The Midnight Man

Film 2016 | Horror, +16 95 min.

Regia di Travis Nicholas Zariwny, Travis Zariwny. Un film con Lin Shaye, Robert Englund, Emily Haine, Logan Creran, Summer H Howell. Cast completo Titolo originale: The Midnight Man. Genere Horror, - USA, 2016, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 11 gennaio 2018 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,25 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 12 gennaio 2018

Alex trova in soffitta le istruzioni per dare vita a un gioco che può rivelarsi molto ma molto pericoloso. In Italia al Box Office The Midnight Man ha incassato 1 milioni di euro .

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Consigliato nì!
2,25/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,26
CONSIGLIATO NÌ
Remake dalla storia prototipica, con la riproposizione di un babau evocato da sprovveduti.
Recensione di Rudy Salvagnini
Recensione di Rudy Salvagnini

1953: nella soffitta di una vecchia casa tre bambini evocano per gioco un essere spettrale, l'Uomo di Mezzanotte, restando al riparo di un cerchio protettivo tracciato con il sale. Anna è l'unica a sopravvivere all'ordalia con il mostro, che ama barare al gioco. Oggi: nella stessa casa la giovane Alex accudisce la nonna, Anna (la bambina di allora, che è invecchiata), bisognosa di cure perché affetta da un inizio di demenza senile e rimasta sola dopo la morte del nonno. La nonna è un po' svanita, straparla, cambia umore, a volte è gentile e grata, altre brusca e impositiva. A un certo punto manda Alex a cercare un vecchio specchietto che si trova in un baule in soffitta. Mentre è lì, Alex è raggiunta dall'amico Miles, venuto a trovarla. Alex trova lo specchietto, ma trova anche una scatola chiusa. Ovviamente, la scatola viene aperta e dentro ci sono gli oggetti utilizzati dai ragazzini del prologo per il loro macabro gioco, foglio con le regole compreso. La nonna, spaventata, li vede e, prima di crollare svenuta, li accusa di aver aperto il gioco. Viene convocato il vecchio dottor Harding che visita la nonna e tranquillizza Alex: se la caverà.

Nonostante tutto, quando il dottore se n'è andato, Alex e Miles non trovano di meglio che attivare il rituale del gioco, cui partecipa poi anche la loro amica Kelly, nel frattempo intervenuta. L'Uomo di Mezzanotte non vedeva l'ora.

Travis Zariwny si è fatto notare per il remake di Cabin Fever - non memorabile, ma neanche disprezzabile - e qui ci riprova con un altro remake, stavolta di un quasi omonimo (qui c'è in più l'articolo nel titolo) film irlandese scritto e diretto da Rob Kennedy nel 2013. La storia è quanto di più prototipico si possa immaginare, con la riproposizione di un babau evocato da sprovveduti come ne abbiamo visti parecchi nel corso degli anni. Così tanti che c'è da chiedersi come mai continuino a esserci sprovveduti che evocano babau. Proprio questo aspetto è forse quello più deficitario a livello di credibilità perché, se può essere accettabile che dei bambini giochino a evocare mostri, lo è meno quando a farlo sono dei giovani che si sono perfettamente resi conto che le cose sono piuttosto spettrali già come sono.

In più, il comportamento dei personaggi, anche dopo l'inizio del gioco, manca spesso di logica: per tutti vale l'intervento della terza amica che, pur avendo avuto prova dell'esistenza dello spettro, decide di partecipare lo stesso al gioco con l'aria di chi la sa lunga, per poi crollare emotivamente quasi subito. Inoltre, non va taciuto che i due protagonisti non usano accendini (ma fiammiferi) e non portano orologi. Siamo abituati all'implausibilità nelle storie horror, ma come diceva il grande Richard Matheson è lecito partire da una premessa incredibile (nel senso di soprannaturale o fantascientifica) purché lo sviluppo poi sia rigoroso e coerente.

Detto questo, il film ha anche i suoi punti forti. In primo luogo l'atmosfera e la messa in scena che sono curate ed efficaci. Come tutti gli horror ambientati in un luogo chiuso, anche questo è claustrofobico e oppressivo, ma lo è in modo riuscito e valido, rielaborando i vecchi stilemi del gotico con un uso sapiente della costante e minacciosa penombra in cui è immersa l'azione. L'essere spettrale non è dotato di un carisma caratterizzante ed è iconograficamente piuttosto generico: la sua specialità è quella di ritorcere sulle sue vittime le loro fobie. La cosa non è narrativamente molto significativa, ma fornisce lo spunto per qualche immagine riuscita. Un aspetto interessante, ma appena accennato, è la sottolineatura della compulsività del gioco, come se ci fosse una sorta di ludopatia dell'orrore.
Gabrielle Haugh (Jeepers Creepers 3), la protagonista, è molto carina e ha una recitazione spontanea ed efficace che ispira simpatia. Ma il film è soprattutto di due vecchie volpi dell'horror che lo fanno proprio senza sforzo. Lin Shaye, resa famosa dalla serie di Insidious, ricopre con la consueta abilità un ruolo ambiguo e sinistro. Robert Englund, l'indimenticato Freddy Krueger dello schermo, evidenzia ancora una volta la sua versatilità dimostrandosi, come avvenuto spesso soprattutto negli ultimi anni, molto migliore dei film che interpreta.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 18 settembre 2021
elgatoloco

"The MIdnight Man"(Travis Nicholas Zariwny,  che ha anche scritto il film,  2016)racconta di un gioco-rito , a suo tempo, circa 60 anni prima, praticato anche dai bambini di allora, tra cui la nonna della protagonista, ancora viva e dal suo medico e amico fedele, che l'ha in cura, che la nipote e un amico(innamorato)ritrovano e voglono mettere in atto, coinvolgendo anche un'amica [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 11 gennaio 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Mentre il divertente sequel dell'originale Jumanji (1995) con il compianto Robin Williams sta spopolando nelle nostre sale, ecco un altro film a base "gioco maledetto" stavolta declinato in chiave horror. Quello che sembrava un vecchio passatempo ritrovato in soffitta, si rivelerà essere un portale per richiamare nella nostra dimensione un demone schifoso capace di manipolare le paure dei giovani protagonis [...] Vai alla recensione »

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