| Titolo originale | The Perfect Candidate |
| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia drammatica, |
| Produzione | Arabia Saudita |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Haifaa Al-Mansour |
| Attori | Mila Al Zahrani, Dae Al Hilali, Khalid Abdulraheem, Shafi Alharthy, Nora Al Awadh Tareq Al Khaldi, Khadeeja Mua'th, Rakan Abdulhaman, Nojoud Ahmed, Mohamed Othman, Hamad Almutaani, Reema Mohammed, Maram Alzghoul, Waleed Ghannam, Ahmad Alsulaimy, Muhammad Shaman, Bandar Hadadi, Bandar Al Khodair, Naser Al Algeel, Saeed Almana, Hussein Hassan Mohamed, Reem Fahad, Ismaee Nasser, Hamad Al Mazaini, Abdullah Ateeg, Muhamad Ebraheem Musa. |
| Uscita | giovedì 3 settembre 2020 |
| Distribuzione | Academy Two |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,81 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 25 agosto 2020
La pionieristica regista Haifaa Al Mansour racconta una nuova storia di emancipazione femminile in Arabia Saudita. In Italia al Box Office La candidata ideale ha incassato 91,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Maryam è una dottoressa consapevole della responsabilità del proprio ruolo che esercita in un piccolo ospedale in Arabia Saudita. Nonostante la sua professionalità deve lottare quotidianamente contro il pregiudizio diffuso nella società nei confronti delle donne. In famiglia, anche se ha un padre musicista di ampie vedute, sono inizialmente le sorelle a frenarne le prospettive per il futuro perché già hanno dovuto subire il precedente dileggio nei confronti della madre, cantante ora defunta. Quando, in seguito a una serie di contingenze, Maryam si ritrova a firmare i documenti per la candidatura alle elezioni per il Consiglio Comunale, la situazione si fa ancor più complicata.
Non è un certamente un caso che la sequenza di apertura del film ci mostri la protagonista che indossa il niqab ma è alla guida di un'auto. Il 'ma' avversativo della frase precedente ha una sua precisa motivazione.
Lunga è la strada che le donne debbono ancora percorrere in Arabia Saudita ma (appunto) dei passi sono stati compiuti e a contribuirvi è stato proprio quel La bicicletta verde che Haifaa Al Mansour presentò alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2012. A sette anni di distanza le donne possono andare in bicicletta e guidare un'auto anche in assenza di un uomo al loro fianco (cosa inconcepibile all'epoca) e si sono verificate ulteriori aperture. Ma, si potrebbe dire, inevitabilmente una parte consistente dell'universo maschile oppone una resistenza che va dal rifiuto totale degli anziani a forme più o meno subdole che hanno comunque l'obiettivo di conservare saldamente i poteri che contano in mano ai maschi.
La regista riesce a realizzare, come nella sua prova precedente, un film di denuncia senza assumere i toni del pamphlet. Lo fa sempre partendo da una dimensione familiare, da un rapporto tra sorelle che vivono in maniera differente sia il rapporto con la figura materna, ora scomparsa, che quello con il padre. Qui sta l'elemento innovativo nel percorso di Al Mansour.
Se ne La bicicletta verde gli uomini nel loro complesso non facevano una bella figura qui il genitore assume un ruolo solo apparentemente passivo nei confronti di quanto accade in famiglia. Perché è membro di un ensemble di musicisti impegnati a tenere viva una forma espressiva tradizionale che, in tempi di integralismo rampante, si è cercato di cancellare in nome della 'purezza' della fede.
Sia lui che Maryam, ognuno a suo modo, lottano perché la società muti aprendosi non a una 'modernità' che sia fine a se stessa (i social non mancano in questo film) ma piuttosto consapevole del contributo fondamentale che le donne possono offrire per 'guarire' (la metafora è esplicita) le parti dolenti della società. Tutto ciò sembra ora possibile a patto però di non cedere dinanzi agli ostacoli di quella strada non asfaltata che corrisponde al rispetto dei diritti di uomini e donne. Senza se e senza, ancora una volta, ma.
“La candidata ideale”, ultimo lungometraggio della regista saudita Haifaa Al Mansour, narra le vicende di Maryam (Mila Al Hilalo), un medico che lavora in un piccolo ospedale in una frazione di Riad, in Arabia Saudita. Il fatto di essere donna è fonte di pregiudizi che, non solo le impediscono ulteriori sviluppi nella carriera, ma molto spesso non le permettono di svolgere il [...] Vai alla recensione »
Una giovane dottoressa non riesce a imbarcarsi per Riad, dove è attesa per un convegno, a causa di un visto scaduto, non rinnovabile in assenza del suo tutore. La ragazza per ripicca si presenta come candidata alle elezioni comunali, sfidando oltre al suo rivale maschio, tutta una comunità, che osteggia ogni emancipazione femminile. Haifaa Al Mansour torna a Venezia dopo La bicicletta verde, firmando [...] Vai alla recensione »