C'era una volta mia madre

Film 2025 | Drammatico, 102 min.

Regia di Ken Scott (II). Un film Da vedere 2025 con Leïla Bekhti, Jonathan Cohen, Joséphine Japy, Sylvie Vartan, Jeanne Balibar. Cast completo Titolo originale: Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan. Genere Drammatico, - Francia, 2025, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 4 dicembre 2025 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche - MYmonetro 3,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 novembre 2025

Tratto dal romanzo di Roland Perez «Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan» Vincitore del Prix Littéraire du Cheval Blanc 2022. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar, C'era una volta mia madre è 52° in classifica al Box Office. mercoledì 25 marzo ha incassato € 1.016,00 e registrato 40.730 presenze.

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,95
PUBBLICO 4,32
CONSIGLIATO SÌ
Un romanzo famigliare dai toni scherzosi, che racconta la storia vera di una donna sola contro tutti.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 26 novembre 2025
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 26 novembre 2025

Parigi, anni '60. Esther, madre di una numerosissima famiglia marocchina da poco immigrata, dà alla luce il suo ultimo figlio, Roland. Il piccolo nasce con un piede torto che gli impedisce di stare in piedi, ma questo non scoraggia Esther dal combattere perché Roland un giorno possa camminare con le sue gambe. Contro il parere dei medici e del marito, che suggeriscono l'uso delle stampelle, Esther sacrifica tutto per realizzare il suo obiettivo e alla fine vince la sua battaglia: Roland imparerà a camminare, si iscriverà a un corso di danza, farà l'attore prima e l'avvocato poi, si sposerà e avrà dei figli e fra le altre cose lavorerà per la cantante Sylvie Vartan, in gioventù idolo di tutta la famiglia.

La storia è quella del vero Roland Perez, avvocato e giornalista radiotelevisivo francese: la sua autobiografia pubblicata nel 2021 ha lo stesso titolo del film nella versione originale, Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan.

I tre protagonisti del libro - la madre Esther, il dio della tradizione ebraica (Perez viene da una famiglia di ebrei marocchini) e Sylvie Vartan, stella della musica pop francese nei primi anni '60 - sono gli stessi del film, con naturalmente in più l'io narrante dell'autore, da adulto interpretato dal celebre attore francese Jonathan Cohen.

La madre è l'oggetto costante dei pensieri del figlio (la cornice del racconto è data proprio dall'inizio del suo lavoro di scrittura autobiografica) e il centro piuttosto ingombrante della sua vita. Nella prima parte la vulcanica Esther (a cui Leïla Bekhti offre anche da anziana la sua presenza energica) domina ogni immagine e accompagna col suo fare travolgente il tono da commedia scherzosa del film, evidente sia nel ritmo del montaggio (aiutato dal ricorso continuo a canzoni d'epoca) sia nelle atmosfere palesemente artificiose. Il piccolo Roland non prende quasi mai voce ed è una pura emanazione della madre, quasi il film sposasse un po' ambiguamente il netto diniego dell'handicap da parte della donna.

Seguendo la tenace e un po' ottusa battaglia di Esther (che vuole l'emancipazione del figlio in quanto lotta identitaria e non come conquista di un diritto, tant'è che rifiuta di mandarlo a scuola scontrandosi per questo con l'assistente sociale interpretata da Jeanne Balibar), il film abbraccia il modello narrativo della donna sola contro tutti (in particolare contro medici e intellettuali), finendo per esaltare la figura di una guaritrice (Anne Le Ny) che rifiuta di farsi chiamare dottoressa ma che cura il figlio...

Inevitabilmente, C'era una volta mia madre incarna un modello di società individualista, svelando le origini canadesi del suo regista Ken Scott (in passato sceneggiatore di successi come La grande seduzione) e scegliendo la via un po' facile dell'identificazione immediata dello spettatore.

Al tempo stesso, è proprio la presenza soffocante della madre a dare vita a Roland come individuo e a soffocarlo con il suo amore. Per quanto ci provi, anche da sano e da adulto l'uomo non sfugge al fantasma della madre, non a caso idealmente replicato nella moglie (che è una donna indipendente e forte, ma pure lei in qualche modo forgiata da Esther) e nella stessa Sylvie Vartan, di cui Roland è stato effettivamente collaboratore e amico e che nel film interpreta se stessa.

Nel momento del traumatico distacco fra figlio e madre (che arriva, anche se un po' tardi), è proprio la figura dell'artista a fare da spartiacque: prima conquista personale di Roland, quando da bambino ne scopre le canzoni grazie alla sorella, Sylvie diventa "sua" e non "di sua madre" sancendo una inevitabile rottura. Sylvie è il discrimine tra Roland come creazione di Esther e Roland come uomo indipendente: due identità che nel tempo troveranno una convivenza, senza però arrivare a una vera sintesi.

In fondo, quello di Roland ed Esther è un classico romanzo familiare. Lui, il figlio, cerca la libertà; lei, la madre, vuole il meglio per il suo bambino. Il resto è quasi un accidente nelle vite di entrambi. Non è un caso, che il vero Roland Perez abbia fatto della sua mamma il fulcro della propria autobiografia, scegliendo di congedarsi dal pubblico (nel libro come nel film) con un'elegia verso la donna che dimostra l'inflessibilità quasi patologica di un amore.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 9 maggio 2025
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Un capolavoro cinematografico e di sentimenti

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RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 13 dicembre 2025
Filiberto Molossi
La Gazzetta di Parma

«Non riuscirai mai a liberarti di quella donna». Ci sono il dio degli ebrei, che non fa miracoli a richiesta, ogni tipo di (rassegnati, ottusi, inconcludenti) medici, una guaritrice che non vuole essere chiamata dottoressa: e Silvye Vartan (nel ruolo di se stessa), bella e carismatica anche in una tv ancora in bianco e nero. Ma soprattutto c'è lei: incontenibile, inarrestabile, invadente, ossessiva, [...] Vai alla recensione »

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martedì 25 novembre 2025
 

L'emozionante storia vera di una madre straordinaria. In anteprima il 26, 27 e 29 novembre e dal 4 dicembre al cinema. Vai all'articolo »

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martedì 2 dicembre 2025
 

Tratto dalla storia vera di una madre incredibile Da giovedì 4 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

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