Porno & Libertà

Film 2016 | Documentario +13 78 min.

Regia di Carmine Amoroso. Un film con Riccardo Schicchi, Lasse Braun, Giuliana Gamba, Antonio Veneziani, Francesco Coniglio. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2016, durata 78 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2016 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Gli esperti del settore della pornografia raccontano aspetti del mestiere e lotta contro censura e tabù.

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Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,33
CONSIGLIATO SÌ
È la nostalgia didascalica il 'desiderio' che muove un documentario che ricapitola la vita clandestina della pornografia di ieri.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 giugno 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 giugno 2016

È un oggetto indeterminato Porno e libertà, il documentario di Carmine Amoroso che getta uno sguardo sommario sull'Italia degli anni Settanta e sulla genesi del porno nostrano, dai giornali allo schermo, dalla censura all'elezione di Ilona Staller, la prima porno diva a diventare membro del Parlamento. Lo è perché affronta la liberazione sessuale e la caduta di ogni velo sul sesso senza interrogarsi troppo sul desiderio, sulla complessità del desiderio e su quanto abbia giovato al desiderio la 'contestazione' avviata col '68. Lo è ancora perché anacronistico, isolato, separato. Concentrato su un'epoca e un gesto di rottura, morale, politica e sociale, che sperimentò la pornografia e la circolazione di prodotti pornografici, Porno e libertà non riesce a stabilire un dialogo col presente.
Il movimento retrospettivo assume la forma di un ricordo disinnescato e 'parla' un linguaggio militante e probabilmente obsoleto già negli anni Settanta. È la nostalgia didascalica il 'desiderio' che muove un documentario che colleziona testimonianze e materiali di archivio, ricapitolando la vita clandestina della pornografia di ieri e avanzando per sentenze, quelle dei suoi ospiti, più ansiosi forse di sottolineare il personale contributo alla materia che di azzardare un'analisi di quel doppio osceno, sotterraneo e rimosso che venne a galla nell'Italia degli anni di piombo, causando effetti politici, agendo attraverso e sul corpo femminile o veicolando al contrario messaggi di liberazione e sovversione.
Ci sarebbe da chiedersi poi se quel processo di 'emancipazione' non abbia negli anni prodotto una rete più insidiosa di quella tramata dai moralismi di ogni genere e specie. Ad ogni modo la galleria di personalità schierate, letterati, intellettuali, pornografi, pornostar, filosofi e femministe, non restituisce qualitativamente la complessità di un fenomeno che, per saturazione di immagini erotiche e pornografiche e soprattutto per la loro inclusione ad ogni livello di visibilità pubblica, ha smesso di essere rimarchevole. La pornografia al tempo di internet poi non è più una questione di contenuto ma è la logica culturale dei media, è il modo in cui funzionano le immagini, in cui guardiamo o ci facciamo guardare.
Il problema della disamina di Amoroso non è il brano di tempo selezionato ma la sua asetticità, la mancanza di connessione con il contemporaneo. Perché fare un documentario così oggi? Meglio, perché non farlo cercando di capire cosa intendeva la libertà del titolo? Verso cosa muoveva e a cosa è pervenuta la generazione ribelle lanciata alla fine degli anni Sessanta contro il sistema patriarcale? Mentre cerchiamo una risposta, la pornografia è diventata un comportamento sociale di massa su cui la sociologia è chiamata oggi a rispondere, "Playboy", il magazine lanciato nel 1953 da Hugh Hefner, ha avviato la sua rivoluzione rivestendo le modelle e il cinema diserta la carne, siglando in un contratto sessuale la logica anti-erotica (50 sfumature di grigio), o pone la questione del sesso in maniera spettacolare ma problematica (La vie d'Adèle, Nymphomaniac, The Smell of Us). In mezzo si solleva come una corrente d'aria fresca la ricerca di una pulsione erotica che non si oppone alla pornografia, che disegna in fondo soltanto un'estensione del campo del visibile.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 24 novembre 2016
Rofer

Porno & Libertà di Carmine Amoroso è un documentario dirompente e necessario, che racconta un mondo perduto riconnettendolo efficacemente alla storia culturale e sociale del nostro Paese: dall’emancipazione femminile del post-’68 ai grandi movimenti artistici underground del 1977, dove improvvisamente eterosessualità e omosessualità trovarono una zona grigia in cui interfacciarsi attraverso la pornografia [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 luglio 2016
carol alesi

C’è già chi lo ha ribattezzato un inno alla libertà, ma quel che di più prezioso ha questo documentario che concede pochissimo al voyerismo è restituire l’atmosfera e l’utopia degli anni Settanta, gli stessi in cui il porno dilagava. Una storia che il film ripercorre attraverso materiali di archivio e testimonianze dei protagonisti di quella stagione.

sabato 29 aprile 2017
MAURIDAL

Quando pensiamo agli anni della repressione , ricordiamo i recenti anni sessanta-settanta per la repressione delle lotte studentesche e operaie post sessantotto, lotte per il cambiamento degli assetti politici, di governi delle nazioni democratiche .  Ci siamo imbattutti in rivoluzioni culturali, anche radicali, che promettevano una rivoluzione in risposta alle richieste di massa di gran parte [...] Vai alla recensione »

sabato 25 giugno 2016
angeroma@hotmail.it

Ho visto il documentario a Bologna! Bellissimo! Non avevo mai riflettuto e capito l'importanza del porno soprattutto in quegli anni. Questa recensione non l'ho capita, dice che non crea un ponte con la conteporaneità?!!!? Ma se oggi ti censurano un capezzolo su facebook !!!! Io ho diciottanni e grazie a questo film ho capito tante cose! Lo farò vedere a tutti i miei compagni [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 giugno 2016
adiele

domenica 26 giugno 2016
luisapizz

Quello che c'è scritto nella recensione è palesemente interpretato ad uso e consumo di una tesi censoria , proprio quella forma di censura strisciante che dai social media (quelli sì contemporanei) sgorga verso di noi e che il film rivela con molta chiarezza. Il recupero di una memoria storica cancellata ci permette di capire meglio proprio la Contemporaneità.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Sesti

Documentario che racconta di come all'inizio degli anni settanta, audaci registi e porno star (come Cicciolina) abbiano assediato ed espugnato la censura rivoluzionando anche il linguaggio del cinema e non solo gli standard di rappresentazione pubblica del sesso.

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