Famiglia allargata

Film 2018 | Commedia +13 105 min.

Titolo originaleLes dents, pipi et au lit
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata105 minuti
Al cinema101 sale cinematografiche
Regia diEmmanuel Gillibert
AttoriArnaud Ducret, Louise Bourgoin, Roby Schinasi .
Uscitagiovedì 17 maggio 2018
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Emmanuel Gillibert. Un film con Arnaud Ducret, Louise Bourgoin, Roby Schinasi. Titolo originale: Les dents, pipi et au lit. Genere Commedia - Francia, 2018, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 17 maggio 2018 distribuito da Notorious Pictures. Oggi tra i film al cinema in 101 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Quando arriva Jeanne in casa, per Antoine si prospetta un periodo felice. Finchè scopre che la donna porta con sé i suoi due bambini piccoli. Famiglia allargata è 9° in classifica al Box Office. mercoledì 23 maggio ha incassato € 10.532,00 e registrato 2.180 presenze.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
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Happy meal movie di rappresentazione e stereotipo di genere.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 3 maggio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 3 maggio 2018

Antoine, scapolo impenitente, vive in un magnifico appartamento di Parigi con Thomas, coinquilino che si trasferirà presto a Los Angeles e che ha promesso di trovargli un sostituto all'altezza. Il successore in questione si chiama Jeanne, è alta un metro e settanta e ha grandi occhi blu, in cui Antoine si tuffa senza indugio con una bottiglia di Champagne in mano. Ma Jeanne ha poco o nulla da festeggiare, separata di recente da un marito infedele, si trasferisce a casa di Antoine coi suoi bambini, Théo 8 anni e Lou 5 anni. Terrorizzato e privo di qualsiasi vocazione paterna, Antoine soccombe presto a mamma e figli tra un colpo di pennarello e una manciata di Smarties.

La commedia della coabitazione sta diventando un vero sottogenere in Francia dopo Libre et assoupi, Adopte un veuf, Sous le même toit (sempre con Louise Bourgoin), Daddy Cool, inediti in Italia ma allineati nel descrivere una realtà sociale (la condivisione di un appartamento) in costante crescita tra gli over 35/40 anche nel nostro Paese.

Insomma sono lontani i tempi in cui la convivenza domiciliare era una soluzione 'per universitari'. Il cinema francese, sensibile al soggetto, ne rivendica la modernità e mette in schermo tutto quello che ha di più spendibile. Nasce così una commedia di intrattenimento che, a questo giro di inquilini, vorrebbe fare implodere con insolenza il modello familiare.

Opera prima di Emmanuel Gillibert, Famiglia allargata è la storia di un tipo che non pensa che a lui, un seduttore incallito, maestro di immaturità che finisce suo malgrado per convivere con dei bambini e diventare grande con loro, da cui apprende più di quanto avrebbe potuto immaginare. Nella medesima circostanza ovviamente conquista una donna, sempre più adulta e responsabile di lui, in altre parole più noiosa. Tutto questo vi rammenta qualcosa? È normale, è la sintesi di tante commedie che scorrono regolarmente sui nostri schermi. Sceneggiatura greve, grammatica televisiva, dialoghi sconfortanti non sono nuovi a questo genere popolare che, lo si ami o no, può contare sovente sul carisma dei suoi attori principali.

Ma ahimè, nel salotto affollato di Famiglia allargata, Arnaud Ducret gira a vuoto e fatica a rendere interessante il suo personaggio di ragazzaccio egocentrico, maschilista e incosciente. Nella stagione dello scandalo sessuale che ha travolto Hollywood e aggiornato la riflessione sull'identità e le differenze di genere, è allarmante vedere commedie che ripropongono lo stesso discorso, consumato e anacronistico, sulla relazione uomo-donna. Da una parte la rompiscatole castratrice e dall'altra l'edonista seduttore, da una parte la bambina in vestaglia rosa e bambola, dall'altra il bambino in vestaglia azzurra e macchinina. Voilà, la dittatura del genere è servita.

Il debutto, innaffiato di champagne, introduce in piano sequenza i partecipanti ed è il solo momento di cinema in un film che incatena una serie di scene incresciose che toccano il punto più basso durante l'improbabile veglione di Natale. Che dire poi dei comportamenti irresponsabili del protagonista? Se la scena dell'ecstasy fosse stata divertente chissà ma Arnaud Ducret non è Will Ferrell e Emmanuel Gillibert non è evidentemente Adam McKay.

L'episodio del bonbon stupefacente suona allora come una semplice evocazione spiritosa (?) dell'irresponsabilità totale dell'eroe che non si preoccupa certo per la salute dei ragazzi ma soltanto di non venire beccato. La sua maniera di occuparsi dei bambini è francamente scandalosa ma la licenza comica consente di riderci sopra o di provarci almeno. Ispirato da un'esperienza personale, Emmanuel Gillibert si vuole osservatore dell'evoluzione dei rapporti nelle famiglie allargate ma finisce per girare un 'happy meal movie' di primi piani e ralenti (da pubblicità), di rappresentazione e stereotipo di genere, di uomini che si comportano da ragazzini scriteriati prima di essere riabilitati con una corsa in aeroporto e un abbraccio. L'abbraccio di una donna naturalmente bellissima.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 18 maggio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Vecchio plafond di commedia la convivenza in appartamento tra single o famiglie diverse e bisticcione, dal celebre classico "Buddy Buddy" di Wilder al recente attualismo del parigino "Benvenuti a casa mia". Qui va nei guai il solito scapolone che si ritrova per una quindicina di giorni nella stanza dell'amico in viaggio una magnifica ragazza con un problemino che volta in coabitazione catastrofica [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 maggio 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Antoine, scapolo incallito, condivide l'appartamento con Thomas. Quest'ultimo parte, ma gli promette di trovare un sostituto, ovvero la bella Jeanne. Il marpione già pregusta la coabitazione, ma, sorpresa, la donna si presenta con i suoi due figli di 8 e 5 anni. Riuscirà Antoine, privo di vocazione paterna, a sopravvivere ai tre estranei? Ennesima commedia sul tema «convivenza forzata», sciapa, stravista [...] Vai alla recensione »

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