| Anno | 2015 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Paolo Costella |
| Attori | Massimo Boldi, Biagio Izzo, Paolo Conticini, Debora Villa, Barbara Tabita Fatima Trotta, Luca Peracino, Enzo Salvi, Gabriele Cirilli, Peppe Barra, Ugo Conti, Loredana De Nardis, Carolina Marconi, Salvatore Misticone, Gisella Donadoni, Massimo Polito. |
| Uscita | giovedì 12 novembre 2015 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,20 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 novembre 2017
A Milano vive, felice e contento, l'industrialotto Lorenzo Colombo. Ma il figlio sta per dargli un grande dolore: sposerà una ragazza del Sud! In Italia al Box Office Matrimonio al Sud ha incassato 3,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Lorenzo Colombo è un "cumenda" milanese proprietario di una ditta di salumi che odia i "terroni". Pasquale Caprioli abita nel paesino campano San Valentino a Mare, fa il pizzaiolo e pensa che al nord siano tutti "polentoni". Peccato che i rispettivi figli, il milanese Teo e la campana Sofia, si incontrino in un'università di Trento e decidano di sposarsi. E poiché "il matrimonio più meridionale dei matrimoni meridionali" verrà ovviamente celebrato al sud, i Colombo si trasferiscono in "terronia" e iniziano una schermaglia con i Caprioli che proseguirà per tutta la durata dei preparativi.
Prendete vent'anni di cinepanettoni, mescolate con altrettante vanzinate, aggiungete la formula Benvenuti al Sud e la fiction televisiva I due cuochi e shakerate: verrà fuori Matrimonio al Sud, farsa vecchio stile incentrata su tutti gli stereotipi e pregiudizi possibili e immaginabili. Non manca niente: le gag di Massimo Boldi ("Che dolore!"), le corna incrociate, la coppia comica maschile (Boldi e Biagio Izzo), il duetto delle mogli (Debora Villa "polentona" e Barbara Tabita "terrona"), i battibecchi dei figli, il siparietto omosex, la strappona scosciata. Come se non bastasse, ecco l'amico romanaccio e romanista (Enzo Salvi: chi altri?), la coppia di ciociari in cerca di sistemazione permanente (Gabriele Cirilli e Loredana De Nardis), la speculare coppia "nordista" gretta e greve (Gisella Donadoni e - chi altri? - Ugo Conti), più Paolo Conticini nei panni di un conduttore televisivo sciupafemmine col pallino delle milf. C'è persino Peppe Barra (tu quoque!) nel ruolo di un prete cecato con tanto di assistente tonto.
A tutto questo dispiego di nomi e caratteri non corrisponde una trama sufficientemente comica o coinvolgente: le battute sono antiche, le gag già viste, le interazioni fra i personaggi prive di qualsiasi verità di fondo, con la notevole eccezione della coppia Villa-Tabita, entrambe bravissime e meritevoli di un film tutto per loro, una sorta di Thelma e Louise ambientato attraverso l'Italia dei nostri giorni. Tutti i membri del cast hanno tempi comici impeccabili (e il montaggio veloce di Mauro Bonanni li assiste egregiamente), ma solo le due attrici in questione sembrano possedere una comicità moderna, adatta ai nostri tempi e non al secolo scorso.
Come ha mostrato recentemente Io che amo solo te non è necessario essere scontati per costruire una storia d'amore ambientata al sud (tra l'altro nella stessa cittadina) facendo leva sulle "maschere" senza cadere immancabilmente nei tormentoni "etnici". Come ha dimostrato Reality, un matrimonio meridionale superkitch può dare spazio a molte amare riflessioni su come anche al sud le tradizioni siano state soppiantate da un cafonal globalizzato. E non bastano le aggiunte di Skype, App, chat e master per aggiornare al presente una commedia che appartiene al passato.
Sicuramente non è una delle commedie italiane che ricorderemo con entusiasmo e siamo ampiamente nella sfera del già visto e rivisto. Confesso tuttavia di averlo trovato leggermente, e sottolineo leggermente, superiore alle ultime pellicole comprensive di vari comici da cabaret televisivo che ci hanno regalato pessimi esordi. Questo piccolo merito in più va addebitato a un cast [...] Vai alla recensione »
Simpatica commedia senza pretese, ancora una volta sull'eterna guerra tra nordisti e sudisti (italiani). Con l'industriale milanese Massimo Boldi che si trova come aspirante consuocero il pizzaiolo napoletano Biagio Izzo. Ma il destino li costringerà a una santa alleanza. Paolo Costella dirige l'affiatato coro con garbo, una buona dose di umorismo nell'encomiabile assenza di volgarità.