The Umbrella Academy

Film 2019 | Azione, Fantasy

Regia di Andrew Bernstein, Peter Hoar, Ellen Kuras, Stephen Surjik, Jeremy Webb. Una serie con Aidan Gallagher, Cameron Britton, Eden Cupid, Cameron Brodeur, Ethan Hwang. Cast completo Titolo originale: The Umbrella Academy. Genere Azione, Fantasy - USA, 2019,

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Una serie tv tratta dai popolari fumetti vincitori del premio Eisner, creati e scritti da Gerard Way. Ha vinto un premio ai ADG Awards,

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La famiglia riunita dalla minaccia di un'apocalisse globale.

Nello stesso giorno del 1989, quarantatré neonati nascono in svariate parti del mondo da donne che non si conoscono e che fino al giorno prima non avevano mostrato segni di alcuna gravidanza. Sette vengono adottati da Sir Reginald Hargreeves, un industriale miliardario, che dà vita all'Umbrella Academy e prepara i suoi "bambini" a salvare il mondo. Ma i suoi piani vanno in fumo. Negli anni dell'adolescenza, fratture interne alla famiglia portano allo scioglimento della squadra. La morte di Hargreeves fa riavvicinare i sei membri sopravvissuti, che ormai hanno circa trent'anni. Luther, Diego, Allison, Klaus, Vanya e Number Five collaborano per cercare di scoprire cosa si cela dietro la misteriosa morte del padre. Ma la famiglia così ricomposta è nuovamente divisa dalle personalità divergenti e dalle abilità contrastanti, oltre che dall'imminente minaccia di un'apocalisse globale.

Episodi: 10
Regia di Stephen Surjik, Jeremy Webb, Andrew Bernstein, Peter Hoar, Ellen Kuras, Amanda Marsalis, Tom Verica.

La seconda stagione della serie

Recensione di a cura della redazione

L'apocalisse arrivò e distrusse il mondo come era previsto, ma l'Accademia Umbrella riuscì a fuggire. Grazie ai poteri di n. 5 che ha riportato tutti i membri della Umbrella Academy in adolescenti e li ha trasportati indietro nel tempo. Con anni per prepararsi all'apocalisse, possono essere uniti come una squadra per fermare il loro destino. Supponendo che Vanya numero 7 "Il violino bianco" ricordi gli eventi precedenti agli eventi del concerto, diventerà un'adolescente incredibilmente arrabbiata.
Episodi: 10
Regia di Andrew Bernstein, Peter Hoar, Ellen Kuras, Stephen Surjik, Jeremy Webb.

Una serie afflitta dalla lungaggine, troppo compiaciuta, che nelle sue dieci ore finisce per risultare ripetitiva e prevedibile

Recensione di Andrea Fornasiero

Anni fa un misterioso fenomeno di inspiegabili e immediate gravidanze, ha fatto venire alla luce alcuni bambini. Sette tra loro sono stati adottati dallo scienziato Reginald Hargreeves, che li ha cresciuti come un team di giovani supereroi mascherati, la Umbrella Academy, e nel mentre ha studiato i loro poteri. O meglio quelli di sei tra loro, visto che la settima sembra non avere nulla di speciale e si vendicherà di essere stata l'outsider del gruppo con un libro sul padre senza cuore e sui fratelli adottivi. Anche gli altri con gli anni hanno abbandonato il progetto paterno e si sono separati, chi divenendo una star del cinema, chi sprofondando nella tossicodipendenza, chi in una lunga missione sulla Luna. Alla morte di Reginald tutti loro si riuniscono, incluso il numero 5, scomparso da ragazzo e dato per disperso nel tempo ma ora ritornato con un messaggio: la fine del mondo arriverà tra otto giorni.

Otto giorni lunghi però ben dieci puntate, la gran parte delle quali con durata superiore ai cinquanta minuti, il tutto per adattare meno che un paio di volumi a fumetti di poco più di cento pagine ciascuno. E nonostante questa sproporzione c'erano molte più idee nel fumetto che non nella serie Tv, che cerca disperatamente di essere di culto, ma proprio per questo non sorprende mai.

Produzione realizzata con tutti i crismi, nel cast dove spicca Ellen Page in un ruolo ingrato, negli effetti speciali, nelle scenografie e nei costumi, Umbrella Academy è afflitta dalla lungaggine, per altro ottenuta in modo fin troppo facile, con la disfunzionalità delle relazioni tra i personaggi impiegata come scusa per non farli parlare tra loro. Almeno le prime quattro puntate se ne vanno così, tra spiegazioni reciproche mancate che mandano i protagonisti a girare in cerchio. Le cose poi iniziano a prendere forma e direzione, ma non aiuta l'insistenza su due cattivi sempre più recalcitranti e poco spettacolari nell'azione come Hazel e Cha Cha.

L'azione è per altro il punto debole della serie, con coreografie poco convincenti, più interessate a fare una specie di videoclip sulla base di un brano pop, che non a rendere la tensione di combattimento né il peso reale dei colpi, che in qualche caso sono proprio vistosamente finti.

Va meglio con i personaggi e in particolare il numero 5 (l'unico a non avere un altro nome) è originale pur in un filone ormai rodatissimo come quello dei superpoteri: le sue fattezze da ragazzino sono associate non solo a micidiali abilità in combattimento ma pure a una mente in realtà da uomo maturo, che oltretutto ne ha viste e fatte di tutti i colori. Gli altri hanno poteri e personalità più consuete, dal nobile forzuto al tenebroso vigilante, dalla diva manipolatrice al tossico visionario - per altro il più diverso dal suo corrispettivo a fumetti, dove l'interpretazione volutamente eccessiva di Robert Sheehan fa ripensare al suo personaggio in Misfits.

Allo stesso modo i nemici appartengono a tipi riconoscibili e oltretutto non sfoggiano alcun potere, quasi la produzione abbia voluto risparmiare limitandosi a due gangster da pulp fiction con maschere da cartoni animati. Erano brevemente presenti anche nel fumetto ma erano violentissimi, mentre qui sono meno efficienti e soprattutto iniziano ad avere sensi di colpa e ripensamenti, in particolare Hazel, interpretato da Cameron Britton, già fattosi notare per il ruolo del serial killer Edmund Kemper in Mindhunter. Qui le sue fattezze da placido gigante si associano convenzionalmente a un cuore in fondo d'oro, mentre la sua collega Cha-Cha, interpretata da Mary J. Blige, è lo stereotipo della donna nera arrabbiata senza mezze misure.

Le convenzioni non sarebbero in fondo un problema se Umbrella Academy fosse una raffica di folli situazioni com'era nel materiale originale, dove per fare un esempio si partiva con uno scontro tra bambini volanti e la torre Eiffel che aveva preso vita e poi partiva per lo spazio. Purtroppo la serie prende una strada ben più ponderosa e cerca di dare spessore a personaggi che (tolto il numero 5) ne hanno poco, inoltre riduce il fantastico dei loro poteri, dove uno di loro volava, creava illusioni, era immortale e poteva scatenare una incredibile telecinesi, mentre qui si limita a vedere i fantasmi e nel migliore dei casi a scatenarli. Allo stesso modo la donna del gruppo sapeva materializzare cose incredibili con la sua voce nel fumetto, mentre in questa versione può solo manipolare le menti senza creare nulla di reale.

L'adattamento più fedele è quello ricevuto dalla ricca villa della Umbrella Academy e soprattutto dal suo maggiordomo Pogo - una scimmia intelligente, ben vestita e con gli occhiali - e dalla "madre" ossia una impeccabile donna robot. Vista la brevità e il forte peso del fantastico del materiale di partenza sarebbe stato molto meglio farne un film, invece Umbrella Academy nelle sue dieci ore finisce per risultare ripetitiva e prevedibile nelle incursioni pop della colonna sonora, che vorrebbero essere cult come alcune scene di Legion ma proprio non ce la fanno, né per i brani scelti, né per la messa in scena. Rimangono solo l'ironia e il paradossale a funzionare in una serie che poteva essere qualcosa di più visto lo sforzo produttivo e invece è troppo compiaciuta, tanto che ai molti misteri seminati non viene data alcuna risposta, e non certo per mancanza di tempo, rinviando il tutto alle prossime annate.

winner
miglior scenogr. serie tv single-camera
ADG Awards
2020
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