| Titolo originale | Pas de Vagues |
| Titolo internazionale | The good teacher |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Durata | 91 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Teddy Lussi-Modeste |
| Attori | François Civil, Shain Boumedine, Toscane Duquesne, Mallory Wanecques, Bakary Kebe Marianne Ehouman, Agnès Hurstel, Emilie Incerti-Formentini, Mustapha Abourachid, Francis Leplay, Fadily Camara, Walid Afkir, Gigi Ledron, Lucie Desclozeaux, Laurent Lévy, Dounia Sichov, Samira Baïbi, Wei Hu, Madioula Aidara, Bandiougou Diawara, Olivier Nicklaus, Margaux Billard, Lisha Pu. |
| Uscita | giovedì 27 febbraio 2025 |
| Distribuzione | No.Mad Entertainment |
| MYmonetro | 3,24 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 25 febbraio 2025
Un giovane insegnante di lettere viene ingiustamente accusato di cattiva condotta sessuale da un'adolescente della sua classe. Deve affrontare le accuse mentre la situazione si trasforma in una spirale fuori controllo. In Italia al Box Office Silenzio! ha incassato 25,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Periferia di Parigi. Julien è un giovane professore di lettere che cerca di coinvolgere e appassionare i suoi studenti, facendogli leggere e interpretare una poesia di Pierre de Ronsard e coinvolgendoli in attività extrascolastiche come quella di andare a mangiare un kebab con alcuni di loro. Un giorno Leslie, una delle sue alunne che è molto chiusa e ha una difficile situazione familiare alle spalle, lo accusa di molestie sessuali. Il fratello della ragazza, che ha un carattere irascibile, lo minaccia e lo vuol far cacciare dalla scuola. Il preside non prende posizione nei suoi confronti in attesa dello sviluppo degli eventi. I colleghi prima sembrano sostenerlo in blocco ma poi la maggioranza di loro è contraria ad aiutarlo economicamente nelle spese legali.
La situazione in classe diventa incandescente e Julien può contare solo sull'aiuto del suo compagno Walid. Ma anche nella loro coppia aumentano i momenti di tensione soprattutto perché con il passare dei giorni per Julien diventa sempre più difficile dimostrare la propria innocenza.
La scuola può diventare un inferno. Anche Julien, come Lucas in Il sospetto si ritrova accusato per un crimine che non ha commesso. Mads Mikkelsen e François Civil diventano figure che lottano contro i propri demoni. Sono isolate, vittime del pregiudizio. Ed entrambi i titoli mettono a fuoco una crescente angoscia.
Come il film diretto da Thomas Vinterberg, anche Silenzio! (in originale Pas de vagues), mostra la realtà scolastica ma con il respiro del thriller. Tutto comincia da una lettera e un primo piano e poi uno zoom su Julien mostrano come il protagonista si trovi già chiuso in trappola, in attesa del progressivo precipitare degli eventi; una parte del corpo insegnante non lo sostiene, il preside è immobile, gran parte della classe gli si rivolta, la polizia lo tratta con sospetto permettendogli di fare un esposto e non una denuncia e il fratello della studentessa che l'ha accusato non vede l'ora di fargliela pagare.
L'ambientazione diventa sempre più claustrofobica, pubblico e privato si confondono e un suo video in cui balla col compagno (che ritorna nei titoli di coda) sulle note di "Every Single Day" di Benassi Bros. diventa la scena chiave per mostrare la totale impotenza del protagonista in una scena che colpisce per la collettiva crudeltà e dove le immagini e i suoni dei telefoni degli studenti diventano come una raffica di pallottole su un condannato a morte.
Silenzio! è ispirato alla storia vera accaduta al regista Teddy Lussi-Modeste, che insegna ancora francese nella periferia parigina e che con questo film è al terzo lungometraggio dopo Jimmy Rivière e Il prezzo del successo. Il film analizza come gli equivoci soggettivi si trasformano in un violento 'j'accuse': una frase male interpretata o soprattutto un gesto (una sua alunna ha scritto "il prof. si è morso il labbro come in un film porno") possono infatti diventare letali.
François Civil si butta anima e corpo nel ruolo di Julien e sono quei ruoli in cui l'attore può dimostrare in pieno il proprio talento che comunque si era già visto soprattutto con i personaggi dell'agente della brigade anti-criminalité di BAC Nord di Cédric Jimenez e con la tormentata figura di Clotaire, sanguigno, passionale e violento, nel recente L'amore folle di Gilles Lellouche. La sceneggiatura scritta dal regista con Audrey Diwan (la cineasta che ha vinto il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021 con La scelta di Anne - L'événement) riesce adeguatamente a mettere a fuoco i personaggi principali e le loro contraddizioni anche se poi con alcuni diventa eccessivamente manicheo.
Inoltre il film perde il controllo soprattutto nella parte finale. Il pugno nello stomaco viene enfatizzato e si smarrisce la dialettica, tra insegnante e allievi. Cantet, con La classe, mostrava come lo scontro poteva essere paritario e umano. Qui prevale invece un punto di vista, certamente forte ma non assoluto.
Il film Silenzio! (Pas de Vagues) di Teddy Lussi-Modeste prendendo l’avvio sul canovaccio di una storia vera, ci permette una riflessione sulla crisi del processo formativo ed educativo in una popolazione adolescenziale di un sobborgo di una grande città francese (forse Parigi) dove il termine di povertà si coniuga con quello di miseria.
Teddy Lussi-Modeste, il regista di Silenzio!, ha scritto il film insieme alla regista e sceneggiatrice Audrey Diwan (Leone d’oro a Venezia nel 2021 con La scelta di Anne - L’Événement) ispirandosi a un’esperienza vissuta in prima persona quando insegnava in una scuola di Aubervilliers, comune del dipartimento francese Seine-Saint-Denis, alle porte di Parigi. Per interpretare la parte dell’alter ego Julien, giovane professore di francese ingiustamente accusato di molestie sessuali da una studentessa e vittima di un linciaggio morale e a tratti anche fisico, Lussi-Modeste ha scelto uno dei nomi emergenti del cinema francese: François Civil, candidato ai César con BAC Nord e La vita è una danza, premiato a Cannes nel 2019 con il Trophée Chopard per la rivelazione maschile dell’anno e interprete di d’Artagnan nei film di straordinario successo, tratta recentemente dal romanzo di Alexandre Dumas, I tre moschettieri – D’Artagnan (2023) e Milady (2024).
Bello e magnetico ma con un fondo di malinconia e fragilità negli occhi, Civil – che non ha le origini gitane del regista, il quale ha dunque eliminato dal ritratto autobiografico del personaggio la questione altrettanto delicata delle origini – si carica completamente il peso del dramma vissuto dal suo personaggio, messo alla gogna ingiustamente, violentemente attaccato dal fratello della presunta vittima e, soprattutto, lasciato solo dalla direzione della scuola e dai colleghi per la delicatezza delle accuse, senza che nessuno si preoccupi di sondarne la veridicità.
La spiegazione del titolo, che in italiano semplifica ma rispetta l’originale Pas de vague (cioè “niente onde”, espressione figurata che indica la necessità di “fare silenzio” o “tenere sotto silenzio” qualcosa), sta proprio dall’atteggiamento degli adulti di fronte alla vicenda. Julien cade vittima sia di una parola di troppo, ovvero di una fantasia inventata e fatta passare per vera, sia dell’assordante silenzio che lo circonda. Silenzio che, per di più, si ritorce contro il protagonista, quando la sua omosessualità a lungo tenuta nascosta viene rivelata da una lettera anonima (facendo così capire la differenza fra “coming out”, cioè decidere di rivelarsi, e “outing”, essere costretti a farlo) costringendolo a esporsi e a vedere ulteriormente minacciata la sua dignità di uomo e insegnante.
In Francia il successo del film ha dato vita anche a un hashtag, #pasdevagues, e rinsaldato la lotta anche politica di quei docenti che da anni denunciano il disinteresse delle amministrazioni e delle istituzioni scolastiche di fronte al clima d’intimidazione e violenza sia fisica sia psicologica che serpeggia in molti istituti, come era già stato raccontato mirabilmente nel capolavoro di Laurent Cantet La classe.
Quello di Teddy Lussi-Modeste è un film a tesi che mostra la degenerazione di un malinteso in un dramma, dentro il caos e la complessità della vita, con le sue sfumature, le sue ambiguità, le sue contraddizioni. Se il film, che il suo regista ha comunque definito «un grido di speranza», ha comunque l’aspetto di un incubo a occhi aperti è per merito di François Civil, capace di raccogliere una vasta gamma di emozioni, dalla dolcezza allo smarrimento, dalla paura alla rabbia.
Julien enseigne la littérature avec une passion qu'il espère transmette. Mais l'étude d'un poème amoureux, un exemple maladroitement choisi pour illustrer la flatterie galante, un regard mal interprété, et tout s'écroule. Une de ses élèves porte plainte contre lui pour harcèlement. Le frère de cette dernière, petite brute jouant la carte d'un patriarcat abusif à grands coups de menaces répétées contre [...] Vai alla recensione »