Sole

Film 2019 | Drammatico, +13 102 min.

Titolo originaleSole
Anno2019
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata102 minuti
Regia diCarlo Sironi
AttoriSandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Bruno Buzzi, Barbara Ronchi, Vitaliano Trevisan, Marco Felli .
Uscitagiovedì 24 ottobre 2019
DistribuzioneOfficine Ubu
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,79 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Carlo Sironi. Un film con Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Bruno Buzzi, Barbara Ronchi, Vitaliano Trevisan, Marco Felli. Titolo originale: Sole. Genere Drammatico, - Italia, 2019, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 24 ottobre 2019 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 28 ottobre 2019

Cosa significa diventare padre, diventare genitori? Cosa si prova a posare lo sguardo su una creatura appena nata di cui ti devi prendere cura, di cui ti senti responsabile? Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato agli European Film Awards, In Italia al Box Office Sole ha incassato 31,9 mila euro .

Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,14
PUBBLICO 2,24
CONSIGLIATO SÌ
Una narrazione asciutta, lineare, quasi ascetica in mano ad un autore dal buon potenziale.
Recensione di Paola Casella
giovedì 29 agosto 2019
Recensione di Paola Casella
giovedì 29 agosto 2019

Ermanno è un ragazzo senza direzione, che passa il tempo a giocare alle slot machine e campa di espedienti, non sempre legali. Suo zio Fabio gli affida l'incarico di fingersi il padre del bambino che Lena, una ragazza polacca, porta in grembo, in modo da poter adottare il nascituro insieme alla moglie Bianca, cha da (troppo) tempo desidera un figlio. Ermanno obbedisce, un po' a fronte del compenso promesso, un po' perché zio Fabio è la sua unica famiglia, un po' infine perché non sa nemmeno lui che cosa vuole dalla vita: solo che, qualunque cosa sia, non la sta ottenendo.

Sole, lungometraggio di debutto di Carlo Sironi, classe 1983, è innanzitutto la storia di due orfani, Ermanno e Lena, che non hanno idea di quale sia il loro posto nel mondo, né men che meno quale posto dare ad un bambino destinato a nascere in questo mondo così com'è.

Sironi ha alle spalle alcuni cortometraggi - Sofia, Cargo, Valparaiso - premiati ai festival internazionali, e già l'insistenza su un titolo di una sola parola dà la misura dell'essenzialità della sua visione. La narrazione di Sole è asciutta, lineare, quasi ascetica, con un'ottima padronanza del mezzo cinematografico (e il contributo significativo della fotografia dell'ungherese Gergely Poharnok) e un grande senso del pudore nel raccontare una storia di giovani anime perdute.

Il problema, per un regista abituato a frequentare i grandi festival internazionali, è che questa storia è stata già raccontata al cinema infinite volte (un esempio per tutti: i fratelli Dardenne) e già dalla prima inquadratura sappiamo qual è la parabola che si andrà a delineare: poche svolte narrative, una sola piccola sorpresa finale, e una carenza di tensione che fa sembrare il film più lungo e più lento di quanto giovi ad un racconto già di per sé scarno e disadorno.

Il formato 4:3, scelta azzeccata per descrivere una situazione claustrofobica, aiuta a creare l'atmosfera giusta ma costringe ulteriormente la visuale: una decisione probabilmente voluta, ma di difficile gestione per gli spettatori. I due attori protagonisti, Sandra Drzymalska (fisicamente simile a Elle Fanning) e Claudio Segaluscio, sono intensi e convincenti, anche se a Segaluscio tocca incarnare la catatonia di Ermanno dalla prima alla (pen)ultima scena.

Vitaliano Trevisan è una riconoscibile voce fuori campo nei panni di un medico asettico come i suoi strumenti sanitari, mentre Bruno Buzzi e Barbara Ronchi sono gli aspiranti genitori.

Sironi ha un evidente talento registico, un gusto raffinato per l'immagine, ma l'alternanza del nitore con i fuori fuoco, e alcuni stratagemmi visivi come l'inquadratura di profilo dei protagonisti stagliati contro lo sfondo alla lunga diventano ripetitivi, così come la musica insistita di sottofondo (benché valida, a firma di Teoniki Rozynek). Se Sironi riuscirà a liberarsi da queste piccole prigioni e ad appoggiarsi ad una struttura narrativa più ricca (questa è di Giulia Moriggi e Antonio Manca, insieme al regista) diventerà un autore da tenere d'occhio: il potenziale c'è tutto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 31 agosto 2020
Franco django

Film formula di stampo 'autoriale' per un regista al debutto che non si accontenta di raccontare una storia ma cerca inutilmente di guadagnarsi il titolo di autore inscenando un film piatto, senza personalità, senza emozioni (il protagonista è emblematico in tal senso) e che vorrebbe colpire con la durezza della realtà. Peccato che questo film più che neo realista [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
mercoledì 23 ottobre 2019
Giovanni Bogani

Ci vuole un po'. Ci vuole un po' per entrare nel mood, nei ritmi, nei silenzi, nell'asciuttezza di questo film. Per ascoltare quello che non viene detto. Per sentire i desideri che provano i protagonisti. Poi ci si finisce dentro.

Sole, come il nome della bambina che una ragazza polacca sta per partorire, e che è destinata a un'altra donna, per diecimila euro. Sole, anche, come le molte anime sole di questo film. Tutte, praticamente.

È una storia di solitudini, questo film. Quella di Lena, la ragazza polacca. Quella di Ermanno, il ragazzo che la deve sorvegliare fino alla "consegna". Più taciturno di lei, con uno sguardo a metà fra Charlot e Nosferatu: un'espressione quasi catatonica. Scopriremo poi che si porta addosso le cicatrici di una tragedia familiare. È sola, però, anche la donna che ha commissionato l' "acquisto".

C'è solitudine in ogni inquadratura. Anche quando Ermanno e Lena sono con altre persone - medici, infermieri - noi queste altre persone quasi non le vediamo: sono voci, dettagli di corpi, figure spesso fuori campo. Lo sguardo di Carlo Sironi, trentaseienne regista debuttante ma con le idee chiare, punta quasi soltanto su loro due. L'appartamento nel quale Ermanno e Lena passano i giorni, nell'attesa del parto, è spoglio, come sono spogli i loro dialoghi.

Pare tutto minimale, afasico, bloccato. Ma piano piano sboccia, ci porta dentro quelle due vite bloccate, Ermanno che perde i soldi alla Snai e Lena che sta per perdere la sua bambina. Per dare volto a una di queste due vite, quella di Ermanno, Carlo Sironi sceglie un ragazzo che non ha fatto cinema. Si chiama Claudio Segaluscio: nell'asciuttezza scabra del suo (non) recitare c'è aria di neorealismo. E così negli impacci con la lingua italiana di Lena, l'attrice polacca Sandra Drzymalska: che lascia bene intravedere, sotto la durezza e i silenzi, uno smarrimento profondo.

Sono chiusi in un appartamento, il rumore della porta che sbatte, delle chiavi che girano sono, a volte, gli unici suoni per secondi infiniti. Sono due prigionieri. E piano piano tutto questo emerge con nitidezza, in un modo che nessun dialogo avrebbe spiegato. E allora, tanto più forte, tanto più lancinante può diventare un momento di tenerezza muta, spoglia, a scuotere come un sisma quel buio interiore.

Fredda è anche la temperatura di colore, in tutto il film. Siamo immersi nel blu, fra le sfumature del blu: è un film in blu e nero, come le pellicole mute colorate negli anni '80. Siamo in un acquario perpetuo: bluastri gli interni, i riflessi del televisore sui volti, le luci della discoteca. È come se non ci fosse sole, in questo film che porta il sole nel titolo. Ma allora, un minuto con qualche riflesso rosa, con il vestito rosa di Lena che balla in una festa, diventa apparizione estatica, diventa meraviglia: mentre lei, incinta, sola, balla piano amando solo la musica, tutto sembra cambiare. E già che ci siamo, dedichiamo una riga alla colonna sonora, firmata da Teoniki Royznek che interviene raramente, ma - con le sue sonorità elettroniche, rarefatte, aliene - non è mai banale.

E insomma, siamo di fronte a un film che parte gelido, apatico, afasico, come il suo protagonista Ermanno. E che piano piano cambia, proprio come, per impercettibili spostamenti, cambia Ermanno. È la storia di due anime che sorgono, questo film. E allora, anche il titolo lo capisci meglio, lo ami di più.

INCONTRI
domenica 8 settembre 2019
Sonia Serafini

Ermanno è un ragazzo senza direzione, che passa il tempo a giocare alle slot machine e campa di espedienti, non sempre legali. Suo zio Fabio gli affida l'incarico di fingersi il padre del bambino che Lena, una ragazza polacca, porta in grembo, in modo da poter adottare il nascituro insieme alla moglie Bianca, cha da (troppo) tempo desidera un figlio. Ermanno obbedisce, un po' a fronte del compenso promesso, un po' perché zio Fabio è la sua unica famiglia, un po' infine perché non sa nemmeno lui che cosa vuole dalla vita: solo che, qualunque cosa sia, non la sta ottenendo.

Dal 24 ottobre al cinema, Sole è il lungometraggio d'esordio di Carlo Sironi ed è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Il film ha vinto il Premio Fedic, il Premio Lanterna Magica e il Premio Nuovoimaie Talent (Claudio Segaluscio).

L'attrice Barbara Ronchi racconta la sua esperienza sul set del film.

Frasi
Io devo solo riconoscere la bambina, poi se la prendono loro...
Una frase di Ermanno (Claudio Segaluscio)
dal film Sole - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 30 agosto 2019
Simone Soranna
Duels.it

Presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, Sole è un'opera prima tanto coraggiosa quanto ambiziosa, in grado di mettere in luce il talento di Carlo Sironi non solamente per la serietà e la misura nei confronti della materia trattata, ma soprattutto per la forma cinematografica adottata nel farlo. La storia narrata non parla (solo) di Ermanno (Claudio Segaluscio) e Lena (Sandra [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 18 ottobre 2019
 

Ermanno è un ragazzo che passa i suoi giorni fra slot machine e piccoli furti; Lena ha la sua stessa età, è appena arrivata dalla Polonia per vendere la bambina che porta in grembo e poter iniziare così una nuova vita.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 14 ottobre 2019
A cura della redazione

Ermanno è un ragazzo senza direzione che campa di espedienti, non sempre legali. Suo zio Fabio gli chiede di fingersi il padre del bambino che Lena, una ragazza polacca, porta in grembo, in modo da poter adottare il nascituro.

TRAILER
venerdì 4 ottobre 2019
 

Ermanno è un ragazzo che passa i suoi giorni fra slot machine e piccoli furti; Lena ha la sua stessa età, è appena arrivata dalla Polonia per vendere la bambina che porta in grembo e poter iniziare così una nuova vita.

NEWS
mercoledì 2 ottobre 2019
 

Cosa significa diventare padre, diventare genitori? Cosa si prova a posare lo sguardo su una creatura appena nata di cui ti devi prendere cura, di cui ti senti responsabile?  Vai all'articolo »

POSTER
venerdì 4 ottobre 2019
 

Ermanno passa i suoi giorni tra piccoli furti e slot machine, in attesa di una svolta nella sua vita. Lena arriva in Italia per vendere la bambina che porta in grembo e poter così iniziare una nuova vita.

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 29 agosto 2019
Paola Casella

Opera prima che racconta la parabola di un ragazzo con un gusto raffinato per l’immagine. Nella sezione Orizzonti a Venezia 76. Vai all'articolo »

winner
premio fipresci
European Film Awards
2020
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