva e interpretativa.
Unico italiano in concorso internazionale alla 35 esima edizione del Noir in Festival l'opera prima scritta e diretta da Andrea Corsini con protagoniste Carolyn Bracken (Oddity, You are not my mother), Caroline Goodall (Schindler's List, Hook) e Paola Lavini (Volevo nascondermi, Anime nere). Ferine è prodotto da Francesco Grisi e Giorgia Priolo per EDI Effetti Digitali Italiani, in associazione con [...] Vai alla recensione »