| Titolo internazionale | The Good Ground |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Emanuele Caruso |
| Attori | Lorenzo Pedrotti, Fabrizio Ferracane, Viola Sartoretto, Cristian Di Sante Giulio Brogi, Orfeo Orlando, Mattia Sbragia, Sergio Albelli, Stefano Eirale, Paolo Manassero, Mario Diodati, Claudio Magistris, Gianfranco Borghi, Valter Strola. |
| Uscita | giovedì 1 marzo 2018 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Obiettivo Cinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,15 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 maggio 2021
Ispirato alla storia vera di Padre Sergio de Piccoli, monaco benedettino della Val Maira.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo un lungo viaggio partito dalla Capitale Giulia, detta Gea, e il suo amico Martino si ritrovano in Val Grande, estremo nord Italia, a una sessantina di chilometri dal confine con la Svizzera. Gea ha un cancro al sistema linfatico, nessuna cura sembra funzionare, e lo zio di Martino, don Lorenzo, le ha indicato come ultima speranza Giuseppe Mastroianni, un medico che da anni sperimenta cure alternative. Peccato che Mastroianni sia nascosto fra le montagne perché accusato di avere "quasi ucciso" un paziente.
Al suo secondo lungometraggio dopo E fu sera e fu mattina, premio F.I.C.E. come Film indipendente del 2014, il regista albese Emanuele Caruso tenta un'impresa ardua: realizzare un lungometraggio di finzione a bassissimo budget (raccolto in buona parte attraverso il crowdfunding) girato in una delle zone più incontaminate e impervie d'Italia.
La produzione ha ricevuto il sostegno (oltre che della Film Commission Torino Piemonte e di altre realtà associazionistiche regionali) da un pool di aziende alimentari locali che hanno fornito i cibi che, cucinati dagli allievi di una scuola alberghiera del posto, hanno sfamato cast e troupe.
Questo tipo di eroismo "fitcarraldico" fa subito simpatia, soprattutto verso un autore giovane che ha già dimostrato talento dietro la macchina da presa, ma non lo esime dalle critiche per quelli che sono i punti deboli di questo lavoro: una costruzione dei personaggi poco sviluppata che genera la recitazione fuori fuoco di un cast di attori affermati come Mattia Sbragia e Fabrizio Ferracane, e di giovani promettenti come Cristian Di Sante, già anima comica di Spaghetti Story. Anche il mix di accenti regionali (il romanesco di Di Sante e le inflessioni nordiche di Lorenzo Pedrotti e Viola Sartoretto, che stando alla trama sarebbero cresciuti a Roma) risulta straniante. Quella che invece è indiscutibilmente magnifica è la fotografia di Cristian De Giglio, che conferma un'abilità tecnica e una qualità poetica degne di nota. Sotto la guida di Caruso, di cui è sodale già dal film precedente, De Giglio racconta per immagini un paradiso naturale pronto per un fantasy, senza dimenticare quel "realismo ontologico" che rimanda a Olmi ma anche, nella memoria più recente, a Michelangelo Frammartino, Giorgio Diritti e Marco Segato.
La storia de La terra buona è ispirata a tre vicende realmente accadute e alla figura carismatica di un sacerdote, Padre Sergio De Piccoli, che ha costruito un'imponente biblioteca nell'isolamento della natura selvaggia. La trama relativa al medico che crea un farmaco "alternativo" cammina lungo un crinale etico pericoloso, respirando le ideologie contemporanee che mettono in discussione la medicina tradizionale, senza però mai prendere una posizione definita al riguardo: nella recitazione esitante di Ferracane, Mastroianni appare più confuso che persuaso rispetto ai suoi stessi metodi sperimentali. Al contrario, l'esperimento filmico di Caruso è notevole nella sua ricerca di strade nuove per un cinema fieramente indipendente: più tempo di ripresa, più mezzi e meno ambiguità lo aiuteranno, al prossimo lungometraggio, a lavorare meglio sulla narrazione e sugli attori.
Finalmente qualcuno si è accorto di un palcoscenico straordinario come la Val Grande. Costituito Parco nel 1992 e conosciuto più dagli stranieri d’oltralpe che dai milanesi che si trovano a 75 km in linea d’aria, giace in un area tremendamente bella e lussureggiante. Questo la dice lunga sulla flebile capacità di divulgazione e comunicazione da parte di un management [...] Vai alla recensione »