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Ultimo aggiornamento martedì 29 giugno 2021
La lotta per sopravvivere fa incontrare una studentessa bullizzata e un teppistello. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Better Days ha incassato 2,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 2011, a Chongqing, la studentessa Chen Nian è a poche settimane dall'esame di ammissione all'università. L'intera scuola è in fermento per l'importanza del traguardo, per il quale i ragazzi sono soggetti a enorme pressione. Un'amica di Chen Nian, tormentata per mesi dai compagni di classe, si suicida nel cortile della scuola. Un trauma che, assieme ai debiti della madre, rende la protagonista il prossimo bersaglio di un bullismo estremo. Mentre la polizia indaga sul caso senza troppo successo, la ragazza conosce e in seguito si affida alla protezione di Xiao Bei, giovane delinquente della zona.
Asfissiante ritratto di un sistema sociale in cui il bullismo è soltanto il prodotto più basilare della pressione e della competitività a cui gli adolescenti sono soggetti, Better Days è anche una corposa immersione nella formazione romantica della protagonista Chen Nian.
Il regista Derek Tsang fa centro con un film certamente consapevole degli ingredienti richiesti per il successo nel genere teen, ma al tempo stesso raccontato con passione e occhio esperto.
Tsang, figlio del famoso caratterista del cinema hongkonghese Eric, si muove sul terreno insidioso dell'industria cinese continentale, adattando un popolare romanzo "young adult" e collezionando grandi incassi in patria, ma dovendo fare i conti con un'uscita in sala a lungo posticipata e alcune difficoltà nella partecipazione ai festival internazionali.
La sua rappresentazione dettagliata e insieme espressionista di tutto ciò che ruota attorno al "Gaokao", famigerato esame che deciderà il futuro degli studenti, è del resto impressionante: un tour de force di striscioni motivazionali che decorano l'enorme cortile scolastico, urla dagli insegnanti per i quali anche l'ordine di seduta al banco è indicatore di destino, e una tale spersonalizzazione dell'individuo da rendere il bullismo un fatto inevitabile e tutto sommato accettato dal sistema.
Grazie all'ottima interpretazione centrale di Zhou Dongyu, Better Days trascende però la pura analisi sociale, e anzi cambia pelle più volte, entrando in profondità nella psiche di Chen Nian con venature thriller-horror, e rispettando in modo sentito le radici del romanzo con il rapporto proibito tra la ragazza e il suo protettore ribelle (Jackson Yee, star musicale della band TFBoys).
È qui che il film si fa più ammiccante, con una fotografia d'effetto che cattura i riflessi notturni delle luci urbane sui due giovani. Concessioni doverose e dall'ottimo livello tecnico, attraverso le quali Tsang conferma la maturità registica. Il suo modo di rappresentare il trauma sotto la lente collettiva della comunicazione digitale è un particolare punto di interesse, con tagli sulla messaggistica da smartphone che svolgono una funzione di controcampo del reale. In un mondo di ragazzi in cui è forte la tentazione di distogliere lo sguardo dai piccoli e grandi traumi, questi frammenti intercettati dalla macchina da presa dicono tutto di riflesso.
Lasciate perdere le recensioni negative su questo film, il più delle volte denotano una scarsa conoscenza della vita ed empatia con la realtà, prima ancora che del cinema. Il film va semplicemente visto, proprio perché è un concentrato di emozioni e di realismo, senza tralasciare la poesia e le metafore tipiche di certo cinema asiatico.
Chen Nian (Zhou Dongyu) e Xiao Bei (la popstar Jackson Yee), protagonisti di Better Days di Derek Tsang, sono due naufraghi sperduti nell'immensa desolazione di Chongqing, megalopoli cinese da trenta milioni di abitanti a duemila chilometri da Pechino. Lui è un piccolo teppista senza famiglia e senza amici, talmente abituato a prendere e dare botte da non possedere altro vocabolario per comunicare [...] Vai alla recensione »