La terra buona

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Un film di Emanuele Caruso. Con Lorenzo Pedrotti, Fabrizio Ferracane, Viola Sartoretto, Cristian Di Sante, Giulio Brogi.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. - Italia 2018. - Obiettivo Cinema uscita giovedì 1 marzo 2018. MYMONETRO La terra buona * * * - - valutazione media: 3,21 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
ferdy giovedì 8 marzo 2018
audaces fortuna iuvat Valutazione 3 stelle su cinque
79%
No
21%

 Finalmente qualcuno si è accorto di un palcoscenico straordinario come la Val Grande. Costituito Parco nel 1992 e conosciuto più dagli stranieri d’oltralpe che dai milanesi che si trovano a 75 km in linea d’aria, giace in un area tremendamente bella e lussureggiante. Questo la dice lunga sulla flebile capacità di divulgazione e comunicazione da parte di un management del parco che ha tra le mani un vero tesoro inesplorato, inespresso e con un potenziale di ricaduta economica enorme sugli 11 comuni che sono all’interno dell’area.
Fatta questa doverosissima premessa, Il regista Caruso ha avuto il coraggio ed il merito di ambientare una storia in questo luogo. [+]

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enricaraviola lunedì 5 marzo 2018
aspettative deluse Valutazione 2 stelle su cinque
61%
No
39%

La cosa migliore del film forse è il videosaluto iniziale del regista al pubblico: crea empatia, ti convince a sostenere la sua "causa buona". Poi inizia il film e ti accorgi che la recitazione zoppica e la sceneggiatura pure. Senza un perché, i piani narrativi oscillano tra il drammatico, il melodrammatico e il farsesco, come se il regista non avessse scelto un registro. Una sperduta borgata di montagna è lo scenario facilmente pretesuoso (e null'altro) in cui si rifugiano, chi per una ragione chi per un'altra, i personaggi. Giulia/Gea è una ragazza malata di cancro che un po' sta malissimo e un po' sta benissimo; Martino è l'amico "fallito", in cerca (anche se se ne rende conto solo dopo un po') di un proprio posto nel mondo, che la accompagna da padre Sergio, un anziano e saggio monaco che vive con il fedele e macchiettistico Gianmaria; Mastro è un medico ricercato dalla giustizia per aver sperimentato una cura alternativa che ha mandato al creatore un proprio paziente: con l'aria sempre imbambolata, si fa comandare a bacchetta da Rubbio, il suo "facitore di pozioni" (succhi Ace e affini) che urla praticamente sempre, anche quando non c'è nessun motivo per farlo. [+]

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fabal lunedì 14 maggio 2018
una riflessione sfumata Valutazione 2 stelle su cinque
75%
No
25%

Gea è una ragazza malata di cancro giunta in Val Grande dalla Capitale: accompagnata dal suo amico Martino, cerca un medico che ha sperimentato alcune cure alternative. Il dottor Mastroianni, però, vive da eremita in una specie di comunità sperduta tra i monti, riunita attorno a Padre Sergio, a circa due ore di camminata dal paese più vicino.

Estasiato dalla visione de Il vento fa il suo giro alcuni fa, la mia aspettativa era di un "realismo magico" simile a quello del film di Giorgio Diritti, perfettamente calato nel luogo del racconto di cui il regista conservava il chiaroscuro delle abitazioni in pietra, il dialetto sottotitolato degli attori non-professionisti e una dimensione sensoriale di altissimo livello. [+]

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rami sabato 10 marzo 2018
grazie emanuele Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Grazie a Emanuele Caruso: mi ha dato più emozioni questo film che molti altri in cui sono stati spesi decine o centinaia di milioni, non si possono negare la tenacia, la prersevaranza e le capacità del regista. Forse gli attori potevano essere "tutti"non professionisti, ma come hanno scritto altri, con pochi mezzi non si può fare più di tanto.

Detto questo un piccolo dubbio. [+]

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carlafed lunedì 14 maggio 2018
tutto sommato piacevole Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Devo ammettere che un po' di delusione c'è stata, dopo le aspettative create dal trailer, la pubblicità e la storia avventurosa per la realizzazione. Il film è piacevole, leggero direi, in contrasto con l'argomento forte, e anche tragico. Il che è un vantaggio, esci un po' vuota, ma rilassata.
A causa delle ingenuità della sceneggiatura, la storia assume il tono di una favola in cui gli elementi si amalgamano in modo discontinuo e in cui non occorre ci sia niente, ma proprio niente, di credibile.  Una valle lontana dalla civiltà, ma dotata di notevole comfort (si intuisce ci sia persino l'elettricità), neppure tanto distante da una ferrovia piccola, ma efficiente, e chi ci arriva non lo fa per caso o per scelta, ma per un passa parola che sa un po' di raccomandazione. [+]

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agostinocullati giovedì 3 maggio 2018
“la terra buona”, bellezza e fragilità di cui pren Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

C’è qualcosa che rende grande una musica, un quadro, uno scritto o un film? Sì, c’è. Se il suo autore ci ha messo il cuore. Può avere difetti tecnici anche importanti, ma resterà per sempre, comunque, una piccola perla che saprà rilucere e illuminare i nostri bui. Aver qualcosa di proprio da dire, riconoscere le proprie emozioni e prendersene cura. Elaborare un pensiero, un punto di vista personale. E mettere insieme i pezzi, condividendo l’opera di assemblaggio con altri buoni compagni di viaggio. In attesa che il miracolo si compia, che l’esperienza individuale divenga universalizzabile. Sembrerebbe la cosa più elementare che c’è, ma nell’oggi in cui siamo immersi, così drammaticamente scandito dall’imperativo categorico dello “share/condividi” che ritma sincopato a colpi di “mi piace” le nostre giornate, portare all’attenzione del mondo una propria visione delle cose, una personale weltanschauung, è roba forte e coraggiosa, che merita attenzione e protezione. [+]

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alenca venerdì 30 marzo 2018
pone domande e suscita forti emozioni. consigliatissimo! Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Molto interessante il tema di fondo della ricerca al di là della vita materiale, nelle sue diverse connotazioni in ciascuno dei 3 caratteri principali.
Un tema che tra l'altro il cinema italiano affronta poco proprio in un'epoca in cui invece siamo tutti mossi dal trovare risposte interiori. Il film centra l'obiettivo di suscitare forti emozioni facendoci riflettere e ponendo quesiti che ci accompagnano nei giorni successivi alla visione; ci insegna a essere più buoni con noi stessi e prenderci del tempo per curare la cosa più importante: la nostra serenità interiore.
Ho trovato un bell'atto di generosità la presenza in sala del regista che ci ha raccontato il film, i retroscena e la produzione, arricchendo molto la visione e permettendoci ancora meglio di coglierne i molteplici significati. [+]

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giurg63 domenica 11 marzo 2018
carenze nel finale Valutazione 2 stelle su cinque
23%
No
77%

A mio avviso il film, comincia a "precipitare" dalla scena dell'uccisione dell'asina, che io avrei evitato, in avanti, scivolando in un finale poco elaborato e frettoloso.
Buona l'idea del ragazzo che, costantemente diffidente e scettico nei confronti della piccola comunità creata da Padre Sergio, alla fine decide di separarsi dalla ragazza malata, che non ha mai corrisposto i suoi sentimenti, per tornare nell'isolamento di quel luogo così solitario. 
Corretto anche il lasciar "svanire nel nulla" Gea, che, con uno sguardo infinitamente maliconico saluta il suo amico accompagnatore.
Totalmente bizzarra e fuori luogo l'ape volante che il medico e il suo "braccio destro" utilizzano per raggiungere la Svizzera, dove saranno accolti da una persona di cui, fino a quel momento, non si era fatto alcun accenno. [+]

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lunedì 5 marzo 2018
inguardabile
18%
No
82%

Sono andata a vedere il film perché girato nelle mie valli,ma raramente ho visto un film tanto brutto. La regia è elementare, i dialoghi al limite del surreale, un’accozzaglia di concetti new age vegano-macrobiotici che alimentano solo fanatismi pseudo scientifici. La colonna sonora è inappropriata e noiosa, gli attori surclassano quelli de “gli occhi del cuore” di Boris nella recitazione agghiacciante. Lo slow-motion è abusato, dallo stelo d’erba al fazzoletto porto alla malata di cancro (offensivo per i malati di cancro, peraltro). L’unica attrice per cui valesse la pena, la Val Grande, è stata miseramente relegata in un paio di riprese con drone. Non c’è altra parola per descrivere il film, sceneggiatura, dialoghi, fotografia, montaggio, regia e recitazione se non: brutti.

[+] non capisco (di dodix2013)
[+] un dubbio atroce... (di dodix2013)
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