Europa

Film 2021 | Drammatico, +13 75 min.

Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata75 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diHaider Rashid
AttoriAdam Ali, Svetla Yancheva, Pietro Ciciriello, Mohamed Zouaoui, Michael Segal Ivan Forlani, Ahmet Oztürk.
Uscitagiovedì 2 settembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,44 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Haider Rashid. Un film Da vedere 2021 con Adam Ali, Svetla Yancheva, Pietro Ciciriello, Mohamed Zouaoui, Michael Segal. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2021, durata 75 minuti. Uscita cinema giovedì 2 settembre 2021 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,44 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un giovane iracheno sta tentando di entrare in Europa ma si trova a dover cercare rifugio in un'oscura foresta. In Italia al Box Office Europa ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 13,2 mila euro e 6,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,38
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un viaggio polisensoriale che immerge lo spettatore nell'esperienza concreta della migrazione.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 14 luglio 2021
Recensione di Paola Casella
mercoledì 14 luglio 2021

Un ragazzo iracheno cerca di attraversare il confine fra la Turchia e la Bulgaria per raggiungere l'Europa, ma viene immediatamente fermato da quelle forze di polizia di frontiera che spesso si alleano alla criminalità organizzata. Dunque il ragazzo fugge attraverso i boschi, cercando di rimanere vivo.

Europa, scritto e diretto dal figlio di un immigrato iracheno e una madre italiana, racconta l'esperienza della migrazione facendoci provare a livello polisensoriale che cosa voglia dire affrontare quel viaggio, non in astratto ma nella concretezza immediata del qui e ora: come succede ogni giorno ai migranti.

Haider Rashid azzera qualunque distanza fra lo spettatore e il suo protagonista gettandoci dentro un'esperienza immersiva epidermica: sentiamo il caldo, la fame, la stanchezza, e soprattutto il terrore così come li avverte il ragazzo ridotto a nutrirsi di bacche e uova trovate per caso, con la suola delle scarpe tagliata a metà e le ferite inferte dalla natura e dagli uomini. I nemici compaiono all'improvviso davanti ai suoi e ai nostri occhi, e sono nemici senza identità, corpi armati senza nome.

Anche i cadaveri che incontra lungo il suo percorso appaiono a sorpresa, costanti memento mori per un ragazzo che va avanti con la sola forza della disperazione. Forse l'incontro più straniante rimane quello con una donna che carica il ragazzo in macchina parlandogli in una lingua sconosciuta e reagisce a lui con un misto di empatia e di orrore.

Cinematograficamente, l'esperienza di Europa ricorda quella di Garage Olimpo o de Il figlio di Saul: un percorso a ostacoli attraverso un inferno che percepiamo con tutti i cinque sensi.

È quasi un film muto, se si eccettuano i suoni del respiro affannoso del protagonista e degli spari che ogni tanto squarciano il silenzio del bosco. Il protagonista, pur nella sua naiveté, risulta credibile e suscita istantanea empatia, sia per la sua giovane età sia per la condizione di totale straniamento in cui si trova, che Rashid ci spinge a condividere attraverso una regia costantemente aderente al momento e appiccicata al suo personaggio.

Europa è una storia minima di elementare sopravvivenza, ed è la storia di molti: in epoca di sovranismi è necessario riprodurla nella sua essenzialità per ricordare che nessuno si sottoporrebbe a un simile calvario se non fosse costretto a lasciare il proprio Paese, e che non è possibile chiamarsi fuori da questa esperienza umana limitandosi a bloccarle la strada.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 5 settembre 2021
FabioFeli

Dopo pochi secondi carichi di tensione nella notte, per i migranti c’è appena il tempo di pagare le guide che li hanno condotti in Turchia fino al confine bulgaro: già parte la caccia dei “volontari bulgari” avvertiti dell’arrivo dei profughi; urla imperiose nella notte, spari, sventagliate di luci sulla scena a sprazzi, c’è chi corre e viene colpito, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 5 settembre 2021
Giovanni Bogani

Li abbiamo visti in questi giorni. Corpi e anime in fuga, corpi aggrappati ai carrelli degli aerei, corpi ammassati, corpi come cose, come stracci. Corpi che, a decine di migliaia, i più fortunati, si disperderanno sulle mille rotte accidentate, dolorose, mortali per arrivare in Europa.

Ed Europa si chiama il film di Haider Rashid, regista italo/irakeno: il padre irakeno curdo, la madre italiana, Haider ha studiato cinema in Gran Bretagna. Un film che racconta la storia di uno di loro. Un corpo in fuga, un respiro, una corsa disperata verso la sopravvivenza.

Ovviamente, Europa è nato prima della tragedia che l’Afghanistan ha vissuto e sta vivendo nei giorni in cui scriviamo. Ma Haider Rashid racconta una storia che si ripete, da decenni, in forme simili, anche se in scenari geografici diversi. Presentato alla Quinzaine des réalisateurs all’ultimo festival di Cannes – è una sezione non competitiva, ma può dare origine ad alcuni riconoscimenti – Europa ha vinto il Beatrice Sartori Award, il premio assegnato dalla critica indipendente.

È un film molto breve – 72 minuti – e raccontata in modo essenziale. In pratica, tutto il film sta addosso al volto, al respiro, agli sguardi, ai movimenti del protagonista, interpretato da Adam Ali, attore britannico di origine libica: anche lui, come il regista Haider Rashid, frutto dell’incontro di due mondi, due culture, due diverse linee di galleggiamento sulla superficie del mondo. Haider e Adam hanno trovato subito sintonia, e il regista ha lasciato che il film corresse tutto addosso al suo protagonista, che fosse scandito dal suo passo, dai suoi respiri, che avesse il suo suono, verrebbe quasi da dire: il suo odore.

C’è uno sguardo ad un gruppo di clandestini solamente nel prologo. Sono dei migranti, condotti al confine tra Turchia e Bulgaria da una delle tante bande di trafficanti. I migranti pagano, poi – nel buio illuminato dalle torce elettriche – anche quello straccio di speranza viene tradito: i migranti vengono consegnati alla polizia di confine, dalle stesse persone che hanno pagato, perché li aiutassero a passare la frontiera. Pochi riescono a scappare, Kamal (Adam Ali) è uno di loro. Da quel momento, il film seguirà lui, solo lui. La colonna sonora di un film che non ha musica sarà il suo respiro.

Qualche volta, saranno le note smozzicate di una canzone, una specie di ninna nanna. Perché Kamal, che fugge con addosso la maglietta di Mohammad Salah, attaccante del Liverpool, è ancora un ragazzo, è ancora un bambino. La canzone, peraltro, era quella che la madre di Adam Ali gli cantava, da bambino.

Corre, il ragazzo. Come Mohammad Salah quando fa una delle sue volate sulla fascia: ma lì ci sono migliaia di spettatori, milioni di euro ad aspettarlo, Salah corre più forte di tutti per entrare in area, per fare goal. Anche Kamal cerca di entrare in area, cerca di fare goal. Ma il suo campo non è un prato verde, il suo campo è un bosco denso di morte. Anche la telecamera gli sta sempre addosso, come se già quello fosse un inseguimento. E quando lo sguardo del regista si volge verso la natura, verso il “fuori” da Kamal, è come se la vedessimo con gli occhi di lui: deformata dal grandangolo, surreale. Ma poi, Haider torna a scrutare il volto di Kamal: e a leggere affanno, disperazione, confusione, voglia di sopravvivere.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 5 settembre 2021
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Haider Rashid è europeo, ed è italiano, essendo nato il 23 maggio 1985 a Fiesole, da padre iracheno e madre italiana. È invece senza patria, nonostante il passaporto iracheno, il suo Kamal (Adam Ali). Con lui - e quasi addosso a lui, sentendone il fiato e la paura - attraversiamo una foresta vuota di ogni umanità, sul confine tra Bulgaria e Turchia.

venerdì 3 settembre 2021
k.J. Yossman
Variety

Il regista italoiracheno Haider Rashid rimase sconvolto quando lesse per la prima volta dei pericoli incontrati dai migranti sulla cosiddetta rotta balcanica. Da quello shock è nato Europa, film che offre uno sguardo sulla vita di un migrante senza nome (interpretato dal britannico Adam Ali) in lotta per la vita nelle ostili foreste della Bulgaria. La storia guarda al passato (il padre di Rashid percorse [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 settembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Se la terra promessa è una caccia all' uomo c' è da stabilire che cosa dev' essere la stazione di partenza. E il protagonista, bravissimo, è nel mirino dei cacciatori di migranti bulgari che fanno un safari ai danni dei profughi. Altro che Salvini... Confini di un' Europa marcia e disumana in cui si capisce perché vogliono tutti sbarcare in Italia.

martedì 31 agosto 2021
Roberto Chiesi
Cineforum

Il regista e produttore italiano di origine irachena Haider Rashid, dopo il film di finzione Sta per piovere (2013), su un giovane italiano di origine algerina minacciato di espulsione, e il documentario No Borders (2016), sui centri di accoglienza per migranti autogestiti a Roma e a Ventimiglia, con Europa sperimenta un cinema "immersivo", sulla linea de Il figlio di Saul (2015) di László Nemes, dove [...] Vai alla recensione »

sabato 17 luglio 2021
Matteo Galli
Close-Up

Ci sono temi estremi che richiedono forme estreme. È questo il principio a cui si è attenuto con rigore il regista italo-iracheno Haider Rashid, nato e cresciuto e Firenze da madre italiana e padre iracheno. Europa presentato e premiato (Beatrice Sartori Award) alla Quinzaine di Cannes è un film bello ed estremo da diversi punti di vista: unità di luogo e (quasi) di tempo, unità di azione, un unico [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Daria Pomponio
Quinlan

L'informazione mediatica talvolta è assai spietata nelle scelte editoriali, e punta tutto e subito su ciò che al momento fa notizia. Per cui ecco che, mentre la pandemia da Covid 19 ruba sempre più la scena al tema dei flussi migratori, il cinema può a pieno diritto raccogliere la sfida di raccontarli, cercando tra l'altro di approfondire quello che spesso dalle news nude e crude è assente: il fattore [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Luca Mosso
Il Manifesto

«Soldi! Ancora soldi o vi rimandiamo indietro!» urlano gli uomini armati. Qualcuno protesta, altri sono rassegnati. «Ancora tre ore di marcia» rispondono, contando in fretta il denaro. Lungo il confine turco-bulgaro, di notte, dove la polizia non vede, uomini e donne irachene cercano di entrare clandestinamente in Europa. Il pagamento non è risolutivo e, superato uno stretto passaggio, si scatena l' [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 luglio 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Destinazione Europa. L'italo-iracheno Haider Rashid porta alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes il suo nuovo film di finzione (realizzato otto anni dopo Sta per piovere e i due documentari Street Opera e No Borders, del 2015 e 2016). Il giovane Kamal (Adam Ali) è scappato dall'Iraq per cercare di entrare nella "Fortezza Europa". Al confine tra Turchia e Bulgaria, mercenari locali cacciano ferocemente [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 2 agosto 2021
 

L'opera italiana che a Cannes ha convinto tutti per la capacità di immergere lo spettatore nella storia. Dal 2 settembre al cinema. Guarda »

NEWS
lunedì 2 agosto 2021
 

Un giovane iracheno sta tentando di entrare in Europa ma si trova a dover cercare rifugio in un'oscura foresta. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
mercoledì 14 luglio 2021
Paola Casella

Un film di Haider Rashid. Presentato a Cannes e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

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