| Titolo originale | Being Leonardo Da Vinci |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Massimiliano Finazzer Flory, Filippo Feel Cavalca |
| Attori | Massimiliano Finazzer Flory, Jacopo Rampini, Gianni Quillico, Silvia Carusilio, Julia Kent Natalia Strozzi Guicciardini. |
| Uscita | giovedì 2 maggio 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| MYmonetro | 3,32 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 luglio 2020
Argomenti: Leonardo Da Vinci
Due giornalisti si imbattono nel vero Leonardo Da Vinci e cercano di intervistarlo. In Italia al Box Office Essere Leonardo da Vinci - Un'intervista impossibile ha incassato 14,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Due giornalisti diversi per provenienza - uno sta a New York e l'altro in Italia - e generazione, interpretati da Jacopo Rampini e Gianni Quillico, decidono di andare sulle tracce di Leonardo Da Vinci per fargli un'intervista dal vivo, perché forse è ancora in giro per l'Europa. Da New York si giunge in Italia, nei luoghi leonardeschi, dai più noti come la città di Firenze, fino alle Basiliche nascoste di Milano, città dove Leonardo ha vissuto e lavorato alla corte di Ludovico il Moro. Poi Vigevano, dove la figura di Massimiliano Finazzer Flory, regista, insieme a Filippo Feel Cavalca, di questa raffinata produzione e interprete di Leonardo, appare per la prima volta, con un cammino lento e lo sguardo pensieroso, in movimento verso lo spettatore all'interno della straordinaria sala delle Scuderie del Castello Sforzesco, fino ai paesaggi della Loira, luoghi di ispirazione dei dipinti del genio artista e luogo dove i due giornalisti lo trovano, dopo averlo cercato come in una caccia al tesoro tra ambienti preziosi.
Essere Leonardo Da Vinci - Un'intervista impossibile è un racconto tra luoghi chiave bilanciati con quelli meno conosciuti, di simboli ricorrenti, di pensieri e scritti di Leonardo.
Ma è anche una lettura introspettiva in prima persona di questo personaggio, ancora attivo per le tracce lasciate, tra i nostri contemporanei. Questa è una suggestione di una storia dalla narrazione apparentemente lineare e semplice, un modo per indicare, in maniera chiara e incalzante di scena in scena, che il personaggio di Leonardo è ancora vivo e attivo in quasi ogni tematica che sta intorno all'uomo.
Massimiliano Finazzer Flory, attore e regista teatrale alla sua prima regia cinematografica, ha deciso di trattare questo tema denso e oltremodo ripetuto - oggi, con l'excusatio dei 500 anni dalla morte del grande pensatore e sperimentatore toscano, siamo stati testimoni di incontri, pubblicazioni, mostre, eventi, film, documentari e così via... che hanno sfruttato questa sua notorietà sempre in auge - in maniera diversa: Leonardo rivive attraverso una narrazione ben scritta che culmina in un'intervista realizzata oggi. La tematica principale converge sul tema del linguaggio che, come racconta l'autore, non è mai stato così approfondito come altri topics leonardeschi, dalla natura all'arte, dalla scienza alla filosofia, dagli studi sull'uomo a quelli sull'acqua, e così via. Un linguaggio raccontato in un'intervista impossibile in cui Leonardo rimane attuale.
Il film ha vinto diversi premi e ha avuto screening anche oltreoceano. Per questo abbiamo intervistato il regista.
PREMI:
Winner Best Indie Filmmaker - New York Film Awards 2019
Winner Best Narrative Feature - Festigious International Film Festival 2019 Los Angeles
Winner Best Actor - Actors Awards Los Angeles 2019
Winner Best Inspirational Film: Award of Excellence - Vegas Movie Awards Gold 2019
Pemio Leonardo della XI Edizione di Italian Movie Award Festival Internazionale del Cinema Italiano all'Estero 2019
HONORABLE MENTION:
Narrative Film - Los Angeles Film Awards 2019
Narrative Film - Hollywood New Directors 2019
OFFICIAL SELECTION:
Accolade Global Film Competition 2019
Miami Independent Film Festival 2019
Lift-Off Global Network Tokyo 2019
Leonardo … un Genio a 360° interpretato da un geniale Massimiliano Finazzer Flory. Un docufilm originale, potente, intrigante; pieno di spunti e messaggi all’interno. Ottime fotografie e scenografie nei luoghi del Maestro. E l’uso della lingua rinascimentale lo rende unico e particolare. Da rivedere senza pericolo di stancarsene.
In Essere Leonardo Da Vinci a un certo punto uno dei protagonisti, il giornalista che vive a New York, incontra un giovane cinese che gli racconta una storia in cui un maestro pittore fa esercitare il suo allievo sulla figura dell'uovo. E lo forza a ripetere, fino alla noia, il disegno di quest'uovo. Perché? "Non esiste un uovo uguale all'altro", risponde il maestro. Si tratta di allenare l'occhio a guardare. Questo film allena lo spettatore su diversi livelli visivi e simbolici. Il racconto è semplice, lineare, non ha orpelli... questa è la sua forza intrinseca perché Leonardo non ha bisogno di sovrastrutture per essere narrato. I simboli però ci sono e ricorrenti, dalla figura dell' "Uomo vitruviano" che compare più volte, a quelle della natura, geografica e introspettiva, sin dall'inizio. Ha scelto di impostare la sceneggiatura su questi due livelli - il simbolico, ma reso dai dettagli contemporanei e quello della pura narrazione - nella sceneggiatura, o è stato un divenire durante le riprese? Leonardo, la sua stessa immagine è ormai simbolo. L'etimo di simbolo parla chiaro: viene dal greco e significa "mettere insieme". Il film dunque ha un doppio passo la sua vera storia come se nulla fosse cambiato e il nostro tempo "ignorante". L'idea era quella di mettere insieme la vita di Leonardo attraverso forme tra loro diverse. La prima delle quali è il paragone delle arti che a mio avviso definisce cos'è e cosa deve ancora essere un film d'essai. Pochi sanno che Leonardo leggeva Dante. In particolare, il Purgatorio al Canto X si tratta del "visibile parlare". Dunque il film è simbolico su due livelli: quello del visibile e quello del parlare. Sempre ritornando alla metafora dell' "uovo". Si è parlato tanto di Leonardo, soprattutto in questo 2019 in onore dei 500 anni dalla sua morte: film, pubblicazioni, documentari, mostre, fumetti, incontri... sotto ogni aspetto legato a questo pensatore, artista, scienziato, insomma una figura che ha toccato tanti - se non tutti - gli aspetti che circondano la vita dell'uomo. Ma, come insegna il maestro citato nel film, "ogni uovo è diverso". Qual è stata la spinta che l'ha portata a raccontare questa figura e che cosa ha di diverso questo film? Leonardo profeta prevede discepoli che lo raccontino, che lo narrino. Su Leonardo c'era tutto dal punto di vista espositivo ma, nessuno si era cimentato sulla lingua di Leonardo, di fare di essa un'opera d'arte. Del resto, la lingua raccoglie e racchiude in sé elementi psicologici, psicanalitici, sociologici, storici e perfino politici... Per un attore che è anche autore la lingua quando la propria specializzazione è mettere in scena o proiettare biografie è la strada maestra che in compagnia di Stanislavskij ci conduce a un percorso opposto: dal personaggio noto all'uomo ignoto.
Già dal titolo - dalla citazione a Essere John Malkovich - si evince un racconto introspettivo. Che aspetti di Leonardo ha deciso di trattare in questo senso? Essere o non essere, anche per Leonardo questo è il problema. Il genio del Rinascimento anticipa Shakespeare e nelle scene finali del film dove sono ritratto con clessidra e teschio si tratta del mito, della metamorfosi. Leonardo in questo film è un volto che ha più uomini dentro di sé. Ironico e autoironico ho voluto recitare "trattenuto" non solo dal personaggio che egli stesso si è cucito addosso ma da qualcosa di altro ovvero dal presagio della morte. L'intervista è impossibile ma probabile ed è proprio questa dialettica tra ciò che non è possibile e ciò che potrebbe esserlo ad offrire una sorta di "uomo senza qualità" che in realtà le ha tutte. Ma il senso di responsabilità che Leonardo incarna nel film si scioglie attraverso la "leggerezza" dei due giornalisti. Le parti di Rampini e Quillico sono il bilanciamento con lo stupore, l'ingenuità, la meraviglia, ma anche le ansie del nostro tempo.
Tutto comincia con lo sguardo di un bambino sull'acqua. Una mano si immerge in un ruscello. Le dita si fanno lambire dall'acqua che scorre. Poi un drone sale in alto nel cielo e ci ritroviamo davanti alle cascate dell'Acquafraggia. Un uomo adulto, con una lunga barba, muove le mani in sintonia con il movimento dell'acqua che cade. E una voce fuoricampo dice le parole con cui la nostra lingua cerca [...] Vai alla recensione »