| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Daniele Vicari |
| Attori | Isabella Ragonese, Francesco Acquaroli, Matteo Martari, Vinicio Marchioni Dario Aita, Giordano De Plano, Milena Mancini, Barbara Esposito, Elena Gigliotti. |
| Tag | Da vedere 2021 |
| MYmonetro | 3,05 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 giugno 2021
Il primo film girato quando il mondo intero era in lockdown nell'isolamento totale e tutti i set erano chiusi.
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CONSIGLIATO SÌ
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L'allarme per un possibile attacco terroristico a Roma con armi chimico/batteriologiche fa sì che vengano date disposizioni affinché nessuno esca di casa o, se fuori, vi faccia ritorno al più presto. Un coppia in crisi per un grave lutto, una che si sta formando, un attore con la compagna che ha scritto un copione e un restauratore presso cui cerca rifugio la moglie del suo migliore amico. Questi sono i protagonisti delle storie che Andrea Cedrola e Daniele Vicari hanno scritto per un film realizzato 'a distanza' durante il lockdown rigido della primavera 2020.
"Nelle case non c'è niente di buono quando la porta si chiude dietro un uomo" cantava Gaber nel 1974 quando si discuteva sul valore o meno del 'privato' rispetto al 'politico'.
Sono trascorsi decenni e, in un contesto decisamente mutato, la frase sembra avere ancora un suo senso. La pandemia ha costretto tutti a confrontarsi con quelle porte chiuse che facevano sì che problemi e difficoltà relazionali incancreniti o per lungo tempo rimossi emergessero in modo quasi ineluttabile. Vicari lo ha intuito da subito e, sfruttando l'attentato terroristico e concentrando l'azione nella capitale, ha messo in scena in modo assolutamente credibile le tensioni di cui sopra. Uno dei pregi che il suo cinema ha sempre avuto è quello della scrittura che, anche quando sfiora generi o situazioni che il cinema ha già affrontato, sa come far emergere una propria originalità. Lo sviluppo dei rapporti di questi uomini e donne viene condizionato ovviamente dall'impossibilità di abbandonare il luogo in cui si trovano (cosa che vale anche per gli attori e le attrici nonché per il regista) ma, quasi per assurdo, il film ne esce rafforzato perché si lavora di sintesi e la concentrazione è ad alto livello. Uno solo dei personaggi ha la possibilità di trovarsi all'aperto in campagna tenendo i contatti con il telefono cellulare. Ha però anche lui compagnia ed è quella, ci si consenta l'apprezzamento del versante comico in un film che non è e non vuole essere una commedia, di un asino così 'espressivo' da far risvegliare al memoria cinefila pensando a Francis il mulo parlante. Molti, durante quel lockdown, hanno conosciuto se non vissuto situazioni analoghe o simili a quelle che accadono nel film. Si sono protratte per mesi non solo per un giorno e una notte. Quindi Vicari dovrebbe pensare seriamente a scrivere una serie perché ci piacerebbe sapere... cosa è successo dopo.
Non so, ma personalmente non ci ho trovato nulla di entusiasmante in questo prodotto "covid related". Le solite trame, le solite situazioni, i soliti dialoghi. E poi la sensazione di un film...come dire... industriale...di bassa qualità...raffazzonato alla bell'e meglio...stessa sensazione provata nel vedere "L'arrivo di Wang".
È stata usata l'espressione smart film, per descrivere questo Il giorno e la notte, ultimo, atipico lavoro di Daniele Vicari,distribuito sulla piattaforma del servizio pubblico RaiPlay. "Smart", d'altronde, è un termine inglese con cui abbiamo imparato ampiamente a convivere, in particolare in riferimento al cosiddetto smart working; una pratica, quest'ultima, a cui parte della popolazione mondiale [...] Vai alla recensione »