| Titolo originale | Bloodshot |
| Anno | 2020 |
| Genere | Azione, Drammatico, Fantasy, |
| Produzione | USA |
| Durata | 109 minuti |
| Regia di | Dave Wilson (I) |
| Attori | Vin Diesel, Eiza González, Toby Kebbell, Sam Heughan, Guy Pearce Talulah Riley, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Lamorne Morris, Siddharth Dhananjay, Alex Hernandez, Tamer Burjaq, Clyde Berning, David Dukas, Charlie Bouguenon, Tyrel Meyer, Frans Steyn, David Davadoss, Alex Anlos, Nic Rasenti, Ryan Michael Sin, Michael Kirch, Ryan Kruger, Austin Rose, Gary Naidoo, Hilton Sun, Tsogt Bayasgalan, Donovan Goliath, Freyja Stern, Keeno Lee Hector, Jeremy Boado, Maarten Römer, Shelani Van Niekerk, Jason Goliath. |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo 2020
L'adattamento del fumetto omonimo, su un essere speciale chiamato Bloodshot. Al Box Office Usa Bloodshot ha incassato 10,5 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il marine Ray Garrison dice di essere uno che torna sempre a casa e infatti anche la sua missione a Mombasa ha avuto successo. Si gode quindi un po' di licenza in Italia, tra la base di Aviano Gentile e una gita in auto ad Amalfi (quasi fosse dietro l'angolo) con la moglie Gina. Entrambi vengono rapiti e la loro situazione sembra senza speranza, ma poi Ray si sveglia in un laboratorio ad altissima tecnologia dove scopre gli sono stati innestati dei prodigiosi naniti nel sangue, che fanno di lui un supersoldato. Userà questi nuovi poteri per cercare vendetta, ma è davvero libero come crede?
Adattamento delle origini di un personaggio a fumetti Valiant Comics apparso per la prima volta nel 1992, Bloodshot arriva tardi in un filone ormai abusato e senza elementi di novità.
Anzi è evidente il passo indietro rispetto alla diversificazione che si è tentata nei film di supereroi degli ultimi anni, dove per personaggi più violenti o controversi si è rischiato un visto di censura più duro del solito PG-13 americano. Così si sarebbe dovuto fare anche in Bloodshot, le cui storie migliori hanno a che fare con il trauma delle guerre combattute, con un orrore che è mentale ma pure fisico, perché si tratta di un personaggio che come Wolverine o Deadpool si rigenera dalle ferite subite. Ma a che serve avere un protagonista simile se poi si deve stare ben attenti a come lo si ferisce evitando schizzi di sangue, interiora o menomazione troppo brutali (e pure parolacce)? Alla Sony devono aver pensato che se l'operazione di un personaggio dal coté horror ridotto a un rating per famiglie aveva funzionato con Venom, allora si poteva replicare anche con Bloodshot, ma era un pensiero fallace. Sia perché il protagonista non è certo altrettanto famoso, sia perché gli elementi adulti della sua storia sono proprio quelli che lo rendano relativamente unico.
Ci si ritrova invece a osservare una versione indistruttibile di Vin Diesel - quindi non certo una novità - che abbatte noiosamente avversari indegni di lui. L'unico momento visivamente interessante arriva alla fine, quando Ray si scontra contro due soldati dotati di potenziamenti robotici, tra le trombe di ascensori esterne a un altissimo palazzo. Qui l'esperienza del regista esordiente David S. F. Wilson con gli effetti speciali torna utile, ma altrove è chiaro che difetta di una visione originate tanto nel dramma quanto dell'azione. Altre scelte infelici sono la spalla comica afroamericana con in bocca battute imbarazzanti, così come il ritratto vagamente razzista del tecnico informatico indiano normodotato. L'identità del vero villain è poi così prevedibile che non vale nemmeno la pena di commentarla, e tra i comprimari a Eiza Gonzáles, di indubbia presenza scenica, tocca un personaggio a dir poco appena abbozzato. Caricaturale anche la rappresentazione dell'Italia, immersa in una color correction più gialla di un lingotto d'oro. Il passaggio forse più interessante della sceneggiatura è una sorta di commento meta-narrativo sul tropo della "donna nel frigorifero", ossia una figura femminile cara al protagonista che la sceneggiatura sacrifica con un terribile destino per motivare l'eroe. In questo caso il tropo è utilizzato e poi smascherato esattamente per quello che è: una fin troppo comoda e abusata soluzione narrativa. Peccato che al suo posto non si trovi niente di più intelligente per mandare avanti la vicenda. Tra la poche idee di messa in scena c'è una sparatoria in un tunnel di Budapest, bloccato da un tir rovesciato che trasporta farina. Tutta la scena è imbiancata dalla polvere, ma il risultato è più confuso che suggestivo e per altro viene da chiedersi che ne sia stato del conducente del tir che il protagonista ha fatto schiantare: per non macchiare l'eroe il film non lo mostra e non lo nomina, quasi il tir si guidasse da solo. Vin Diesel dal canto suo ci mette il fisico e la voce profonda ma poco altro, inadatto del resto da sempre a interpretare personaggi tormentati come dovrebbe essere Bloodshot. Il pubblico americano non ci è cascato e ha disertato le sale ancora prima che scoppiasse il coronavirus, abortendo sul nascere il progetto di Sony di dare vita a un franchise basato sui personaggi Valiant. Ci riproverà la Paramount con gli Harbinger, speriamo con idee migliori...
La nuova avventura cinematografica di Vin Diesel è un cinecomic: Bloodshot è infatti tratto dall'omonimo fumetto inventato nell'ormai lontano 1992 da Kevin VanHook, Don Perlin e Bob Layton per la casa editrice Valiant Comics.
La storia racconta del personaggio che dà il titolo al film, all'anagrafe Raymond Garrison, il quale è un ex militare statunitense a cui vengono inseriti dei nano-droidi nel corpo. Questi gli consentono di avere poteri sovrumani a livello di prestazioni fisiche e di avere la capacità di rigenerare le ferite. Garrison però ha visto la sua memoria venire cancellata, non ricorda bene la sua vita precedente ma sa di aver amato una donna di nome Gina che è stata uccisa: il suo obiettivo diventa quindi la vendetta contro gli ha portato via l'amore.
Tra i personaggi più noti della scuderia dell'ormai defunta Valiant, Bloodshot è oggetto di culto per una piccola nicchia di appassionati ma è praticamente ignoto al grande pubblico, tanto in Italia quanto negli USA.
Il personaggio è un vero e proprio super(anti)eroe anche se ne rappresenta una versione molto anni 90, incredibilmente steroidea ed estremamente violenta, con conseguenti e abbondanti zone di grigio per quanto riguarda la sua moralità, non sempre per forza specchiata.
Ancora oggi evidentemente figlio del suo tempo e di un'epoca di forte disillusione, Bloodshot ha avuto una storia editoriale piuttosto discontinua anche se ha conosciuto un ottimo successo per tutta la prima parte della sua "vita": come detto, nasce nel 1992 come alter ego dotato di nanodroidi non di un ex soldato bensì del killer mafioso italo-americano Angelo Mortalli, anche in questo caso reduce da un processo di cancellamento della memoria. L'identità e le origini di Bloodshot vengono ripensate una prima volta nel 1994 ma è solo nel 2012, con il reboot definitivo della serie di fumetti a lui dedicata, che si arriva alla versione che Vin Diesel porta sul grande schermo.
L'attore di Fast & Furious però non è il solo membro di un cast piuttosto ricco, che vede la presenza anche di Eiza González, Sam Heughan, Toby Kebbell, Lamorne Morris, Talulah Riley, Alex Hernandez, Jóhannes Haukur Jóhannesson e, soprattutto, Guy Pearce.
Si visto oggi in streaming,originale con sottotitoli.Buon/ottimo film visto purtroppo nel momento piu'nero del nostro Cinema ormai chiuso da 3/4settimane almeno qua in Lombardia,naturalmente per il "maledetto virus".Bloodshot e'tratto da un comics/fumetto anni 90,sconosciuto o quasi qui in Italia.La star e'un perfetto Vin Diesel nel ruolo di un soldato superpotenziato(quasi x [...] Vai alla recensione »
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