| Titolo originale | Baby Driver |
| Anno | 2017 |
| Genere | Azione, Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna, USA |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Edgar Wright |
| Attori | Ansel Elgort, Kevin Spacey, Lily James, Eiza González, Jon Hamm Jamie Foxx, Jon Bernthal, Sky Ferreira, Ben VanderMey, Wilbur Fitzgerald, Flea, R. Marcus Taylor, Jeff Chase, Micah Howard, Morgan Brown, Morse Diggs, CJ Jones, Lance Palmer, Hudson Meek, Viviana Chavez, Hal Whiteside, Lanny Joon, Clay Donahue Fontenot, Brigitte Kali Canales, Patrick Walker, D.R. Lewis, Big Boi, Killer Mike, Brogan Hall, Alison King, Paul Williams (II), Joe Loya, Andy McDermott, Christopher Beanland, Andrea Frye, Tom Haynes, Russell B. Spencer, Cynne Simpson, Keith Hudson, Sidney Sewell, Thurman Sewell, Elijah Everett, Jon Spencer, Walter Hill. |
| Uscita | giovedì 7 settembre 2017 |
| Tag | Da vedere 2017 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,41 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 9 febbraio 2018
Argomenti: Auto da corsa
La storia di un ragazzo che diventa amico di un boss criminale e la sua vita non sarà più la stessa. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Baby Driver - Il genio della fuga ha incassato 1,8 milioni di euro .
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Baby, così viene chiamato, è un giovane che alla guida di un'auto è in grado di compiere le più spericolate evoluzioni. Questa sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale dall'aspetto borghese, con il quale ha un conto aperto che deve saldare. Baby deve anche occuparsi dell'anziano invalido che lo ha fatto crescere e si sta innamorando della cameriera di un fast food. Ciò che ora vorrebbe poter fare è staccarsi dal ciclo continuo di rapine che Doc orchestra.
Sin dalla sequenza di apertura Edgar Wright dimostra di essere assolutamente consapevole delle sue potenzialità.
Si apre infatti con una rapina e una fuga spericolata le cui sorti dipendono da Baby, un adolescente apparentemente autistico che vive protetto dalla corazza della musica. Di una difesa ha sicuramente bisogno perché Doc (un Kevin Spacey ingrassato per l'occasione) è estremamente guardingo, pericoloso e vendicativo. Purtroppo Baby non ha rispettato l'antico adagio che invita a non rubare in casa dei ladri ed è costretto a mettersi alla guida delle auto necessarie per le rapine finché non avrà estinto un debito. La musica però lo protegge da una realtà che lo vede al contempo attivo (alla guida) e passivo quando viene costretto a una nuova impresa. Mescolando suoni e voci provenienti dal suo quotidiano si costruisce una colonna sonora della vita che lo aiuta ad andare avanti senza dimenticare colui a cui deve (quasi) tutto. Il quale, non a caso, è sordomuto. Così lo stridio delle frenate, il rombo dei motori e i colpi di arma da fuoco trovano una loro oasi sonora in casa e nei suoi auricolari.
Wright riesce così a lavorare su un livello 'altro' rispetto a quello della crime story di base offrendoci un saggio raffinato sulle possibilità di rivisitazione di un genere. Ivi compreso quando vi innesta la love story che fa da contraltare alla lucida follia del personaggio interpretato da Jamie Foxx. Con un solo elemento negativo: il reiterato ricomparire dell'ultimo rivale di Baby che rischia di mettere in crisi la sospensione dell'incredulità fino ad allora sapientemente giostrata.
Baby. Un paio di occhiali da sole, cuffiette nelle orecchie, lo sguardo perso nel vuoto e due cicatrici, segno di un trauma fisico e ancor più psicologico. Baby parla poco, ma ha un’eccellente padronanza alla guida. Filtra le amicizie come la musica, convinto, come un passa-basso, di lasciar da parte i rumori più assordanti che lo fanno soffrire, rifugiandosi in suoni [...] Vai alla recensione »
Ci sono almeno tre aspetti che verosimilmente costituiscono altrettanti punti di forza di Baby Driver e che ne spiegano, almeno in parte, il successo. Il primo e più macroscopico è quello del rapporto tra musica e immagini.
Siamo di fronte a un salto di qualità del rapporto tra film e repertorio delle canzoni rock e pop, che già aveva intensificato la sua presenza negli ultimi anni.
Complice la straordinaria valorizzazione della storia della musica popolare e delle sue nicchie nell'epoca delle piattaforme digitali, anche la presenza accumulatoria di brani provenienti da tutti i generi e le nicchie musicali si è moltiplicata nel cinema contemporaneo (con la professione del music supervisor sempre più importante). In Baby Driver, grazie all'idea del protagonista vittima di acufene e sempre provvisto di cuffie, il repertorio musicale non è più un commento ma il vero protagonista emotivo, sentimentale e relazionale del film. Gran parte delle soluzioni di montaggio e di regia seguono la costruzione musicale dei brani, con piani sequenza più o meno fluidi a seconda del ritmo armonico del pezzo.
Il secondo aspetto è quello dell'azione. Dopo anni in cui il genere action è stato risucchiato all'interno dei blockbuster - insieme alle sue figure distintive, come l'inseguimento e lo scontro - si sta facendo strada (letteralmente) il ritorno di questo cinema, capitanato dalla saga di Fast & Furious ma puntellato anche da produzioni più piccole, e per questo artigianalmente seducenti, come Baby Driver. Chi definisce il film "fracassone" è meglio cambi sala. Queste sono le regole dell'action, piaccia o meno. Meglio astenersi, se il problema sono le sgommate, gli stridii, i tagli di inquadratura sul dettaglio del cambio e del volante, le auto che saltano per aria al rallentatore e le fughe contromano.
Il terzo aspetto consegue da quest'ultimo, ed è lo stile. Non è un caso che Edgar Wright, la cui carriera gli permette ormai di fare certe dichiarazioni, abbia menzionato Driver l'imprendibile di Walter Hill come modello cui ispirarsi. Pensare che Baby Driver sia una versione infantilistica - fin dal titolo - della pellicola con Ryan O'Neal non è un insulto. D'altra parte lo stesso Hill ha più volte sposato la dimensione action con l'umorismo e la comicità dei caratteri, come nel seminale 48 ore.
Baby, così viene chiamato, è un giovane che alla guida di un'auto è in grado di compiere le più spericolate evoluzioni. Questa sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale dall'aspetto borghese, con il quale ha un conto aperto che deve saldare. Baby deve anche occuparsi dell'anziano invalido che lo ha fatto crescere e si sta innamorando della cameriera di un fast food. Ciò che ora vorrebbe poter fare è staccarsi dal ciclo continuo di rapine che Doc orchestra.
"La gente chiede: 'Come si fa a trovare il proprio stile? Io credo che lo stile sia un'amalgama di tutte le cose che ti piacciono e tutte quelle che ti riescono bene. E quel mix di entrambe, più il tuo bagaglio di esperienza personale, diventa in sostanza il tuo stile".
Nel giorno d'uscita al cinema di Baby Driver - Il genio della fuga, MYmovies.it presenta una video intervista a Edgar Wright, in cui il regista spiega le sue ispirazioni, i motivi che lo hanno spinto a girare un film come questo, il suo rapporto con la musica e la sua personale idea di cinema.
"L'unica cosa che temo è la stupidità. Per il resto, non ho paura di niente". Non poteva che dirlo Kevin Spacey, uno degli attori più impavidi e più disposti ad interpretare ruoli di cattivo.
Spacey è a Roma sia perché ha appena finito di interpretare il ruolo del miliardario Jean Paul Getty nel film di Ridley Scott All The Money In The World sia per promuovere l'uscita italiana di Baby Driver, in cui ha il ruolo di Doc, il boss criminale che costringe il protagonista a guidare l'auto della fuga di una serie di rapine in banca.
Bastano i primi sei minuti, ovvero la sequenza che precede i titoli di testa, per accorgersi che Baby Driver non è un film d'azione come gli altri. "È un action movie guidato dalla musica", sintetizza Edgar Wright, il regista e sceneggiatore inglese al volante.
Dunque lei non lo definirebbe un musical.
Non nel senso tradizionale del termine, ma la musica è fondamentale: non come tappeto sonoro, ma come motore della storia e ritmo di tutte le performance.
Possiamo dire che Baby Driver e La La Land stanno reinventando il film musicale?
Direi di sì. I due film sono stati girati quasi in contemporanea, senza sapere nulla l'uno dell'altro, eppure in qualcosa si somigliano, e concordo sul fatto che ognuno a modo loro abbia trovato una maniera originale di reinterpretare il genere musicale.
Per le strade di Atlanta sgomma a tutta velocità un ragazzino alla guida di una Dodge rossa (ma passerà anche a Toyota e Chrysler) dopo aver prelevato dei rapinatori di banca mascherati reduci da un colpo. In gergo è un driver ma in realtà è un ventenne per tutti solo "Baby" e dal bizzarro modus operandi: prima di portare via i malviventi dal luogo del crimine grazie al suo talento da pilota, lo osserveremo [...] Vai alla recensione »