| Anno | 2022 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Russell Crowe |
| Attori | Russell Crowe, Liam Hemsworth, Rza, Aden Young, Steve Bastoni Daniel MacPherson, Elsa Pataky, Jacqueline McKenzie, Lynn Gilmartin, Matt Nable, K Callan, Benedict Hardie, Dan Matteucci, Molly Grace, Paul Tassone, Addam Bramich, Brooke Satchwell, Jack Thompson, Jemima Quinn, Heidi Garrow, Zack Grech, Oscar Mitchell. |
| Uscita | giovedì 24 novembre 2022 |
| Distribuzione | Vertice360 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,46 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 24 novembre 2022
Un miliardario escogita un pericoloso poker. Ma ben presto si renderà conto che ad essere in pericolo è lui stesso. In Italia al Box Office Poker Face ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 217 mila euro e 123 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Jake Foley, 57 anni. Professione: giocatore d'azzardo. Quando era adolescente ha avuto una delle esperienze più elettrizzanti della sua vita con i suoi amici: è riuscito infatti a non farsi derubare i soldi di una vincita a poker dal fratello più grande di uno di loro saltando nella cascata del fiume. Nel corso degli anni Jake è diventato miliardario. Ha una villa lussuosa e ipertecnologica a Miami piena di opere d'arte di cui è un grande appassionato. Nasconde però un segreto che non ha detto a nessuno, neanche alla sua famiglia. Decide così di riunire i suoi vecchi quattro amici di un tempo per una partita a poker ad alto rischio. L'incontro inizialmente è rilassato anche se nel gruppo c'è chi ha con Jake un rapporto conflittuale, di amore-odio oppure nasconde dei segreti; l'obiettivo del padrone di casa però è quello di ottenere giustizia su ognuno di loro. I suoi piani però saltano quando dei criminali riescono ad entrare nella sua villa e a quel punto deve fare di nuovo squadra con l'inseparabile gruppo di un tempo.
C'è ancora una vicenda di famiglia. Se nel suo esordio come regista, The Water Diviner, il protagonista andava alla ricerca dei figli scomparsi in guerra, in Poker Face invece mostra in modo impetuoso i legami con le sue famiglie: quella naturale e quella dei suoi amici.
Forse questo suo secondo film dietro la macchina da presa è il suo 'grande freddo'. Non è tanto la storia che lo accomuna al film di Lawrence Kasdan ma è proprio la necessità di ritrovarsi, di non accettare la perdita (ancora The Water Diviner) e di non lasciare che il tempo possa annebbiare il ricordo. In un museo Jake fissa un dipinto con l'acqua. È come ipnotizzato. Ma non tanto dal quadro ma proprio da un'immagine che resta lì, fissa e che non attiva più il flashback. L'inizio è nel segno della nostalgia. Ancora l'acqua con il salto nella cascata del protagonista e i suoi amici per difendere la vincita a poker da chi gliela voleva sottrarre. Scorre, forse, il desiderio di quel cinema sulla nostalgia tra gli anni '70 e '80: Peter Bogdganovich (L'ultimo spettacolo), John Milius (Un mercoledì da leoni), Kevin Reynolds e Kevin Costner (Fandango). Sono solo frammenti confusi, che non prendono mai una forma compiuta. Probabilmente sono i tanti film che Crowe vorrebbe fare lasciandoli a metà. Poker Face, al di là del titolo, non alimenta la tensione sul tavolo da gioco. Inizialmente ci prova, poi cambia strada e prende altre direzioni. Lo scopo di Crowe, come di Jake - alter-ego (?), altra possibile identità dell'attore australiano - è "rimanere nel gioco il più a lungo possibile". Per farlo ha bisogno anche degli altri personaggi che il protagonista vorrebbe muovere come pedine ma in seguito i piani saltano.
Poker Face non è un film lucido ed è travolto dalla sua stessa ambizione, soprattutto a livello di sceneggiatura (scritta dallo stesso attore con Stephen M. Coates) dove ci mette dentro troppe situazioni che fatica a gestire. Ma è proprio la mancanza di compattezza uno dei motivi che lo rendono imprevedibile, sfuggente, affascinante. La villa di Miami è il set-bunker che contiene insieme dramma terminale, cinema nostalgico ed heist-movie. Dal momento in cui entrano nella casa di Jake i criminali si gioca un'altra partita a poker, dove le carte in gioco sono i tre fucili e l'unico proiettile di una pistola. Insistito nelle allucinazioni, Poker Face è forse meno riuscito ma più sorprendente rispetto a The Water Diviner. Il finale è uno slancio di generosità. Del protagonista verso gli altri personaggi ma anche di Crowe regista nei confronti degli altri attori che vede tra i protagonisti anche Liam Hemsworth, RZA e Steve Bastoni. Come attore, non ha bisogno di rubare le inquadrature; basta il modo come viene ripreso di nascosto al museo da uno smartphone. Oggi è tra i pochi attori che solo con un primo piano sul suo volto già riesce a raccontare la storia del suo personaggio.
...per quanto risulti inespressiva e senza far trapelare sentimenti quella del regista/protagonista Crowe. Onestamente questo film non mi ha suggerito nulla. Ero partita sperando in quella che sarebbe dovuta essere una nuova, folforante epopea sul tavolo verd ed invece... Invece di gioco qua ne ho visto solo pochi secondi (e fatto pure male!) e di cavolate invece ne ho viste anche troppo.
Si comincia con i protagonisti che son ragazzi, quindi si salta al presente. Uno degli amici ha fatto i miliardi con il poker, invita gli altri per giocare ma soprattutto per scoprire i segreti di ciascuno e rivelare il proprio (e tragico). Una strana partita, una strana serata. E uno strano film: che cambia pelle a ripetizione. Niente di male, in linea di principio, e d'altro canto in linea di principio [...] Vai alla recensione »